Tag: casa e salute

Il mal di schiena rappresenta un disturbo diffusissimo che talvolta potrebbe essere prevenuto con uno stile di vita adeguato. Trattandosi di un problema multifattoriale, prima di trattare il mal di schiena sarà opportuno comprendere le cause che lo determinano e soprattutto stabilire eventuali patologie sottostanti che andranno adeguatamente trattate al fine di ottenere una rapida attenuazione dei sintomi.

Parliamo, come riportato anche su CurarsiBene.it innanzitutto di come prevenire il mal di schiena. Una delle prime cause che determina l’insorgenza del disturbo in assenza di patologie è il riposo notturno. Contrariamente a ciò che crediamo, infatti, durante la notte la muscolatura tende ad irrigidirsi e contemporaneamente a ricevere meno sangue ossigenato. Questa duplice causa può provocare al risveglio una sensazione di dolore lombare che può durante anche per giorni. In questo caso è importante non solo scegliere un materasso adeguato che non sia troppo rigido o troppo morbido ma anche avere cura di rigirarlo periodicamente per evitare che alcuni avvallamenti formatisi col tempo possano disturbare la posizione della schiena.

Altro aspetto di cui tenere conto per prevenire e combattere il mal di schiena è senza dubbio l’eventuale sovrappeso, in particolare se concentrato all’addome/basso ventre. In questi casi, infatti, oltre ad aumentare il rischio di seri problemi cardiovascolari, la schiena è estremamente sollecitata durante i movimenti e si possono arrecare danni sia alla struttura scheletrica, soprattutto per persone in età avanzata, sia alla muscolatura.

Inoltre, anche se sempre troppo poco considerato, c’è la scelta del letto. In pratica, non ce n’è uno “giusto” in senso assoluto, ma è importante avere una base sufficientemente rigida che impedisce posture scorrette. Stessa considerazione e consiglio anche per il materasso : il tipo migliore per sé è quello accoglie le fisiologiche curve senza far sprofondare troppo e senza dare eccessive controspinte.

Per combattere invece una lombalgia che, nonostante l’accortezza, ha ormai già fatto capolino rendendoci difficile affrontare i vari compiti giornalieri, è possibile ricorrere sporadicamente all’utilizzo di antidolorifici ed antinfiammatori, la cui posologia andrà in ogni caso opportunamente concordata col proprio medico di base o ortopedico.

Sebbene si pensi che per guarire dal mal di schiena sia necessario il riposo assoluto, in più casi di quanti si crederebbe l’assoluto immobilismo è un danno. Soprattutto quando il mal di schiena è causato da un’ipotonia muscolare o da poca elasticità, rimanere fermi troppo a lungo potrebbe indebolire ulteriormente la zona rendendo più lenta, e probabilmente non risolutiva, la guarigione.

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Gonartrosi: il dr. Michele Massaro spiega quando non serve la protesi

La gonartrosi (artrosi del ginocchio) resta la patologia articolare più frequente e diffusa tra le varie forme di artrosi ed è per questo che abbiamo rivolto alcune domande al dr. Michele Massaro, chirurgo ortopedico specialista in chirurgia protesica mini invasiva ginocchio e anca che opera presso le Cliniche Humanitas di Bergamo.

Sappiamo che, in senso generale, l’artrosi (o osteoartrosi) sintomatica colpisce, solo in Italia, circa 4 milioni di persone per un costo sanitario complessivo di 6,5 miliardi di euro. Senza contare che il 10-15% delle visite ambulatoriali eseguite dai medici generici riguardano proprio l’artrosi.

La gonartrosi rappresenta la prima causa di dolore al ginocchio nel mondo occidentale per pazienti di età superiore ai 65 anni con una certa prevalenza di donne, soggetti in sovrappeso e che seguono uno stile di vita sicuramente da correggere” spiega il dr. Massaro Michele.

Come tutte le forme di artrosi, la gonartrosi è una malattia degenerativa cronica che compromette la cartilagine articolare, l’osso subcondrale, legamenti e tendini ma può essere scatenata anche da traumi sportivi.

Quando è possibile evitare l’intervento chirurgico per l’impianto di una protesi ginocchio mini invasiva?

Con quali terapie, accorgimenti e trattamenti si può intervenire sulla patologia artrosica?

Il dr. Massaro ha risposto a queste ed altre domande permettendoci di pubblicare un articolo che potrà essere di aiuto a molti di voi.

 

Gonartrosi: perché Michele Massaro, chirurgo ortopedico, ha scelto l’approccio mini invasivo

Per la gonartrosi (artrosi del ginocchio), come per la coxartrosi (artrosi dell’anca) avanzata, dolorosa e invalidante, la soluzione più sicura, rapida ed efficace è la chirurgia mini invasiva che permette di impiantare una protesi di ultima generazione per ripristinare la corretta funzionalità dell’articolazione.

Ho scelto la chirurgia mini invasiva perché è l’unico trattamento chirurgico risolutivo, che funziona davvero sia in termini di risultati, successo e rapidità sia per i minori rischi post-operatori ed il maggior rispetto per il corpo. Come suggerisce il nome, è meno invasiva, l’incisione è minore, risparmia le parti sane salvando (se possibile) i legamenti crociati anteriore e posteriore, conservando il più possibile anche i tessuti molli” spiega Michele Massaro.

La protesi ginocchio mini invasiva, di sicuro successo nel 95% dei casi, è decisamente meno rischiosa (in termini di eventuali infezioni e lussazioni) e più risolutiva rispetto alla protesi tradizionale.

Può essere totale o parziale (o monocompartimentale): nel secondo caso, è possibile sostituire solo uno dei tre compartimenti che costituiscono il ginocchio (mediale, laterale o femoro-rotuleo).

Si tratta di una protesi più piccola che consente di incidere meno tessuto durante l’intervento permettendo, quindi, una perdita ematica e traumi post-operatori (dolore, gonfiore) ridotti.

Sia l’intervento sia il recupero sono molto più rapidi rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale.

 

Gonartrosi: le alternative all’intervento chirurgico, quando si può

I grandi risultati ottenuti grazie alla chirurgia mini invasiva sono stati dimostrati e documentati da anni, ormai, anche nel nostro Paese. Si tratta, pur sempre, di un intervento che specialisti e professionisti del settore come il dr. Michele Massaro, chirurgo ortopedico esperto di mini invasiva, consigliano solo in extremis, quando è strettamente necessario ovvero nei casi in cui terapie farmacologiche o fisioterapiche non offrono gli effetti sperati.

In quali casi si può evitare l’intervento? Cosa fare in alternativa?

Il dr. Massaro Michele è pronto a risponderci.

I trattamenti non chirurgici sono il primo approccio terapeutico che interviene sui sintomi della gonartrosi (dolore, gonfiore, rigidità). In assenza di lesioni cartilaginee conclamate, anomalie biologiche o meccaniche che interessano l’articolazione del ginocchio, l’intervento chirurgico non è necessario.

Prima di decidere per l’intervento, eseguo valutazioni e verifiche molto accurate. Insieme al paziente, dopo averlo informato a 360 gradi, decido di ricorrere ad un intervento per l’impianto di una protesi ginocchio mini invasiva soltanto se la gonartrosi è avanzata, il danno articolare è grave, invalidante, provoca un importante irrigidimento doloroso che condiziona pesantemente la qualità della vita”.

Se la gonartrosi non è invalidante, non scatena dolore o gonfiore eccessivi e non causa un danno preoccupante alla cartilagine, il dr. Michele Massaro consiglierà al paziente una terapia conservativa o parzialmente curativa. Vediamo in che consiste.

 

Gonartrosi: terapia conservativa per evitare l’intervento

Nei casi meno gravi di gonartrosi, si ricorre a diverse terapie o soluzioni alternative di vario tipo per intervenire sui sintomi (dolore, gonfiore).

Ecco quali sono:

  • Terapia farmacologica con assunzione di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), antidolorifici (paracetamolo), condroprotettori, infiltrazioni intra-articolari di corticosteroidi o di acido ialuronico);

  • Trattamenti di fisioterapia ed esercizi fisici finalizzati a potenziare la resistenza, il tono e l’elasticità dei muscoli che sostengono l’articolazione del ginocchio:

  • Riduzione del peso corporeo se il soggetto è obeso o in sovrappeso;

  • L’utilizzo di stampelle per la deambulazione;

  • Nutraceutici orali, prodotti derivati alimentari a cui si attribuiscono diversi effetti benefici per l’omeostasi articolare. Tra questi, glucosamina (zucchero amminico) e condroitin solfato (un glicosaminoglicano solfato) che rappresentano alcuni tra i componenti principali della matrice cartilaginea extracellulare;

  • Cellule staminali onnipresenti nel corpo, prelevate soprattutto da midollo osseo e tessuto adiposo periombelicale per la rigenerazione della cartilagine e per intervenire sull’osteoartrosi. Diversi studi hanno mostrato buoni risultati e miglioramenti sia in termini di dolore sia di funzionalità articolare.

In tutti i casi, il potenziamento muscolare è importante: serve a velocizzare i tempi di recupero e riabilitazione.

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11 Consigli per mangiare un po’ più sano

Dato che è arrivata l’ora di iniziare ad ammettere di essere un po’ preoccupate dalla prova costume, abbiamo preparato una lista di tips per aiutarci a migliorare le nostre abitudini alimentari.

Correggendo delle piccole cose si possono raggiungere grandi risultati…Ecco i nostri consigli per iniziare a mangiare meglio subito!

 

 

 

1. Invece di fare i cocktail a base di succhi artificiali e zuccherati, preparali con frutta vera

Con le temperature più calde, tendiamo a preferire i cocktail freddi a gusto di frutta. Quando questi vengono fatti con succhi artificiali, consumiamo più zucchero di quanto ci rendiamo conto. Perciò vi diamo un consiglio semplicissimo e molto efficace: preparate le vostre bevande preferite con frutta vera.

 

2. Quando cucini, brasa il pesce invece di friggerlo

Cucinare il pesce in liquidi significa che non avrai le calorie né il grasso extra dell’olio e il pesce ritiene meglio il suo gusto naturale.

 

3. In alternativa, togli completamente l’olio dalle tue ricette e usa solo il brodo per cucinare

 

Il brodo non solo ha meno calorie e grassi dell’olio ma ha anche più nutrienti. Puoi farlo in casa e congelarlo in porzioni separate per poterlo utilizzare nelle prossime settimane o comprarlo direttamente in supermercato.

 

4. Non cucinare mai troppo le verdure

Non cucinare le verdure per troppo tempo perché perdono molti dei propri nutrienti. Cerca di mangiarle il più fresche possibile.

 

5. Impara a leggere gli ingredienti sull’etichetta. Se trovi troppi ingredienti strani, cerca una versione meno processata.

Se non riconosci o non puoi pronunciare la maggior parte degli ingredienti di quello che stai valutando se portare a casa o meno, non comprarlo. Cerca invece un’alternativa migliore.

 

6. Tieni sempre in casa alimenti ricchi di fibra come la quinoa, il riso integrale, lenticchie, ecc.

I grani e cereali sono buoni perché abbiamo bisogno di più tempo per digerirli e ci fanno sentire sazi più a lungo.

 

7. Se hai una tendenza ad esagerare con le porzioni, compra una bilancia per il cibo

Quando leggi i valori nutrizionali, molte delle volte è esplicitato in onze o grammi. Utilizzare una bilancia per il cibo può aiutarti a capire quanto stai mangiando e se dovresti modificare le tue porzioni. Non costano molto e sono un investimento che vale la pena fare.

(… Sì, è possibile che proverai tristezza la prima volta che vedi 80 gr di pasta pesata.)

 

8. Pianifica le portate della settimana in anticipo

Questo non solo ti aiuterà a spendere meno e più intelligentemente quando fai la spesa, ma anche a risparmiare del tempo e a mangiare in forma più consapevole. Se guardi tutti i pasti che intendi consumare nella settimana, vedrai facilmente se hai fatto delle scelte bilanciate e avrai il tempo di modificare nel caso in cui ti sia scordata qualcosa di importante (frutta, porzioni di verdure, fibre o proteine).

 

9. Con il tuo piano di pasti, fai la lista per la spesa e cerca di rispettarla al massimo

Se arrivi in supermercato con una lista dettagliata delle cose che ti servono, è meno probabile che poi tu faccia delle scelte non salutari o degli acquisti impulsivi.

 

10. Cerca di evitare i corridoi centrali del supermercato

A meno che tu voglia qualcosa di particolare da questi, cerca di evitarli. Tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno per un’alimentazione corretta lo trovi probabilmente nei corridoi laterali. Se non ti serve niente da qui, è meglio non passarci e non farsi tentare.

 

11. Cerca di ridurre il tuo consumo di bibite gassate

Se sei uno che fa fatica a bere abbastanza acqua ogni giorno e bevi invece troppe bibite zuccherate, comincia piano con delle sostituzioni. Potresti bere l’acqua gassata, i tè freddi, ecc. Tutte le abitudine si possono cambiare, anche quelle piene di gas!! Vedrai che dopo un po’ non sentirai la voglia di cercare una lattina nuova nel frigo ogni X ore.

 

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Bpco : quali sono i sintomi

La bronco pneumopatia cronica ostruttiva, nome particolarmente complesso solitamente semplificato utilizzando il suo acronimo Bcpo, è una patologia decisamente seria a carico di bronchi e polmoni che si stima colpirà nei prossimi anni una percentuale di popolazione ancora più vasta di quando non avvenga già ora che nel mondo circa il 6% delle persone ne sono affette.

Tanto per essere ancora più precisi, «La BPCO è una patologia cronica delle vie aeree, che si caratterizza per la comparsa di tosse, espettorazione e di una fatica respiratoria che chiamiamo dispnea» spiega Fulvio Braido, Professore associato della Clinica di Malattie Respiratorie e Allergologia della Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova

La Bcpo è una malattia infiammatoria di tipo cronico che si distingue dalla più conosciuta patologia asmatica tipicamente per l’età di insorgenza, benché questo elemento, da solo, non possa determinare la vera differenza tra i due disturbi. Solitamente, infatti, la Bcpo insorge in soggetti adulti o anziani che per molti anni della loro vita sono stati esposti ad inalazioni di vernici ed altri prodotti industriali o al fumo di sigaretta.

Questa bronco pneumopatia si manifesta con una progressiva diminuzione del parenchima polmonare ed un ingrossamento importante delle vie aeree che in tal modo presentano un calibro decisamente ridotto per il passaggio dell’ossigeno da e verso i polmoni.

Quando parliamo di Bcpo sintomi come la dispnea, il respiro sibilante e la tosse catarrale sono alcuni degli aspetti più cronici della patologia. In caso di attacchi particolarmente severi, però, potrebbe essere necessario l’intervento medico per scongiurare il peggio.

Tecnicamente in coloro che soffrono di Bcpo gli alveoli polmonari ed i bronchi perdono elasticità. In molte zone, inoltre, le pareti alveolari tendono a distruggersi e di conseguenza i bronchi, infiammati, producono per proteggersi una quantità maggiore di muco che rischia però di intasarli peggiorando la sintomatologia.

Nelle persone esposte al fumo di sigaretta, la tosse e l’espettorazione sono eventi che rappresentano una difesa dell’organismo nei confronti di un agente patogeno, potenzialmente dannoso. 

Nella Bcpo i sintomi sopra menzionati spesso si accompagnano ad una pesante sensazione di oppressione toracica che accentua il fiato corto e l’impossibilità di compiere un’inspirazione profonda e completa.

Trattandosi di una patologia cronica, guarire completamente dalla Bcpo è ad oggi impossibile ma un più corretto e sano stile di vita, un’alimentazione equilibrata ed il corretto supporto da parte dello specialista possono prolungare il lasso di tempo tra una crisi e la successiva migliorando la qualità della vita del paziente.

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Orecchie a sventola : cosa c’è da sapere

Chi va dal chirurgo plastico? Sempre più uomini scelgono il bisturi

Dove madre natura non è arrivata, spesso si fa ricorso alla chirurgia estetica. Stare bene con sé stessi, sentirsi piacevoli e attraenti, dona equilibrio e migliora l’umore, la vita sociale e di coppia, la resa a scuola e al lavoro… insomma: sentirsi belli fa bene. Sebbene in generale siano di più le donne a richiedere un intervento chirurgico per correggere piccole o grandi imperfezioni, sempre più uomini hanno smesso di indugiare e sopportare e si rivolgono al chirurgo per ottenere il dettaglio estetico perfetto o per correggere un difetto o rimediare ad una cicatrice. Ma quali sono gli interventi di chirurgia plastica più richiesti?

Gli interventi chirurgici più richiesti

Fra gli interventi di chirurgia estetica più richiesti iniziano a comparire sempre più spesso anche interventi che vengono effettuati su pazienti di sesso maschile. Sebbene uno degli interventi più popolari resti l’intervento al seno, generalmente per aumentarne il volume, nella seguente lista troviamo anche interventi “per lui”.

  • Mastoplastica additiva: è l’intervento di chirurgia estetica più richiesto al mondo. Il ricorso sempre più massiccio alla mastoplastica viene dagli Stati Uniti e prende sempre più piede anche da noi. vi è molta ricerca attorno a questo intervento, per unire i fini estetici ad una migliore funzionalità ed igiene del materiale utilizzato per riempire le forme del seno.
  • Rinoplastica: La rinoplastica è un intervento che consente di correggere i malfunzionamenti del setto nasale, risolvendo tantissimi problemi alle vie respiratorie. È frequente il ricorso alla rinoplastica anche per fini puramente estetici, per rendere il naso armonioso rispetto al viso in generale.
  • Liposcultura: si tratta di un intervento che ha diversi nomi, come liposuzione o lipoaspirazione, e viene effettuato in diverse parti del corpo e per i motivi più disparati. Se infatti un tempo riguardava principalmente addome e glutei per fini estetici, oggi coinvolge anche la zona del collo o parti ampie e diverse del corpo ed è effettuato anche per un recupero funzionale dopo i dimagrimenti drastici.
  • Blefaroplastica: è l’intervento che coinvolge le palpebre. Viene richiesto quando la sottile pelle del contorno occhi perde tono ed elasticità dando allo sguardo un aspetto vecchio e d affaticato.
  • Otoplastica: si tratta del rimodellamento delle orecchie. Può essere effettuato per diversi tipi di esigenze, ed è un intervento popolare anche fra le persone molto giovani. Il motivo principale del ricorso all’otoplastica in età relativamente precoce è dovuto alla correzione delle famose “orecchie a sventola”.
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Avere una casa bella e confortevole è un desiderio che ognuno di noi hai, dove per confortevole intendiamo piacevole da vivere e che ci faccia sentire bene fisicamente e mentalmente.

Insieme all’azienda Gioma Srl che si occupa di serramenti Udine vedremo come installare dei nuovi serramenti faccia bene alla salute in tanti modi.

I serramenti più moderni, soprattutto quelli in pvc sono pensati per garantire il massimo isolamento termico alla casa o all’edificio sui quali vengono installati. I serramenti in pvc ed in particolare quelli a “taglio termico” hanno una struttura a tenuta stagna che impedisce la fuoriuscita del calore del riscaldamento ed allo stesso tempo previene le infiltrazioni di spifferi ed umidità. La fuoriuscita del riscaldamento è prevenuta inoltre dalle proprietà intrinseche del pvc, che conferiscono alla struttura dell’infisso una bassissima trasmittanza termica. La limitata trasmittanza termica fa si che il calore non si disperda ne dalla struttura del serramento nel dai suoi vetri (qualora questi siano “bassoemissivi). Il risultato è un ambiente molto salubre, caldo di inverno e più fresco d’estate.

Evitare le dispersioni di riscaldamento invernale e condizionamento estivo, rappresenta un miglior utilizzo delle risorse energetiche con un conseguente abbattimento delle bollette di luce e gas, fattore questo che non fa direttamente bene alla salute ma sicuramente fa bene all’umore. Si è verificato infatti che, a seconda dell’area climatica in cui si trova l’abitazione, la presenza di serramenti in pvc isolanti, può far posticipare l’accensione del riscaldamento di anche un mese: pensate che risparmio! Un altro fattore che fa bene all’umore ed al portafogli, connesso ai serramenti in pvc è la possibilità di acquistarli usufruendo di vantaggiosi incentivi fiscali per gli interventi di miglioramento dell’efficienza termica degli edifici.

Installare serramenti di ultima generazione ci fa anche dormire meglio. I più moderni serramenti infatti sono pensati per schermare anche da fonti di rumore e disturbo molto “ingombranti” come per esempio un aeroporto. Pertanto se il vostro sonno è disturbato da una strada trafficata per esempio, non esitate ed installate serramenti con un’ottima tenuta stagna.

I serramenti in pvc in particolare oltre a fare bene alla salute fanno bene anche alla natura, poiché sono una scelta ecologica. Il pvc infatti è un materiale plastico che può essere recuperato facilmente e riciclato, rappresentando a differenza del legno e dell’alluminio, un materiale “rinnovabile”. Senza contare inoltre che le aziende più all’avanguardia nella produzione di infissi, alimentano quasi sempre i loro stabilimenti di produzione attraverso fonti energetiche rinnovabili.

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