Autore: admin

La polvere è, da sempre, il peggior nemico di tutti i luoghi in cui ci ritroviamo: la nostra camera (e la nostra casa in generale), le aule della scuola che frequentiamo, gli uffici.
Da sempre ci ritroviamo ad essere circondati dalla polvere e per alcuni ciò crea un fastidio che non è solo estetico ma può avere a che fare con la salute di chi è allergico e, in caso di accumulo, per la salute di chiunque.
Essa è infatti un tipo di sporco che può provocare problemi tanto a noi quanto ai macchinari.

Perché rivolgersi a dei professionisti

Nonostante pulire sembri un’azione semplice, in molti casi occorrono dei professionisti per riuscire a rimuovere tutto lo sporco presente ed in grado di utilizzare determinati prodotti e strumenti in maniera corretta e funzionale, inoltre saranno sicuramente più veloci di voi.
In luoghi trafficati e costantemente pieni di gente come gli uffici, risulta indispensabile un’organizzazione ed una pianificazione del sistema di pulizia in grado di rendere igienico e ordinato l’ambiente in maniera duratura, finendo inevitabilmente per migliorare il lavoro di tutti.
Per via dunque dell’importanza della velocità e della professionalità, determinate principalmente da una dettagliata conoscenza dello sporco e di come rimuoverlo, molte imprese, come è giusto che sia, si rivolgono ad imprese come La Lucciola, un’impresa di pulizie a Roma i cui dipendenti sono in grado di rendere migliori tanto i luoghi pubblici quanto quelli privati.

Come pulire mobili, computer e telefoni

Se, purtroppo, vi ritrovate ad essere dipendenti in un ufficio che non ha assunto un’impresa di pulizie che si presenti nell’arco di periodi brevi per pulire ed igienizzare le postazioni di lavoro, ecco alcuni piccoli consigli per voi.
Per quanto riguarda la vostra scrivania è necessario utilizzare prodotti che siano coerenti con il materiale, in linea di massima un panno imbevuto di detergente neutro può fare al caso vostro, a meno che non si tratti di legno massiccio, in quel caso si raccomanda l’utilizzo di spray specifici.
Per quanto riguarda i telefoni (e questo può esser un consiglio per tutti) è necessario che li puliate con panni in microfibra ma che soprattutto li disinfettiate perché si tratta di un mezzo di facile trasmissione di malattie in quanto costantemente a contatto con i nostri occhi e le nostre mani.
Per i computer occorre un panno in microfibra come per il telefono, leggermente imbevuto di acqua e detergente neutro, per quanto riguarda i monitor è necessario che esso sia spento e che il prodotto utilizzato non venga direttamente versato su essi per evitare di danneggiarli.

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L’impiego di oli essenziali nella pratiche alternative di alleviamento dei disturbi psico-fisici è sempre più diffuso. Non tutti, però, conoscono ancora gli oli e le loro proprietà. Se ti stai chiedendo cosa sono gli oli essenziali e quale può essere il loro grado terapeutico, sei capitato sulla pagina giusta!

Partiamo da una premessa. Gli oli essenziali per la cura della persona sono innanzitutto la prova che in natura esiste già tutto (o moltissimo) di quello che ci serve per stare bene.

Un olio essenziale puro, ottenuto per distillazione a vapore o spremuto a freddo, possiede proprietà terapeutiche davvero importanti e 50, 70 volte più potenti di quelle appartenenti alle erbe.

La loro struttura molecolare è più complessa di quella posseduta dagli altri oli vegetali e si presenta sotto forma di piccolissime gocce racchiuse nei semi, nelle cortecce degli alberi, negli steli, nelle radici e nei petali dei fiori. Possiamo anche dire, semplicemente, che gli oli essenziali sono composti aromatici dalla fragranza piacevole e forte. Vengono assorbiti rapidamente dalla pelle producendo, così, una immediata sensazione di benessere.

OLI ESSENZIALI E QUOTIDIANITÀ

Se desiderate fare esperienza immediata della presenza degli oli essenziali in natura vi basterà annusare una rosa, un ciuffo di menta o passeggiare in un campo di lavanda per gustare la forza dei profumi che, grazie agli oli, si emanano da queste piante.

Anche la frutta vi permette di riconoscerli facilmente. Se spremete la buccia di un’arancia matura tra le mani, quel residuo fragrante sarà proprio ricco di olio essenziale.

Le prove che potete fare sono tante e tutte a conferma di come queste essenze facciano già parte della nostra vita quotidiana senza essere così distanti da noi come a volte, erroneamente, crediamo.

Non meraviglia, infatti, che da secoli l’uomo si sia impegnato nel tentativo di estrarre dalle piante questa loro essenza dalle proprietà benefiche. Ma capiamo perché!

BENEFICI TERAPEUTICI DEGLI OLI ESSENZIALI

I benefici terapeutici degli oli essenziali sono molteplici e abbracciano diversi aspetti della salute personale e delle persone che amiamo.

Oltre ad essere degli efficacissimi protettori delle piante che li contengono, gli oli essenziali sono capaci di proteggere anche il nostro organismo e di dare sollievo da situazioni particolari di dolore e malessere. 

Impiegati sia in aromaterapia che nei massaggi (o talvolta assunti per via orale), queste essenze sono capaci di riequilibrare la sfera psichica ed emozionale e di alleviare disturbi quali l’emicrania, i dolori mestruali, gli stati di ansia e stress, i problemi digestivi e di sonno, agendo direttamente su tutti i sistemi del nostro corpo. Così facendo il loro effetto garantisce la possibilità di raggiungere una condizione di benessere completa e anche duratura nel tempo.
Basta soltanto non avventurarsi da soli nella loro scoperta e richiedere sempre la consulenza di un esperto prima di acquistarli e utilizzarli.
Per il resto… se iniziate ad usarli, iniziate ad amarli!

COME INFORMARSI

La possibilità di informarsi sulle proprietà degli oli essenziali è sempre più diffusa ma non sempre si può essere sicuri della professionalità delle fonti che stiamo utilizzando.

Vi suggeriamo di seguito un sito utile e sicuro per il tuo primo incontro col mondo degli oli essenziali e delle loro proprietà che di certo potrà tornarti utile.

Sulla pagina web di Oli&Aromi potrete soddisfare ogni vostra curiosità e conoscere cosa sono gli oli essenziali e come utilizzarli per usufruirne al meglio.

Le tecniche da impiegare, infatti, vanno adattate sulla base delle esigenze fisiche ed emotive di ciascuno. Oli&Aromi fornisce le indicazioni necessarie per orientarsi con sicurezza e serenità in questo tipo di esperienza. Non esitate a chiedere informazioni o a condividere le vostre esperienze con noi.

Sebbene non tutte le situazioni che ci fanno stare male sono affrontabili allo stesso modo, scegliere i rimedi naturali per vivere meglio è un atteggiamento sano che aiuta noi stessi, le persone che amiamo e la natura, sempre così generosa nei nostri confronti.

Vi invitiamo a conoscere gli oli essenziali e il potere che mettono a nostra disposizione per farci vivere meglio, ad un ritmo più umano.

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Per anni siamo stati abituati ad alimentare i nostri cani con avanzi dal pranzo o della cena inconsapevoli dei danni che potevamo arrecare alla salute dei nostri fedeli amici a quattro zampe. Fortunatamente negli ultimi tempi si è sviluppata una nuova sensibilità che porta a considerare i cani sempre più parte integrante della famiglia, dei veri e propri membri di cui avere cura e riguardo. Ed ecco che i padroni più attenti non si limitano a far visitare periodicamente i propri pet, per accertarsi del loro stato di salute, ma scelgono un’alimentazione sana ed equilibrata affidandosi a brand specializzati nel settore, come Natural Trainer. Una corretta alimentazione infatti è alla base del benessere fisico del nostro animale domestico e questo noto marchio, leader nel settore del pet food, lo sa bene.

L'importanza di una alimentazione sana ed equilibrata

Il nostro amico a quattro zampe ha, proprio come noi, determinate esigenze dal punto di vista nutrizionale che variano a seconda della taglia e dell'età. Scegliere per il proprio cane un cibo sano vuol dire farlo vivere meglio e a più a lungo, senza contare poi gli innumerevoli benefici anche dal punto di vista estetico. Un pelo forte e lucente, dei denti sani e bianchi sono sicuramente dei chiari segnali di un cane che gode di ottima salute. E se finalmente molti si sono resi conto che è arrivato il momento di abbandonare la vecchia alimentazione casalinga per una più adatta alimentazione industriale, capace di rispondere in modo migliore alle esigenze nutrizionali del pet, rimangono ancora molti i dubbi relativi alla scelta tra cibo secco o umido.
Prima di analizzare i pro e i contro di ciascuno occorre sottolineare che, indipendentemente da quello scelto, l'ingrediente base deve sempre essere rappresentato dalle proteine animali da combinare poi con altre sostanze che variano a seconda dell'età, delle esigenze e di eventuali patologie di cui è affetto il pet. I principali vantaggi del cibo secco sono dati dal fatto di:
– contenere tutti i principi nutritivi necessari per una dieta sana e completa, senza la necessità di somministrare al proprio cane ulteriori integratori;
– si conserva più a lungo e non è soggetto ad un rapido deterioramento;
– svolge un importante funzione di pulizia dei denti e delle gengive, prevenendo così placca e tartaro.
L'unica nota negativa del cibo secco è data dalla totale assenza di liquidi al suo interno.
Mentre il cibo umido è decisamente più appetibile di quello secco ed, essendo ricco di acqua, è maggiormente digeribile. Ha però lo svantaggio di deteriorarsi facilmente e quindi una volta aperto deve essere consumato il prima possibile. Inoltre, occorre ricordare che rappresenta l'unica alternativa valida per i cani anziani e che soffrono di problemi ai denti.
Spesso si è molto indecisi tra cibo secco e umido ma in realtà la scelta migliore rimane sempre quella di alternare cibo secco a quello umido, in modo da abituare il proprio cane ad entrambi gli alimenti.

Natural Trainer: il brand che ha rivoluzionato il mondo del pet food

Il mondo del pet food è abbastanza complesso e sono diversi ormai i brand di cibo per cani che si vantano di offrire alimenti sani ed equilibrati. In realtà, un solo marchio ha effettivamente rivoluzionato il mondo del pet food ed è Natural Trainer. Il noto brand propone infatti una ricca linea di prodotti, che è il risultato di anni di studi e di ricerche, basata essenzialmente sull'utilizzo di soli prodotti naturali. Niente conservati artificiali, zero coloranti e nessun utilizzo di organismi geneticamente modificati: queste sono le caratteristiche fondamentali di un brand leader ormai nel settore del cibo per cani ed espressione di eccellenza del made in Italy. Oltre all'impegno costante nella scelta e nella selezione degli ingredienti da utilizzare, che ormai rappresenta anche il punto di forza della filosofia di questo noto marchio, c'è da ricordare che Natural Trainer ha studiato varie linee, ognuna della quali specificatamente volta a rispondere a specifiche esigenze nutrizionali del cane in relazione all'età, alla taglia e ad eventuali patologie di cui è affetto.
A seconda dell'età del cane si può scegliere tra la linea di prodotti Puppy, Adult e Maturity e a seconda della taglia tra Mini, Medium e Maxi. Occorre infine ricordare la linea Light dedicata ai cani che soffrono di obesità o sono in sovrappeso a causa di una vita eccessivamente stabile e sedentaria. Ognuna delle linee appena elencate associa alle proteine animali ingredienti specifici come la cicoria, i semi di lino, il lievito, l'alga spirulina e tanti altri, tutti volti a migliorare il benessere fisico dei nostri amici a quattro zampe.

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Ultimamente sempre più diffusi presso ampie fasce di utenti, i pappagalli domestici sono animali che, se educati correttamente, possono offrire grandi soddisfazioni ai proprietari in quanto sono in grado di interagire con loro in maniera spesso imprevedibile.
Generalmente si tratta di animali molto curiosi e vivaci che desiderano instaurare con l'amico umano un rapporto caratterizzato da manifestazioni affettive, a volte forse eccessive; il presupposto fondamentale per impostare un buon feeling con loro è quello di saperli educare nel modo giusto.
È necessario poi riuscire a comprendere il loro linguaggio del corpo, tramite cui sono in grado di trasmettere molte sensazioni ed esigenze, tra le quali soprattutto il desiderio di coccole.
Bisogna anche destinare loro degli spazi adeguati per offrire un'esistenza piacevole e non confinata sempre ad una gabbia, e curare con particolare riguardo l'alimentazione, in quanto si tratta di animali piuttosto delicati.

Specie di pappagalli domestici

Vi sono parecchie specie di pappagalli che possono diventare piacevoli compagni della nostra vita.

Inseparabili

Agapornis selby, comunemente detto Inseparabile, è un pappagallo originario dell'Africa, caratterizzato dall'attitudine a vivere sempre in coppia, dato che quando due Inseparabili si incontrano non si staccano più. Giustamente denominati "Lovebirds", questi uccellini sono diventati il simbolo dell'amore.
Si tratta di esemplari di piccole dimensioni (dai 13 ai 17 centimetri), caratterizzati da un manto coloratissimo, spesso verde, e molto appariscente, con un capo di piccole dimensioni ed un becco giallo ricurvo. Interagiscono molto attivamente col padrone e la loro aspettativa di vita, se ben allevati, può arrivare fino ai 15 anni.

Pappagallo Cinerino

Si tratta di un uccello di medie dimensioni, con un manto dal tipico colore grigio cenere (da cui il nome) con punte candide e con una coda che può mostrare tonalità cromatiche rosse o marroni a seconda della specie.
Sono animali importati dall'Africa, di cui esistono due varietà: il Cinerino del Congo, con dimensioni di circa 35 centimetri, con becco nero e coda rossa; il Cinerino Timneh, molto più piccolo, con becco avorio e coda marrone. Sono ottimi imitatori e per questa loro caratteristica vengono prediletti dalle famiglie con bambini, ai quali si affezionano in maniera particolare; essendo molto curiosi, tendono ad annoiarsi spesso e pertanto richiedono grandi attenzioni da parte dei proprietari.

Parrocchietto Ondulato

È un pappagallo melodioso, di piccole dimensioni (tra 15 e 20 centimetri), con un manto che dal verde di base offre numerose sfumature cromatiche; il suo becco adunco è ricoperto di cera che cambia spesso colore. Originario dell'Australia, questo uccellino vive più a lungo in cattività, dove può raggiungere anche i 10 anni, mentre, se lasciato libero, non supera i 4 anni.

Calopsite

Si tratta di un graziosissimo esemplare caratterizzato da un piccolo ciuffo sul capo, simile ad una cresta, e da una macchia rotonda arancione localizzata sulle guance; ha un indole estremamente docile ed adattabile alla vita domestica, oltre che molto intelligente. Se ben educato questo pappagallino può dare grandi soddisfazioni al proprietario, con il quale è in grado di interagire giocando o anche emettendo qualche suono vocale.
Di natura socievole e per nulla aggressivo è il compagno ideale per tutta la famiglia.

Come accudire i pappagalli domestici

Per accudire un pappagallo domestico è necessario considerare alcuni aspetti:

  • la gabbia deve avere dimensioni sufficientemente ampie da consentire all'animale di muoversi liberamente senza sentirsi limitato;
  • gli accessori, oltre alle classiche vaschette per alimenti e bevande, devono comprendere alcuni giochi;
  • l'alimentazione è principalmente granivora, con differenze dipendenti dalle specie, di solito vengono utilizzati semi di girasole, di miglio e di avena, ed è possibile, in alcuni casi, integrare con pezzetti di mela, pera, carota o zucchina.
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Ognuno di noi desidera un corpo tonico ed in forma ma, molto spesso, la vita frenetica ci impedisce di frequentare in maniera assidua la palestra. Un modo efficace per ottenere buoni risultati è quello di organizzare uno spazio in casa dove potersi dedicare all’home fitness. Un tappetino, una cyclette ed un tapis roulant saranno gli strumenti che potremmo utilizzare per aiutarci a tenerci in forma senza muoverci da casa. Praticare l’home fitness, oggi, è abbastanza facile anche grazie alla possibilità di acquistare a prezzi abbastanza competitivi attrezzi di elevate prestazioni che non occupano eccessivo spazio in casa. Visita il portale MondoCyclette per tenerti aggiornato sulle ultime novità. 

Home fitness con la cyclette

In commercio esistono cyclette altamente tecnologiche che permettono di tenere sotto controllo calorie, velocità, battito cardiaco e kilometri percorsi. Un allenamento costante permette di ottenere molti benefici salutari, oltre che estetici in quanto consente di tonificare le gambe e l’addome e, nel contempo, di dimagrire bruciando i grassi. Un programma di allenamento utile ad ottenere i risultati voluti deve prevedere almeno tre sedute settimanali della di circa un’ora. Ogni seduta viene distinta in tre fasi di lavoro. La prima, definita di riscaldamento consiste in una pedalata lenta per circa 5-10 minuti. Conclusa la fase di riscaldamento si inizia con la fase intensiva durante la quale la pedalata diventa molto più veloce ed intensa per consentire lo smaltimento dei grassi. Questa fase avrà una durata di almeno 20 minuti. L’ultima fase di lavoro, della durata di circa 10 minuti, è definita di defaticamento e prevede una progressiva riduzione dell’intensità della pedalata fino alla conclusione dell’allenamento.

Home fitness con il tapis roulant

Il tapis roulant è uno degli attrezzi maggiormente utilizzati nelle moderne palestre per l’allenamento cardiovascolare. Si tratta di un tappeto che muovendosi consente di camminare e correre. Questo tipo di attrezzo è particolarmente adatto a chi intende perdere qualche chilo di troppo in quanto sia la corsa che la camminata a passo veloce sono esercizi molto utili per bruciare calorie. Inoltre, utilizzando in modo particolare i muscoli di gambe, glutei e polpacci, il tapis roulant diventa un ottimo alleato per combattere la cellulite e la ritenzione idrica. Il consiglio più adatto a chi comincia questo tipo di allenamento è quello di iniziare con la camminata e di intensificare l’esercizio in maniera molto graduale. Una seduta di allenamento tipo prevede una fase di camminata per circa 5 minuti. Trascorso il tempo si può iniziare ad aumentare in modo lieve e progressivo sia la pendenza che la velocità della camminata per ulteriori 10/15 minuti. L’ultima importantissima fase prevede un defaticamento necessario a far rilassare i muscoli ottenuto con una camminata molto lenta che dovrà durare almeno altri 5 minuti. Non dimenticate, inoltre, di praticare esercizi di riscaldamento e di stretching sia all’inizio che alla fine dell’allenamento.

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Oggi ci rivolgiamo a tutti coloro che possiedono un cucciolo di gatto e desiderano imparare a giocare con il proprio amico a quattro zampe.
Il gioco assume, per chi non lo sapesse, molteplici funzioni ed è fondamentale per il corretto sviluppo dell’animale: concorre al giusto rafforzamento dei muscoli, prepara il micio alla vita da adulti, sviluppa le capacità venatorie e i sensi. Vediamo quindi come divertirsi con il proprio gatto, ma soprattutto quali sono gli atteggiamenti da evitare.

1. Come e quando giocare con il proprio gatto

Il gatto gioca, solitamente, più volte al giorno per alcuni minuti e le attività ludiche possono essere così suddivise:

  • sessioni di gioco con il proprietario;
  • sessioni di gioco in solitudine lasciando a disposizione dell’animale alcuni oggetti dedicati;
  • sessioni di gioco dedicate alla stimolazione mentale.

L’ideale è avere a propria disposizione piccoli giochi per gatti che siano in grado di risvegliare l’istinto dell’animale da cacciatore; in commercio vi sono palline, topini di peluche, piume attaccate a un bastoncino e molto altro ancora (sono perfetti anche i giochini fai da te come, per esempio, i rotolini vuoti della carta igienica e le bottiglie piccole di plastica).
Il segreto, per coinvolgere il micio e catturare la sua attenzione, risiede nel modo in cui si muovono gli oggetti che vengono percepiti dal gatto come prede: questi devono, perciò, allontanarsi dall’animale ed essere spostati in modo imprevedibile e con velocità variabile (si consiglia di alternare movimenti rapidi e lenti e nascondere, se possibile, l’oggetto dietro il divano o un mobile). Tutto ciò senza mai dimenticare che il gatto deve sempre trionfare e per questo motivo è importante che riesca a ‘catturare’ il suo giochino (in caso contrario potrebbe, difatti, frustrarsi).

Un’alternativa molto interessante è quella di proporre all’animale delle specie di sfide (o problemi da risolvere): riuscire a trovare bocconcini sparsi per la casa, prendere le crocchette all’interno di una scatola, ecc….
Il padrone, in questi casi, deve limitarsi a osservare l’animale, ma deve essere il gatto a ingegnarsi per superare la prova.

2. Quando il proprietario diventa una preda

Alcuni gattini, durante il gioco, tirano fuori le unghie, mordono il padrone e attentano, nel vero senso della parole, alle mani e ai piedi dello stesso.
Questo atteggiamento, che non deve essere assolutamente sottovalutato, può essere imputato a due diversi fattori.

  • L’animale si eccita in modo importante e perde il controllo: in tal caso il proprietario deve fermare immediatamente il gioco e lasciare che il micio si rilassi.
  • Il gattino non riesce a controllare il morso perché non ha ricevuto adeguati insegnamenti dalla mamma. Ciò accade soprattutto quando i cuccioli rimangono orfani o vengono sottratti alla madre prima del tempo.

Il padrone deve, quindi, essere pronto a dire un no deciso, allontanarsi dal gatto e ignorare lo stesso per alcuni minuti.
Si consiglia quindi, in ultima analisi, di:

  • evitare qualsiasi gioco che comporta il contatto diretto con gli arti superiori e/o inferiori;
  • non farsi rincorrere in giro per la casa.

È, perciò, fondamentale che il gatto impari fin da piccolo a non giocare con gli arti superiori e inferiori del proprio padrone; l’animale da adulto potrebbe, difatti, continuare ad aggredirli.
Le mani devono, infatti, essere usate solo per esprimere affetto nei confronti del proprio micio (coccole e carezze).
Rapportarsi correttamente con il gattino durante il gioco è, perciò, essenziale e tale approccio deve essere spiegato anche ai più piccoli che, in caso contrario, potrebbero correre il rischio di essere morsi e/o graffiati.

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Il mal di schiena rappresenta un disturbo diffusissimo che talvolta potrebbe essere prevenuto con uno stile di vita adeguato. Trattandosi di un problema multifattoriale, prima di trattare il mal di schiena sarà opportuno comprendere le cause che lo determinano e soprattutto stabilire eventuali patologie sottostanti che andranno adeguatamente trattate al fine di ottenere una rapida attenuazione dei sintomi.

Parliamo, come riportato anche su CurarsiBene.it innanzitutto di come prevenire il mal di schiena. Una delle prime cause che determina l’insorgenza del disturbo in assenza di patologie è il riposo notturno. Contrariamente a ciò che crediamo, infatti, durante la notte la muscolatura tende ad irrigidirsi e contemporaneamente a ricevere meno sangue ossigenato. Questa duplice causa può provocare al risveglio una sensazione di dolore lombare che può durante anche per giorni. In questo caso è importante non solo scegliere un materasso adeguato che non sia troppo rigido o troppo morbido ma anche avere cura di rigirarlo periodicamente per evitare che alcuni avvallamenti formatisi col tempo possano disturbare la posizione della schiena.

Altro aspetto di cui tenere conto per prevenire e combattere il mal di schiena è senza dubbio l’eventuale sovrappeso, in particolare se concentrato all’addome/basso ventre. In questi casi, infatti, oltre ad aumentare il rischio di seri problemi cardiovascolari, la schiena è estremamente sollecitata durante i movimenti e si possono arrecare danni sia alla struttura scheletrica, soprattutto per persone in età avanzata, sia alla muscolatura.

Inoltre, anche se sempre troppo poco considerato, c’è la scelta del letto. In pratica, non ce n’è uno “giusto” in senso assoluto, ma è importante avere una base sufficientemente rigida che impedisce posture scorrette. Stessa considerazione e consiglio anche per il materasso : il tipo migliore per sé è quello accoglie le fisiologiche curve senza far sprofondare troppo e senza dare eccessive controspinte.

Per combattere invece una lombalgia che, nonostante l’accortezza, ha ormai già fatto capolino rendendoci difficile affrontare i vari compiti giornalieri, è possibile ricorrere sporadicamente all’utilizzo di antidolorifici ed antinfiammatori, la cui posologia andrà in ogni caso opportunamente concordata col proprio medico di base o ortopedico.

Sebbene si pensi che per guarire dal mal di schiena sia necessario il riposo assoluto, in più casi di quanti si crederebbe l’assoluto immobilismo è un danno. Soprattutto quando il mal di schiena è causato da un’ipotonia muscolare o da poca elasticità, rimanere fermi troppo a lungo potrebbe indebolire ulteriormente la zona rendendo più lenta, e probabilmente non risolutiva, la guarigione.

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Un corretto regime alimentare rappresenta un requisito fondamentale per assicurare al gatto un funzionamento ottimale del metabolismo.
Molti dati statistici concordano nell'affermare che molti proprietari non prestano la giusta attenzione a tale aspetto, ed incorrono in numerosi errori nutrizionali che comprendono generalmente un'insufficiente idratazione, un eccessivo consumo di carboidrati ed un surplus di cibi contenenti proteine di origine vegetale, a scapito di quelle di origine animale.
Una dieta scorretta può avere numerose conseguenze, anche gravi, sulla salute dell'animale.

Il metabolismo del gatto e l'alimentazione

– L'organismo felino non ha bisogno di carboidrati dato che possiede la capacità innata di regolare il metabolismo glucidico cellulare anche senza introdurre zuccheri con gli alimenti: pertanto, offrendo all'animale dei cibi contenenti tali sostanze, si rischia di farlo ingrassare e soprattutto di innescare dei pericolosi squilibri di natura ormonale riguardanti il metabolismo dell'insulina pancreatica, che potrebbero causare l'insorgenza di diabete mellito.
– Un altro aspetto metabolico tipico del gatto è rappresentato dal fatto che non comprende la necessità di assumere acqua, poiché i felini non avvertono lo stimolo della sete; tale situazione può causare, nel lungo tempo, l'insorgenza di gravi disturbi a livello renale, come cistite, calcolosi o blocchi urinari.
– Infine è necessario tenere presente che il gatto è un animale carnivoro, che, come tale, deve nutrirsi con alimenti contenenti proteine di origine animale, mentre mostra molte difficoltà a digerire quelle di origine vegetale. La carenza di aminoacidi contenuti nelle proteine animali può avere serie ripercussioni sul metabolismo organico dell'animale.

Alimenti umidi per l'alimentazione del gatto

Per la tendenza a non idratarsi in maniera equilibrata il gatto dovrebbe essere alimentato con una giusta quota di alimenti umidi che, contenendo elevate percentuali di acqua, rappresentano una scelta d'elezione per il suo nutrimento. Inoltre l'umido è costituito da proteine di origine animale e da pochi carboidrati, tutti requisiti indispensabili per assicurargli il benessere fisiologico.
Bisogna tuttavia tenere presente che esistono alimenti allergizzanti per l'animale, che sono la carne di agnello e di manzo, e che quindi devono essere esclusi dalla dieta. Un requisito indispensabile che il cibo umido deve possedere è quello di essere di buona qualità, è quindi consigliabile utilizzare prodotti garantiti da brand di comprovata esperienza ed affidabilità nel settore del pet-food.

Alimenti secchi per l'alimentazione del gatto

I croccantini, in linea di massima, non sono consigliabili per alimentare il gatto dato che contengono bassissime percentuali di acqua ed elevate concentrazioni di componenti vegetali; inoltre, per essere maggiormente appetibili, questi cibi vengono arricchiti con aromi ed altre sostanze di dubbia origine.
Si tratta quindi di prodotti non particolarmente sani e soprattutto poco adatti al metabolismo del felino. Nella vasta gamma di croccantini disponibili sul mercato sarebbe buona regola optare per quelli poveri di carboidrati e ricchi di sostanze lipidiche, che presentano un profilo nutrizionale abbastanza simile a quello della carne.

Dieta alternata tra umido e secco

Salvo particolari condizioni metaboliche dell'animale, per le quali sia necessario ricorrere a regimi dietetici specifici e controllati dal veterinario, la scelta migliore per la sua alimentazione consiste nell'alternanza tra prodotti umidi e secchi, in modo tale da garantirgli un corretto apporto di nutrienti e di acqua, e contemporaneamente da offrirgli cibi appetibili, variati, che siano in grado di sopperire ad eventuali carenze metaboliche facilmente presenti soprattutto negli esemplari molto piccoli.

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Le mani sono le parti del corpo più in vista e che possono raccontare molto della personalità di chiunque. La cura delle mani ha sempre interessato sia gli uomini che le donne, ma non vi è dubbio che le donne – oltre alla cura delle mani in sé – si dedicano anche ad abbellire e decorare le unghie, in particolar modo, rendendole in alcuni casi delle vere e proprie opere d’arte. La nail care e la nail art hanno conosciuto negli ultimi anni un boom di popolarità in tutte le fasce di età; un posto rilevante è occupato dalla ricostruzione delle unghie che richiede, però, abilità e precisione al punto che esistono dei veri e propri corsi presso le scuole di estetica. La capitale è, insieme a Milano, una delle città in cui nascono persino le nuove tendenze, per cui non è affatto difficile trovare centri estetici per la ricostruzione delle unghie a Roma.

Breve storia sulla manicure

Fin dai tempi degli Egizi, si hanno testimonianze sull’abitudine di decorare le unghie. L’usanza di esibire unghie lunghe, colorate e mani ben curate era sinonimo di appartenenza alle classi sociali elevate, ma a partire dagli anni ’20 del secolo scorso – con l’avvento del cinema – si è diffusa la moda di avere unghie smaltate impeccabili, non particolarmente lunghe. È in quegli anni che si sviluppano le grandi industrie cosmetiche che lanciano linee dedicate alla cura delle mani, come Max Factor che già nel 1925 lanciò per primo sul mercato un esclusivo trattamento lucidante, mentre la Revlon, nel 1932, avviò la produzione in serie di smalti colorati abbinati ai rossetti. La vera e propria ricostruzione delle unghie comincia nel 1937 quando Harriet Fliegenbaum brevetta delle applicazioni – simili a quelle che sarebbero diventate le attuali tip – per allungare le unghie e molto utilizzate dalle dive del cinema hollywoodiano. L’introduzione della tecnica ad acrilico si deve, invece, al dentista Fred Slack Jr. che in seguito a un incidente che gli procurò la lesione di un’unghia provvide a “ripararla” con l’aiuto di un foglio di alluminio e un miscuglio di monomeri e polimeri per uso dentistico. Fino agli anni ’70, la tecnica di ricostruzione in acrilico era molto elitaria e diffusa tra le star. È solo a partire dagli anni ’80 e dalla produzione di nuovi prodotti in gel UV che il trattamento di ricostruzione delle unghie è diventato di uso comune e dai costi più contenuti, al punto da essere utilizzata sia come forma di bellezza estetica, sia come trattamento per la cura dell’onicofagia (chi si rosicchia le unghie).

Ricostruzione delle unghie: metodi, costi, pro e contro

Per ottenere un buon risultato e un’ottima resa nella ricostruzione delle unghie è bene affidarsi ad estetisti di professione come quelli della Scuola Estetica BSA. È bene, però, conoscere le varie tipologie e i metodi di ricostruzione prima di affidarsi a qualcuno. Le onicotecniche più diffuse sono:

  • Ricostruzione in acrilico: con resina acrilica attraverso la quale l’unghia viene rimodellata, ricostruita o allungata con l’applicazione di polveri acriliche e monomeri.
  • Ricostruzione in gel: l’unghia viene ricostruita con un gel speciale a UV che si catalizzano tramite luci a LED o ultravioletti;
  • Ricostruzione in acrigel: una soluzione di ultima generazione resistente come l’acrilico e facile da modellare come il gel, sempre con l’uso di apposite lampade a LED o UV.

Una ricostruzione completa presso un centro estetico affidabile ha costi variabili in base al trattamento e alla tipologia di unghia. I prezzi medi oscillano tra i 70 € e i 100 € la prima volta, mentre i “ritocchi” – con frequenze bi- o tri-settimanali, al massimo mensili – oscillano tra i 35 € e i 45€. Si consigliano ritocchi costanti nel tempo, perché la ricrescita – oltre a essere antiestetica – aumenta i rischi di spezzare anche l’unghia naturale.

Se da una parte la ricostruzione delle unghie ha aiutato uomini e donne a superare il problema dell’onicofagia e contribuire al benessere estetico e psicologico, dall’altra comporta dei pro e dei contro. La ricostruzione non permette di far respirare le unghie naturali che si indeboliscono nel tempo, per cui è bene lasciar trascorrere almeno un mese tra un trattamento e l’altro curando le unghie con prodotti idratanti e ri-mineralizzanti; mentre è assolutamente sconsigliata per chi soffre di unghie fragili, onicomicosi, pseudomonas e infezioni delle unghie (in questi casi occorre curare l’unghia piuttosto che nasconderla acuendone le problematiche).

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Più che una dieta la macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita, da makros e bios, letteralmente lunga, grande vita. Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall’oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni. Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del ‘900 quando George Ohsawa la portò alla ribalta del grande pubblico. Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l’olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.

Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall’altra Yin negativo (da 0 a -7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang. Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, tè, spezie.

Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale. Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come “medicina” quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta. Il concetto è un po’ difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo. Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale e le ricette di cucina a base di prodotti troppo lavorati, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici. E’ da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele (crostate, torte, ecc), sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere. E’ da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l’utilizzo di sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale.

Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta. Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l’acciaio inossidabile o la terracotta. Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi. Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne, quelle sconsigliate sono quelle maggiormente elaborate quali sformati, torte salate, sughi grassi ed intingoli vari.

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