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Più che una dieta la macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita, da makros e bios, letteralmente lunga, grande vita. Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall’oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni. Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del ‘900 quando George Ohsawa la portò alla ribalta del grande pubblico. Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l’olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.

Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall’altra Yin negativo (da 0 a -7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang. Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, tè, spezie.

Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale. Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come “medicina” quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta. Il concetto è un po’ difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo. Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale e le ricette di cucina a base di prodotti troppo lavorati, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici. E’ da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele (crostate, torte, ecc), sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere. E’ da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l’utilizzo di sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale.

Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta. Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l’acciaio inossidabile o la terracotta. Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi. Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne, quelle sconsigliate sono quelle maggiormente elaborate quali sformati, torte salate, sughi grassi ed intingoli vari.

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Il grandissimo progresso scientifico-tecnologico che, oggi non conosce sosta, ha posto spesso e volentieri la parola fine a mali che per certe epoche sono stati realmente incurabili.
Le soluzioni, alcune volte seppur in ritardo, sono quasi sempre arrivate ma il tempo ha purtroppo allontanato dalla vita terrena tantissime persone.

Una delle malattie più infime e cattive, più atroci e devastanti tra quelle mai esistite è sicuramente il vaiolo. Basti pensare che fino al 1977, in alcune parti dell’Africa, ha colpito donne, uomini e bambini senza distinzione alcuna. Da quel momento, però, la malattia è stata definitivamente sconfitta grazie all’invenzione del vaccino che prepara il sistema immunitario dell’uomo a respingere gli assalti di questa malattia che nel 50% dei casi colpiva in modo funesta.

Cenni storici della malattia

Come detto ormai esistono vaccini tesi a sconfiggere a priori il male. Per poter tenersi informati basta recarsi in un qualsiasi centro di vaccinazioni e Roma, Milano, Torino, Palermo o qualsiasi altra città d’Italia e saremo informati a dovere su cosa dovere fare e come farlo.

Il virus, in ogni caso, si localizza tra la faringe, i cavi orali e la piccola circolazione della cute. Purtroppo la metodologia di contagio era elementare: bastava infatti entrare in contatto con un oggetto infetto e il danno era fatto.
Dal punto di vista estetico la prima sintomatologia è la presenza su quasi tutta la totalità del corpo di macchie cutanee ricche di liquidi: che sia volto, braccia, gambe, busto e zone intime non vi era zona che rimaneva ‘immune’ al virus.

In genere il periodo di incubazione non superava le due settimane (la media era dodici giorni effettivi).

Le varie tipologie di vaiolo

È stato comunque possibile distinguere nel corso del tempo cinque tipologie di vaiolo che hanno colpito l’uomo fino alla seconda metà del secolo precedente. Andiamo a vedere, con ordine, tutte le sue forme:

  • Forma ordinaria: colpisce generalmente il 90% delle persone che non hanno fatto i vaccini e nel corso di qualche giorno la totalità del volto viene ricoperta da pustole ripiene di un particolare liquido. Meno densa la presenza in altre zone del corpo;
  • Forma modificata: è una forma più lieve rispetto alla precedenza ed in genere il livello di mortalità si riduce in modo esponenziale. A volte la si confonda con la varicella;
  • Forma maligna: quasi sempre fatale porta alla setticemia nel giro di qualche giorno. La temperatura corporea si alza in modo eccessivo e una volta contagiati le possibilità di guarire sono minime;
  • Forma emorragica: l’ultima variante dell’infezione da vaiolo e si sviluppava nel 2% degli adulti. Portava a numerose emorragie interne che compromettevano il sistema umano in modo inesorabile.
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Esattamente come per l’uomo, un cane può soffrire di intolleranze alimentari. Quando l’animale perde il solito brio, appare inspiegabilmente stanco, privo di energia e manifesta problemi gastrointestinali, una possibile causa potrebbe essere una dieta non corretta con la presenza di alimenti intolleranti. In questi casi è necessario rivolgersi subito ad un veterinario che saprà indicare la via per ridare benessere e vivacità all’amato amico a quattro zampe.

Cos’è un’intolleranza alimentare?

L’intolleranza agli alimenti è l’incapacità di assimilare determinate sostanze che finiscono col causare disturbi, anche molto gravi, all’apparato gastroenterico. Tra i sintomi più frequenti c’è il gonfiore intestinale, diarrea e vomito. Un’intolleranza si manifesta solitamente quando il cane è ancora in giovane età, ma può colpire anche esemplari adulti. Non ci sono razze che si possono considerare più sensibili di altre a tale problema. Nei cuccioli un’intolleranza alimentare è particolarmente grave perché provoca seri danni fisici, compromettendo la regolare crescita dell’animale.

Le cause di questo disturbo alimentare sono da imputarsi principalmente a fattori genetici e all’assunzione di cibo di scarsa qualità che provoca difficoltà, da parte del cane, nell’assimilare i nutrienti (soprattutto la parte proteica).

I sintomi di un’intolleranza alimentare

Sappiamo bene come accorgersi dei problemi di salute di un cane non sia sempre una cosa semplice. È necessario avere un buon spirito d’osservazione e controllare attentamente tutti i comportamenti dell’animale, che manderà inequivocabili segnali del suo stato di disagio. Nel caso delle intolleranze alimentari sappiamo che colpiscono il sistema gastrointestinale, di conseguenza servirà prestare particolare attenzione all’appetito dell’animale ma soprattutto alla qualità delle feci.

I sintomi principali sono gonfiore intestinale, diarrea e vomito. Mentre il primo aspetto può anche sfuggire, negli altri casi è evidente come l’animale abbia dei problemi. Possono capitare fenomeni sporadici solamente per semplice costipazione, ma se le feci sono liquide o semiliquide con frequenza, è bene rivolgersi ad un veterinario per sottoporre il cane ad opportuni test clinici.

Sottovalutare il problema è un errore da non commettere. L’insorgenza della diarrea causa disidratazione e progressivo indebolimento, mentre il vomito di colore giallo o marrone (definito vomito gastrico) è spesso associato ad una gastroenterite acuta o una gastrite cronica. Tutte patologie che possono essere scatenate dalla continua assunzione di cibo intollerante.

Come combattere le intolleranze da alimenti?

Quando un veterinario decreta che il cane soffre di intolleranza alimentare, inizia un lungo percorso per cercare di capire quale sia l’alimento scatenante. Pur trattandosi di una malattia cronica si può curare attraverso una dieta controllata.

L’unica soluzione è eliminare dal cibo quotidiano la sostanza causa dell’intolleranza. Per raggiungere tale risultato è necessario applicare un regime alimentare ad esclusione della durata di almeno 6-10 settimane, introducendo un solo tipo di proteine. Basta osservare come reagisce il cane per comprendere immediatamente se il problema è stato risolto. Ovviamente in questo periodo è importante fare molta attenzione che l’animale non assuma cibo da altre fonti e che non sia libero di gironzolare. Un buon consiglio è tenere un diario in cui annotare la data di inizio della dieta e gli alimenti somministrati, per avere un quadro preciso del regime alimentare applicato.

Per rivedere il proprio cane con la consueta vitalità, basta eliminare gli alimenti colpevoli dalla sua dieta giornaliera. Una volta trovata la sostanza responsabile è necessario prestare la massima attenzione che il cane non la ingerisca nuovamente anche in piccole quantità: sarà la garanzia di avere un animale pieno di energia e sempre in ottima salute.

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I veterinari di una volta erano lavoratori solitari che non prendevano neanche in considerazione l’idea di avere un aiuto nella gestione del loro studio. Tuttalpiù potevano avere una segretaria, che li aiutava però solo ed esclusivamente nell’organizzazione degli appuntamenti e delle viste e nel disbrigo delle pratiche burocratiche ed amministratrice. Da quando l’amore per gli animali è diventato sempre più dilagante, qualcosa però è cambiato. I veterinari hanno sentito l’esigenza di avere nel loro studio qualcuno che li aiutasse durante le visite, sia perché gli appuntamenti giornalieri sono diventati sempre più numerosi, sia perché i padroni degli animali da compagnia hanno iniziato ad essere sempre più puntigliosi, sia perché spesso capita di avere a che fare con animali esotici che hanno bisogno di qualche piccola accortezza in più.

Il tirocinante veterinario

Inizialmente i veterinari hanno deciso di accogliere i tirocinanti nel loro studio, una scelta vincente considerando che si tratta di persone che stanno studiando, che anzi spesso sono alla fine del loro percorso di studi universitari, e che sono davvero molto preparati. Il problema però è che un tirocinante non resta nello studio veterinario a lungo, pronto infatti ad un certo punto a spiccare il volo, a diventare veterinario a sua volta. Non si tratta quindi della migliore scelta possibile, dato che il veterinario ha bisogno di un aiuto quotidiano, costante, continuo nel tempo e di una persona di cui riuscire a fidarsi davvero ciecamente. Qui entra in gioco l’assistente veterinario, una figura professionale che i veterinari di oggi vogliono dentro al loro studio, una figura professionale che gli amanti degli animali devono assolutamente prendere in considerazione per il loro futuro professionale.

Assistente veterinario corsi

Per trasformarsi in questa interessante figura professionale non è necessario un percorso di studi universitari, ma è sufficiente un corso di formazione per professionisti in animal care con master assistente veterinario come specializzazione. Tra le molte realtà che offrono un corso di questa tipologia, dobbiamo ricordare CEF – Centro Europeo di Formazione che consente di studiare anche in modalità e-learning. La formazione a distanza a cui è possibile accedere consente a chiunque di poter studiare al meglio, anche a coloro che hanno tempistiche di apprendimento un po’ più lente rispetto alla media, anche a coloro che già hanno un lavoro o che per altri motivi hanno poco tempo a loro disposizione.

Ma quali sono i compiti dell’assistente veterinario che è possibile imparare al meglio grazie ad un master di specializzazione di questo genere? L’assistente veterinario si occupa di accogliere i clienti al meglio, cercando di essere sin dal primo momento empatico nei loro confronti e nei confronti dell’animale che ha bisogno di una visita. Assiste il veterinario nella realizzazione degli esami di laboratorio più diffusi come ad esempio il prelievo dei campioni, la misurazione della temperatura corporea, le medicazioni. Si occupa anche di tenere l’animale fermo, in modo che il veterinario abbia la possibilità di intervenire al meglio. Inoltre l’assistente veterinario ha un ruolo importante anche al momento di un intervento chirurgico. È lui infatti a farsi carico della preparazione degli strumenti e delle apparecchiature necessari. È lui inoltre ad aiutare il veterinario in prima persona, monitorando l’animale, passando al veterinario ogni strumento di cui ha bisogno, medicando e simili. Negli studi veterinari in cui è presente anche un reparto degenza, l’assistente veterinario ha ovviamente il compito di prendersi cura di tutti gli animali presenti e di aiutarli a portare avanti al meglio la terapia che è stata loro prescritta. Ovviamente l’assistente veterinario ha anche il compito di occuparsi della segreteria e inoltre ha tutte le competenze necessarie per riuscire a dare consigli ai pazienti, sul modo migliore per aiutare i loro animali nei trattamenti, ma anche su benessere e alimentazione.

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BARF: molto più di una semplice moda

Biologically Appropriate Raw Food, o più semplicemente dieta BARF, significa alimentare il proprio animale domestico a base di cibi crudi.
Tale regime dietetico comprende di solito il 60-80% di ossa e carne triturate, e il 20-40% di verdura, frutta, cereali e visceri di animali; le proporzioni possono variare in funzione delle esigenze specifiche del pet, che sono rappresentate dal peso corporeo, dal tipo di attività fisica che esegue, dalla razza e dal suo stato di salute.

La dieta BARF si basa sul principio fondamentale di fornire al cane, che è un animale carnivoro, l'esatta alimentazione per cui la natura l'ha creato, ovvero una preda non cotta.
Questo "cibo crudo biologicamente appropriato" (di cui BARF è l'acronimo), ha l'intento di riprodurre il più possibile la dieta dei canidi selvaggi, come il lupo, da cui discende geneticamente il cane: l'animale allo stato brado, infatti, consuma un'altra creatura, inalterata.
La quota di vegetali e cereali starebbe proprio a simulare il contenuto gastrico della preda (che è erbivora, come ad esempio una lepre, o frugivora, come un volatile o un roditore).

Per essere più precisi, la dieta BARF considera dieci gruppi fondamentali di alimenti, e precisamente:

  • carne senza ossa;
  • ossa polpose;
  • organi;
  • trippa;
  • pesce ;
  • verdura;
  • frutta;
  • uova;
  • olii;
  • spezie ed erbe.

Questi cibi possono alternarsi tra loro, e spesso vengono miscelati per fornire all'animale tutti i nutrienti indispensabili alla sua salute.
Il risultato più evidente è rappresentato dall'elevata appetibilità: il cane sarà sicuramente e fortemente attratto dai nuovi sapori e dagli aromi intensi.

Dieta BARF, vantaggi e benefici

Questo regime alimentare, da alcuni considerato come una vera e propria filosofia di vita, presenta numerosi e importanti vantaggi.

Innanzitutto esso garantisce un'assoluta sicurezza riguardo alla qualità e alla salubrità di ciò che ingerisce l'animale, su cui il proprietario ha il massimo controllo. Al tempo stesso, trattandosi di cibo naturale, dovrebbe risultare particolarmente gradito al cane, grazie alla varietà di sapori.

Non presentando alcuna controindicazione, la dieta BARF è indicata per individui di ogni razza ed età: qualsiasi soggetto può tranquillamente cambiare la propria alimentazione, e non è necessaria una gradualità (di solito si sostituisce drasticamente il regime da un giorno all'altro, avendo eventualmente l'accortezza di far digiunare il pet per un giorno).

Altri vantaggi rilevati empiricamente sull'animale sono:

  • assenza di tartaro sui denti grazie alla regolare pratica di triturazione necessaria con le ossa;
  • scomparsa dell'alitosi;
  • rafforzamento del sistema immunitario;
  • benefici per tendini e muscolatura, con minore incidenza di artrite e problemi osteoarticolari in genere;
  • ridotta frequenza di torsione dello stomaco;
  • eccellente lucentezza del mantello.

Sarebbe stato osservato inoltre un miglioramento a livello comportamentale: alcuni esemplari avrebbero mostrato atteggiamenti più tranquilli e rilassati, probabilmente dovuti ad un minore apporto di carboidrati e ad una digestione più agevole e veloce.
Infatti un altro vantaggio di questa dieta è la possibilità di limitare se non eliminare dalla dieta i cereali, sostanze che spesso possono provocare sindromi allergiche da intolleranza; il carnivoro costretto a mangiarli potrebbe sviluppare anomale fermentazioni a livello intestinale, dato che il suo apparato digerente non è funzionale per la loro assimilazione.

Migliora anche la consistenza delle feci in quanto le ossa una volta nell'intestino miscelandosi con le feci le solidificano.
Non dimentichiamo che le vitamine sono termolabili e quindi con qualsiasi processo termico di cottura vengono perse; la dieta BARF, prevedendo tutto crudo, mantiene inalterato l'assetto delle vitamine, che sono un nutriente fondamentale per l'animale.

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I cinque consigli su come rendere felice il gatto

I gatti sono degli animali molto particolari che necessitano di numerose cure ed attenzioni per vivere sereni. Molto spesso però è difficile sapere cosa può rendere felice il proprio gatto dal momento che nella maggior parte dei casi questi animali tendono ad essere molto autonomi. Ecco quindi cinque semplici consigli per il benessere del tuo gatto.

Curare sempre l'alimentazione

Uno degli elementi a cui bisogna badare per curare adeguatamente un gatto è indubbiamente l'alimentazione. Se il tuo gatto mangia bene, automaticamente sarà felice e in salute. Ci sono persone che ancora oggi pensano che gli animali possano mangiare di tutto, in special modo i gatti. In realtà non è affatto così, anzi: è necessario che tali animali si alimentino in modo equilibrato e soprattutto con cibo di qualità eccellente. La scelta può ricadere su due opzioni: da un lato il cibo preparato in casa (sempre facendosi consigliare dal proprio veterinario) e dall'altro i cibi già pronti reperibili nei supermercati o nei negozi di animali. Qualsiasi sia la decisione comunque, è opportuno evitare di somministrare troppe dosi all'animale.

Far giocare il gatto in modo creativo

Solitamente i gatti hanno una natura giocosa poiché sin da quando nascono si divertono insieme agli altri cuccioli e sviluppano precocemente grande curiosità e interesse per la caccia. Proprio per tale ragione il gioco costituisce un elemento fondamentale nella vita del gatto: quest'ultimo infatti deve essere sempre stimolato ed ha bisogno di giocare molto frequentemente. Pertanto puoi far divertire il tuo animale domestico con dei giochi interessanti ed avvincenti che non solo renderanno il gatto felice ma contribuiranno anche a migliorare la relazione tra di voi.

Garantire relax e riposo al gatto

Sebbene il gioco sia una componente fondamentale per lo sviluppo del gatto, esso non è l'unica necessaria. I gatti infatti hanno bisogno anche di avere il giusto riposo e relax dopo il tempo trascorso a giocare. Cosa c'è di meglio quindi che godersi un meritato riposino? Elemento caratteristico dei gatti infatti è proprio quello di sonnecchiare in giro per la casa, magari appisolandosi comodamente su un mobile o su un morbido cuscino. Lascia dunque che il tuo gatto si goda questi momenti per poltrire in tutta tranquillità e dedicagli qualche spazio della casa che potrà diventare il suo angolo preferito.

L'ora delle coccole è sempre ben accetta

Nonostante siano in molti a credere che i gatti abbiamo un atteggiamento sfuggente e poco empatico con l'essere umano, tanti sottovalutano il fatto che questi animali hanno bisogno anche loro della giusta dose di coccole quotidiana. Tutti gli animali infatti adorano essere accarezzati dai propri padroni e non c'è niente di meglio per assicurarsi un legame solido e duraturo con il proprio gatto. Perciò dedica un pò del tuo tempo al micio, accarezzalo delicatamente con i palmi delle mani oppure pettina il pelo utilizzando una spazzola morbida. Spazzolare il gatto inoltre serve anche ad evitare che perda troppi peli nel corso del tempo.

Scegliere la lettiera giusta per il proprio animale

Quando si ha un gatto in casa, la scelta della lettiera è fondamentale per assicurare all'animale il benessere di cui ha bisogno. Oggigiorno in commercio sono presenti tante tipologie di lettiera tra cui poter scegliere: l'importante è che sia delle dimensioni adatte ad ospitare il micio e che non debba essere condivisa con altri gatti presenti in casa. Inoltre è bene ricordare che la lettiera deve essere svuotata quotidianamente per garantire pulizia e ordine nell'abitazione.

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Come mantenere il benessere del proprio amico a quattro zampe? Premesso che il veterinario resta sempre il punto di riferimento per la cura e la prevenzione delle malattie, è importante seguire alcune buone regole per garantire la corretta crescita del cane. Del resto il pet merita le dovute attenzioni e il massimo rispetto. Si tratta di piccole accortezze che verranno ripagate nel tempo.

 

L’alimentazione prima di tutto

Il mantenimento del benessere di ogni cane comincia dalla somministrazione di un cibo che sia bilanciato e completo. Non si tratta solo di acquistare crocchette o umido qualitativi, ma è fondamentale abbinarli alle condizioni specifiche del pet. L’alimentazione, pertanto, deve essere associata alla taglia, al peso, all’età, alla razza e alle condizioni fisiologiche dell’animale. Nella scelta del cibo si dovranno tenere in considerazioni anche i cambiamenti stagionali ed eventuali intolleranze. L’acqua fresca e pulita non deve mai mancare e bisogna intensificarne l’apporto durante la primavera e l’estate.

L’attività fisica

I cani, soprattutto quelli dall’indole pigra e che sono abituati a vivere tante ore in appartamento, hanno la tendenza ad ingrassare. Esattamente come accade per gli esseri umani è fondamentale intervenire per mantenere il peso forma. Le belle giornate sono le occasioni giuste per iniziare a fare movimento. Giocare all’aperto, correre o fare lunghe passeggiate rappresentano momenti per intensificare il rapporto con il proprio cane, ma anche efficaci sistemi per smaltire il peso in eccesso.

Esercizi per la mente

L’attività fisica non basta. Un cane deve essere stimolato anche mentalmente, con esercizi mirati e divertenti. L’attivazione mentale è importante anche per prevenire o risolvere alcuni problemi comportamentali e compulsivi, come l’aggressività, l’eccessiva rumorosità, il farsi male o i dispetti. Un bravo padrone potrebbe, ad esempio, nascondere la pappa in modo da impegnare il proprio cane nel ritrovarla. Anche il rosicchiare è un valido sistema per calmare e rilassare l’animale. A questo proposito, in commercio esistono tanti giochi e attrezzi specifici, ma è possibile anche organizzare attività coinvolgenti a costo zero come il classico nascondino.

La corretta educazione

Il benessere del cane è strettamente legato all’educazione. Le regole devono essere impartite preferibilmente sin dai primi mesi di vita, ma è fondamentale usare sempre un tono fermo e rispettoso. Il cane deve essere messo in condizioni di capire cosa può fare e quello che è invece vietato. La comunicazione si deve basare su comandi e gesti semplici con esercizi frequenti. Inoltre, per favorire l’apprendimento bisogna premiare l’animale, ovvero ricompensarlo con piccoli snack e coccole quando fa qualcosa di corretto. Si consiglia di non utilizzare lo stesso cibo che viene dato abitualmente, perché il cane potrebbe confondere il premio con il momento della pappa.

La prevenzione

Le cure preventive devono avere la massima priorità, in modo da poter intervenire in tempo in caso di problemi. Si parte con le toelettature regolari che aiutano a mantenere il manto sano e a scoprire l’insorgenza di eventuali patologie o la presenza di zecche e pulci. Anche le vaccinazioni e le visite periodiche dal veterinario sono fondamentali per contrastare le malattie e proteggere il cane. Un padrone attivo che cura il benessere del pet si preoccuperà anche dell’igiene applicando, ad esempio, prodotti specifici contro i parassiti. Non solo. Quotidianamente occorre provvedere alla pulizia di zampe, occhi e orecchie ed eliminare la presenza di eventuali secrezioni. In caso di anomalie non bisogna esitare e chiamare il veterinario per ottenere ogni delucidazione.

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La casa può influire sul nostro stato di salute?

Oggi giorno si sta sempre più attenti al proprio stato di salute. Si presta attenzione all'alimentazione, all'attività fisica al peso, alla naturalezza di quello che mangiamo, indossiamo o utilizziamo per la nostra cura della nostra persona. Stiamo attenti allo smog e ci documentiamo sulle cure mediche che facciamo. Quello che però molti di noi non ricordano è come anche anche la casa in cui viviamo può andare ad influire sul nostro stato di salute.

Insieme all'azienda ABC Costruzioni, che si occupa di case prefabbricate in Friuli realizzate in cemento armato, andremo a vedere come una casa ben strutturata possa influire sul nostro stato di salute.

Una casa umida e con una qualità dell'aria scadente, frutto di un cattivo isolamento e di problemi arieggiamento minano la salute ed il benessere di tutta la famiglia. L'umidità può presentarsi in tante forme come la condensa, le infiltrazioni, i muri umidi, la risaluta capillare ed ancora la presenza di muffa o acari. Tutti elementi che possono causare gravi infezioni respiratorie soprattutto nei soggetti più deboli come bambini ed anziani.

Una casa umida spesso e volentieri è colpita dalla muffa. La muffa, che colpisce muri, mobili e perfino tessuti per l'arredo, oltre ad essere antiestetica è alla base di svariati problemi di salute. La muffa ed in particolare le spore che rilascia nell'aria, possono causare diverse affezioni polmonari come asma, infiammazioni, reazioni allergiche o riniti. Vivere in una casa con muffa è considerato particolarmente pericoloso per i bambini.

Oltre alle patologie respiratorie appena elencate una casa umida è anche alla base dei reumatismi, particolarmente deleteri nel caso degli anziani e della congiuntivite. La congiuntivite che rappresenta una forte infiammazione della membrana sotto la palpebra e della cornea, può essere peggiorata da un ambiente umido in cui tipicamente proliferano i batteri. Si è verificato che depurando un ambiente da acari, inquinamento ed umidità il rischio di congiuntivite si abbassa notevolmente.

Per evitare tutte queste patologie è fondamentale che la casa sia ben isolata attraverso muri ben coibentati che non favoriscano spifferi, dispersioni di calore così come l'umidità di risalita. È altrettanto importante che gli ambienti si possano arieggiare completamente e non si formino ponti termici.

L'efficienza energetica di queste case inoltre, consente di abbattere decisamente i costi necessari al riscaldamento ed al condizionamento di queste case. Il minor dispendio energetico connesso alle bollette di luce e gas consente di risparmiare in modo considerevole ogni mese e se questo non fa bene alla salute decisamente fa bene all'umore.

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Salute, quali sono i rischi dello smartphone

Smartphone, tablet e pc rappresentano una fonte poco sicura per la nostra salute, sia dal punto di vista degli occhi, che del cervello. La luminosità degli schermi, i continui stimoli visivi che riceviamo vanno a colpire la vista e la testa in modo costante affaticandoci molto più di quello che pensiamo e percepiamo. Consideriamo soltanto questi dato: ognuno di noi, soprattutto se lavora in un ufficio, potrebbe sedere davanti a un pc per almeno 6 ore al giorno, il resto del tempo lo trascorriamo con lo smartphone in mano. Questo significa che non facciamo altro che bombardare il nostro cervello, con ripercussioni negative importanti. Va benissimo, allora, acquistare uno smartphone facile da usare e performante, basta leggere la recensione Samsung Galaxy J5 2017 per averne uno di esempio, ma attenzione sempre alla salute.

Smartphone e salute, i campanelli d’allarme

Cominciamo dai primi segnali d’allarme, in primis, quindi della nostra vista. Quando passiamo molto tempo davanti a uno schermo i nostri occhi tendono a seccarsi molto di più, a sbattere di meno e a irritarsi più facilmente. Secondo una ricerca del 2017 chi trascorre gran parte del suo tempo davanti allo smartphone o al tablet soffre spesso della sindrome dell’occhio secco. Inoltre, la luce blu dello schermo non riesce a essere filtrata o bloccata dalla cornea e va a colpire la retina. Questo vuol dire che negli anni possono esserci anche dei danni importanti alla vista.

Qualche regola salva vista davanti allo smartphone

Cosa fare allora per ridurre i rischi legati a una sovraesposizione da schermo? Sicuramente fare una visita oculistica e magari prediligere degli occhiali da vista o anche non graduati con le lenti dotate di filtro luce blu, così da evitare che i nostri occhi si affatichino eccessivamente. Se invece si indossano delle lenti a contatto, meglio optare per quelle giornaliere o comunque lenti molto morbide, avendo cura di utilizzare delle lacrime artificiali per idratare gli occhi. La dipendenza dallo smartphone può essere sostituita o allentata con qualche alternativa? Sicuramente sì, basta adottare delle piccole nuove buone abitudini. Se ad esempio lo teniamo sempre in mano sulla metro, potremmo prendere la buona abitudine di leggere un libro e lo stesso discorso vale anche per la sera prima di addormentarci. L’importante è provare a cambiare, lentamente e senza fretta, facendo caso a quello che facciamo in modo automatico e correggendo le cattive abitudini.

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Epilatore e ceretta: le differenze

Che differenza corre tra l’epilazione e la depilazione? Partiamo dal presupposto che entrambi sono metodi finalizzati all’estirpazione dei peli superflui che ci condannano a sessioni dolorose e masochistiche delle quali, diciamolo, faremmo volentieri a meno. Grazie alla tecnologia in continuo avanzamento, però, la pratica si è nettamente semplificata rispetto al passato e gli strumenti sono diventati sempre più raffinati.

Per quanto riguarda la depilazione, si tratta del metodo più semplice, veloce e indolore, ma più carente, dal punto di vista della durata dell’effetto: depilandosi, si avranno gambe, zona bikini, viso e ascelle lisce per qualche giorno, tre al massimo. Con l’epilazione, invece, il nostro corpo sarà perfetto per almeno 4 settimane, o più a seconda della tipologia di trattamento.

I metodi più conosciuti e diffusi di epilazione, sono a base di crema depilatoria che puoi trovare su www.epilatoreelettrico.it, sconsigliata sulle zone più delicate, che agisce chimicamente, andando a tagliare il pelo; il rasoio, per nulla doloroso da utilizzare, ma poco durevole; le pinzette, ottime per prolabio e sopracciglia.

L’epilazione, particolarmente fastidiosa e molto dolorosa, avviene mediante ceretta a caldo, ceretta a freddo o epilatore. La ceretta ha un effetto che può durare fino a tre settimane, è abbastanza dolorosa, ma efficace; l’epilatore, ottimo da considerare per l’epilazione fai-da-te, viene solitamente fornito in confezione di vendita con una serie di accessori volti alla soppressione, in minima parte, del dolore (come rulli massaggianti e vibranti) e per la cura della propria pelle: alcune case produttrici forniscono guanti esfolianti, ottimi per prevenire la comparsa di peli incarniti, e rulli refrigeranti grazie ai quali potersi godere un po’ di sollievo una volta terminata l’epilazione.

Sicuramente, tra tutti i metodi elencati, l’epilatore è quello che spaventa di più: le amiche lo descrivono come uno strumento malvagio e crudele, in grado di procurare dolore e tormento perenni! In realtà, negli ultimi anni, gli epilatori si sono nettamente evoluti, arrivando a risultati davvero sorprendenti: funzionando tramite un rullo di pinzette che sradicano una buona porzione di peli in un’unica passata, le case produttrici hanno focalizzato la loro attenzione proprio in questa direzione. Ed ecco che oggi gli epilatori di fascia media hanno testine da 40 pinzette, che velocizzano il tutto, finendo per rendere il momento dell’epilazione rapido e..indolore? Questo aspetto dipende sicuramente dalla propria soglia di sopportazione: indagando fra le amiche che usano l’epilatore, ci scontreremo in pareri estremamente discordanti tra di loro. Qualcuna si riterrà incredibilmente soddisfatta, in grado di non provare alcun tipo di dolore o comunque pronta a sottolineare la velocità nell’abituarsi a quella sensazione. Qualcun’altra, sicuramente, sgranerà gli occhi e rabbrividirà al sol pensiero del suono emesso da un epilatore.

Il consiglio migliore che sentiamo di darvi, è di provarlo: probabilmente, una volta visti i sorprendenti risultati, non potrete più farne a meno. L’epilatore, grazie alla quantità di pinzette presenti, velocizzerà la sessione di epilazione, tenderà a far desistere i peli dal ricrescere velocemente e garantirà almeno un mese di spensieratezza.

Altre guide sull’epilazione da leggere su www.epilatoreelettrico.it

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