Autore: admin

Le cellule somatiche sono costituite da un insieme di leucociti e cellule epiteliali. I leucociti vengono introdotti nel latte in risposta a un'infiammazione che può apparire a causa di malattia o, a volte, di lesioni. Le cellule epiteliali si staccano invece dal rivestimento del tessuto mammario.

Si chiamano cellule somatiche del latte quelle cellule che provengono dal sangue e dai tessuti della ghiandola mammaria, e ci consentono di conoscere i dati chiave sulla funzione e lo stato di salute della ghiandola mammaria. Ciò è  un criterio molto importante per determinare la qualità del latte  in allattamento, a causa della sua stretta relazione con la composizione del latte.

I batteri sono naturalmente presenti nell'ambiente in cui vive la mucca, nella sua pelle, nella mangiatoia, nelle pozzanghere d'acqua, etc., e riescono a penetrare nella mammella quando si verificano determinate condizioni per loro favorevoli. Una volta che i batteri attaccano le cellule all'interno della ghiandola mammaria, la risposta immunitaria del corpo è quella di inviare globuli bianchi per neutralizzare i batteri invasori. Questi globuli bianchi sono essenzialmente ciò che costituisce la conta delle cellule somatiche (CCS). Un elevato CCS nel latte delle singole mucche significa che i batteri hanno invaso la ghiandola della mucca. Questi batteri possono essere classificati come contagiosi (o ambientali), ovvero si diffondono tra i capezzoli di una mucca o tra mucche diverse in una stessa mandria a causa di pratiche di gestione inadeguate al momento della mungitura.

Le cellule somatiche sono semplicemente cellule dell'organismo (vari tipi di leucociti o globuli bianchi) che sono normalmente presenti nel latte, in basse quantità. Il verificarsi di un aumento del numero di queste cellule è un indicatore in risposta all'infezione in corso.

Pertanto, le cellule somatiche passano nel latte dal sangue e dal tessuto ghiandolare. Il contenuto di cellule somatiche nel latte ci consente di conoscere lo stato funzionale e di salute della ghiandola mammaria nel periodo dell'allattamento. A causa della sua stretta relazione con la composizione del latte, è un criterio di qualità molto importante.

Di tutte le cellule del latte in un ambiente infetto, circa il 99% sarà composto da leucociti, mentre il resto sarà costituito da cellule secretorie che provengono dai tessuti della ghiandola mammaria. Insieme, questi due tipi di cellule costituiscono il conteggio delle cellule del latte somatico che è comunemente espresso in millilitri.

Funzione delle cellule somatiche

Come sottolineato, il latte contiene cellule somatiche, che in una ghiandola sana sono presenti in quantità basse o moderate. L'importanza biologica delle cellule somatiche è che queste partecipano alla difesa immunitaria contro le infezioni della mammella. Quando ci sono stimoli o malattie della ghiandola mammaria, aumenta il numero di cellule somatiche.

Perché è importante il conteggio delle cellule somatiche?

Le perdite inerenti la produzione di latte non di qualità hanno ovviamente un grande impatto economico per chi lo produce. Da questo punto di vista, mantenere sotto controllo il numero di cellule somatiche nel latte significa per il produttore:

• Aumento della produzione di latte

• Meno latte di scarto

• Riduzione del costo relativi a farmaci e veterinario

• Meno lavoro

• Aumento della resa del prodotto finale

Per monitorare in tempo reale la quantità di cellule somatiche presenti nel latte in fase di produzione e lavorazione, gli strumenti commercializzati da Bentley Instruments rappresentano oggi la più importante risposta della tecnologia applicata al settore lattiero-caseario. Dispositivi quali BactoCount IBC & IBCm ad esempio, sono in grado di determinare la carica batterica latte crudo in maniera assolutamente precisa e affidabile, sfruttando la citometria a flusso.

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Utili consigli su come prevenire, curare ed evitare i brufoli.

Formazione dei brufoli

Che cosa causa la formazione dei brufoli

I brufoli non sono altro che un’infiammazione della cute causata dall’ostruzione dei pori a causa di sebo e cellule morte: questo crea la situazione ideale per il proliferare dei batteri, diretti responsabili dell’eruzione cutanea che saltano tristemente all’occhio quando ci si guarda allo specchio.

Ma non è tutto, poiché la presenza dei brufoli toglie luminosità e freschezza alla pelle.

Per questo motivo è bene dedicare al proprio viso i giusti trattamenti per averla sempre pulita e radiosa.

prevenire i brufoli

Prevenzione brufoli

I trucchi per evitare la formazione dei brufoli

Il famoso detto prevenire è meglio che curare è più che mai valido quando si parla di brufoli, in quanto queste antiestetiche e spesso dolorose escrescenze tendono a formarsi a causa di numerosi comportamenti sbagliati, tra cui:

Igiene sbagliata: se non il viso non viene lavato accuratamente per due volte al giorno (mattina e sera), le cellule morte e la sporcizia non vengono eliminate, ma al contrario tenderanno ad accumularsi e formeranno un terreno fertile per la formazione dei brufoli. E’ inoltre importante scegliere un detergente che rispetti il PH naturale della della pelle e che sia adatto alla sua tipologia (grassa, mista o secca). Non bisogna però esagerare con la detersione del viso, in quanto un lavaggio continuo priverebbe la pelle dei suoi oli naturali, rendendola in questo modo fragile e secca. Dopo la detersione è consigliata l’applicazione di una crema idratante nutritiva a base acquosa e non oleosa, in quanto quest’ultima ostruirebbe i pori.

Germi: i germi possono essere veicolati anche da mani e capelli. E’ buona abitudine, quindi, evitare di toccare continuamente il volto con le mani, note tane per i batteri. Lo stesso vale per i capelli, specialmente se unticci e poco puliti.

curare i brufoli

Regime alimentare: un fattore molto determinante per la formazione dei brufoli è proprio la dieta. Se ci si ciba di junk food, carni rosse, latticini (tutti cibi che appesantiscono il fegato in maniera considerevole), i brufoli si formeranno alla velocità della luce. Se invece si segue un regime alimentare equilibrato a base di frutta, verdura, pesce e giusta quantità d’acqua (almeno due litri al giorno), la pelle inizierà ad avere un aspetto decisamente migliore.

Stress: la vita frenetica è l’acerrima nemica di acne, punti neri e brufoli. Meglio dunque incanalare le proprie energie in attività sportive o di crescita personale come lo yoga o il training autogeno.

Spremere i brufoli: anche se potrebbe essere una tentazione irresistibile, la spremitura dei brufoli ne favorisce irrimediabilmente la formazione di altri, poiché i suddetti secernono dei germi contagiosi. Tutto questo si acuisce quando si schiacciano le pustole con le mani sporche e ci si tocca il viso. Se proprio non si resiste, è bene procedere in questo modo, ossia lavandosi accuratamente le mani e procedere con la spremitura utilizzando delle garze pulite o dei bastoncini di cotone (cotton fiocc). Un altro rimedio efficace è l’applicazione di un pò di dentifricio bianco sulla zona critica.

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In quest’articolo parleremo della liposuzione schiena, in cosa consiste e come si esegue.

Liposuzione schiena

In cosa consiste questo trattamento

La liposuzione schiena è un trattamento estetico volto ad aspirare il grasso accumulato in quest’area, il quale può consistere in antiestetici cuscinetti di grasso che creano dei rotolini a livello del reggiseno, creando in questo modo situazioni di disagio non indifferenti.

La schiena è infatti una zona molto sensuale nel corpo di una donna e la presenza di questi cumuli adiposi impedisce di tenerla scoperta.

Il grasso sulla schiena è suddiviso in differenti zone, ossia:
  • Il grasso infrascapolare (fianchi femminili) si trova sopra la vita e sotto le scapole. Questo è il grasso sgradevole che si gonfia appena sotto la spallina del reggiseno
  • Il grasso ascellare posteriore si trova sulla parte superiore esterna posteriore vicino all’ascella.
  • Il grasso della vita posteriore si trova sopra e posteriormente ai fianchi
  • Il cuscinetto adiposo lombo-sacrale si trova nella linea mediana della parte inferiore della schiena, appena sopra il coccige.
  • La gobba di bufalo costituita dal grasso situato sulla parte alta della schiena vicino al collo.
Il maggior vantaggio della liposuzione schiena è che il grasso non si andrà più a riformare nella zona in cui è stato asportato.

liposuzione schiena

Come si esegue

Come viene effettuata la liposuzione schiena

In base alle zone precedentemente menzionate, il chirurgo plastico procederà alla rimozione del grasso secondo la modalità più adatta, che può essere:

Sede infra-scapolare: è la zona della schiena appena sotto il reggiseno.  Il grasso in questa area è un singolo strato sottocutaneo, senza un ben definito scomparto di grasso più profondo. Quando un reggiseno stretto è usurato, questa zona tende a gonfiarsi in maniera più evidente. Alcune donne hanno una tendenza ereditaria a raccogliere il grasso nella zona infra-scapolare. Con il crescere del grado di  obesità la zona infra-scapolare può accumulare così tanto grasso che la pelle ed il tessuto sottocutaneo possono raggrupparsi formando rotoli paralleli di grasso. Mediante la liposuzione tumescente con microcannule è possibile rimuovere questo sgradevole grasso localizzato e fornire un importante miglioramento estetico. Dato che il grasso situato in questa zona è fibroso, è ben difficile da debellare con una dieta e molto spesso la liposuzione rappresenta l’unico rimedio efficace.

cos'è la liposuzione schiena

Vita posteriore: questa zona tende ad accumulare molto grasso e viene spesso trascurata durante gli interventi di liposuzione.

Gobba di bufalo: la gobba di bufalo tende a formarsi nelle persone in forte sovrappeso nella zona superiore della schiena, creando numerosi disagi quando si intende coricarsi o appoggiarsi ad uno schienale.

Grasso ascellare: il grasso ascellare consiste nella formazione di piccoli cuscinetti adiposi collocati sotto le ascelle e risaltano quando per esempio si indossa una canotta o un abito particolarmente scollato.

Per quanto riguarda le cicatrici della liposuzione, niente paura, poiché con i nuovi strumenti chirurgici le cicatrici hanno delle dimensioni di pochi millimetri e possono essere notate solo dal destinatario del trattamento.

L’intervento può essere eseguito tramite anestesia locale o sedazione e la durata può variare in base alla quantità di grasso da asportare. Generalmente viene eseguito in day hospital, pertanto si può tornare a casa dopo qualche ora.

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Per moltissimi le ferie sono ormai agli sgoccioli e questo significherà nella stragrande maggioranza dei casi tornare al solito tran tran quotidiano fatto di lavoro, famiglia, scuola e tanto altro. Dopo un meritato periodo di relax, però, il nostro organismo potrebbe risultare in qualche modo rallentato ed avere più difficoltà a riadattarsi alla classica vita di città fatta di ritmi totalmente diversi da quelli vacanzieri. Come ritrovare quindi la giusta carica per riprendere la quotidianità in vista dal rientro dalle ferie? Ecco qualche suggerimento e dei rimedi naturali per ritornare in forma smagliante in men che non si dica.

 

Parola d’ordine: orari regolari

Mentre in vacanza l’orologio diviene praticamente un optional e per molti fare tardissimo la sera e svegliarsi praticamente ad ora di pranzo diventa una routine, di rientro dalle ferie questo la sveglia che suona ad orari impietosi potrebbe rendere tutto più traumatico. Il consiglio è di ritagliarsi qualche giorno dopo le vacanze e prima di ritornare a lavoro o a scuola durante i quali “allenarsi” gradualmente ai normali ritmi tenuti durante tutto il periodo autunnale ed invernale. Impostate quindi la sveglia sempre alla stessa ora ed andate a dormire non oltre le 23. In questo modo l’organismo avrà la possibilità di ritornare gradualmente ai suoi ritmi normali in vista degli impegni che di qui a poco arriveranno. E se il sonno non arriva? Molto consigliate in questi casi delle tisane rilassanti, magari con melissa, valeriana e biancospino, e la lettura di un libro. Evitate, invece, smartphone e tablet che con le luci emesse dai loro schermi ritardano notevolmente l’arrivo di Morfeo.

 

Mancanza di energia? Provate con gli integratori

Se uno dei problemi principali al rientro dalle vacanze è una sensazione di stanchezza generale, forse è arrivato il momento di ricaricare le batterie e dare nuovo benessere al corpo con una buona dose di vitamine B. Per migliorare l’apporto di queste importanti sostanze nutritive, il cui compito principale è quello di aumentare il metabolismo energetico fornendo al corpo le risorse necessarie per essere sempre pronto e scattante, è necessario innanzitutto integrare nella propria alimentazione cibi che ne sono naturalmente ricchi come il tuorlo d’uovo, il tonno, il lievito di birra, i legumi, il riso integrale e la frutta a guscio. Se questo non dovesse bastare, è possibile ricorrere ad integratori specifici in grado di fornire le giuste quantità di vitamine del gruppo B aiutando, tra le altre cose, a migliorare la risposta del sistema immunitario in vista della stagione fredda.

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Prenderci cura della nostra abitazione è molto importante sotto vari aspetti. Dobbiamo tenere in conto, infatti, che le tubature, gli impianti idraulici sono soggetti a una naturale usura. Ne consegue che i ristagni possono causare danni piuttosto gravi all’abitazione. Che cosa fare a questo punto? Come possiamo risolvere e prevenire il problema?

Quando chiamare l’idraulico: i motivi

Nel momento in cui abbiamo un problema con lo scarico, con un’otturazione, una perdita o un allagamento, è indispensabile richiedere la presenza dell’idraulico. Fortunatamente, il servizio di pronto intervento idraulico è attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, per offrire un supporto alle persone che hanno bisogno nell’immediato.

Talvolta, quando non eseguiamo una manutenzione sugli impianti in modo continuativo, potremmo ritrovarci ad avere problemi alle tubature, soprattutto per quanto riguarda i ristagni di acqua, che sono molto dannosi non solo per l’abitazione, ma anche per la nostra salute.

Non possiamo sottovalutare assolutamente la manutenzione degli impianti. Da questo punto di vista, vivere in una casa salutare è davvero importante. L’unico modo per assicurarsi che sia sempre tutto privo di problemi e perfettamente funzionante è richiedere l’intervento dell’idraulico, che saprà cosa consigliarvi e come operare.

Grazie all’idraulico, avremo modo di controllare perfettamente gli impianti: vorremmo discutere dei ristagni, dei problemi alle tubature e soprattutto come rivolgersi al pronto intervento idraulico, un servizio che, come abbiamo visto prima, è attivo in maniera continuativa.

Problemi alle tubature? Nessun problema: c’è l’idraulico

Avere dei problemi alle tubature cause dei disagi non di poco conto. È uno dei motivi più frequenti per cui è richiesta la presenza di un idraulico specializzato. Oltre a questo, per esempio, l’idraulico risolve i problemi ai sanitari, di possibili allagamenti, di perdite di acqua silenziose.

Le perdite di acqua silenziose possono rivelarsi un salasso per la nostra bolletta. Si chiamano in questo modo proprio perché non ce ne accorgiamo: la gocciolina di acqua cade in maniera costante eppure non ci insospettisce, fino a quando non notiamo un aumento sulla bolletta. Da evitare, tuttavia, in ogni modo, sono i ristagni. Ma come è possibile farlo?

In caso di infiltrazioni di acqua, queste devono essere controllate da un idraulico. Le infiltrazioni possono essere dovute a una moltitudine di fattori: per esempio, le tubazioni condominiali. L’idraulico saprà in ogni caso individuare la causa dell’infiltrazione e del ristagno di acqua.

Se abitate in un condominio, dovete valutare di eseguire la manutenzione mensile alle tubazioni. È importante, poiché i ristagni causano numerosi problemi di salute; per esempio, la formazione di muffa o la proliferazione di batteri. A questo punto è importante capire come prevenire queste situazioni e soprattutto chi dobbiamo chiamare.

Evitare ristagni e danni alla casa: come fare?

Se temete che ci sia un ristagno in corso e avete notato dei problemi negli ultimi tempi, vi invitiamo a non aspettare, ma a prenotare un appuntamento con l’idraulico. Nel caso in cui ci sia un problema molto grave, è possibile richiedere invece il pronto intervento; in questo caso l’idraulico arriverà il prima possibile nella vostra abitazione.

Per capire come chiamare un idraulico, possiamo prendere a esempio il sito Idraulico-Rimini.com. Se abitate a Rimini, vi basterà digitare sui motori di ricerca la figura professionale che vi occorre e inserire anche il luogo, in modo tale da trovarlo immediatamente.

A tal proposito, è bene sempre informarsi sull’idraulico da chiamare. Possiamo ovviamente chiedere ai nostri amici, oppure ai parenti, ma è indubbio che, ad ogni modo, dovremo rivolgerci a un professionista del settore per evitare problemi. Come vi abbiamo suggerito prima, è anche possibile cercare delle informazioni su internet, oppure guardare dei siti per capire come lavorano i professionisti.

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Non so voi, ma sia che abbia avuto un raffreddore o la febbre o un semplice stanchezza, mia madre mi ha sempre ripetuto: “prendi le vitamine”. Ho sempre sottovalutato queste vitamine, pensando che fosse una frase fatta, una di quelle affermazioni che le persone sparano senza conoscere se siano vere o false. Ma dicono tutti così. Eppure, ahimè, mia madre aveva ragione. Le vitamine sono composti organici liposolubili e nutrienti essenziali che il nostro organismo produce in quantità limitate ed ha bisogno per cui di una integrazione per vie esterne. L’alimentazione è il modo primario per poter integrare vitamine nel nostro corpo. Ne sono ricchi gli alimenti di origine vegetale più di quelli animali. Un’eventuale alternativa alla supplementazione vitaminica tramite la dieta, sono i così detti integratoti alimentari, sotto forma di polveri, compresse o in forma liquida, fruibili sia in tutte le farmacie e le farmacie online come Farmacie Marconi, che in alcuni supermercati tra i più forniti.

Vitamine B

Le vitamine del gruppo B (dalla B1 alla B12) svolgono un ruolo fondamentale in molte attività funzionali del nostro organismo. Intervengono a livello del metabolismo cellulare, convertendo i carboidrati e glucosio, fonte di energia primaria per il nostro corpo, così da fornirla ai normali processi metabolici fisiologici come il metabolismo di lipidi e proteine. Costituiscono, inoltre, una funzione essenziale al corretto funzionamento del sistema nervoso, al tono muscolare dell’apparato gastrointestinale, a cute, capelli, bocca e occhi. Troviamo la vitamina B in un vasto gruppo di alimenti tra cui patate, ortaggi freschi, noci, tonno, banane e tanti altri. Una carenza di vitamina B si manifesta con sintomi molto chiari che includono secchezza della pelle, mancanza d’appetito, insonnia, stitichezza e acne. Ciò si può verificare sia in condizioni di dieta errata o per lo meno povera in nutrienti ricchi in vitamine; di un alto consumo di caffè, zucchero o alcolici; inoltre, lo stress può essere causa di una mancato assorbimento.

Vitamina E

Esistono otto tipi di vitamina E: 

  • i tocotrienoli (α, β, γ e δ); 
  • i tocoferoli (α, β, γ e δ). 

Il tocoferolo è un nutriente vitaminico fondamentale e vitale per l’uomo e potete antiossidante. La vitamina E inoltre, sembra regolare l’attività enzimatica di lipossigenasi e cicloossigenasi, enzimi coinvolti nella sintesi dei prostanoidi, molecole mediatrici dell’aggregazione piastrinica. Gli alimenti più ricchi in tocoferolo sono per lo più vegetali tra cui frutta, olio di canapa, olio di germe di grano ed olio d’oliva. È difficile sviluppare una carenza di questa vitamina, poiché esistono grandi quantità di riserve nel fegato, ma nel caso le cause possono essere malassorbimento o abetalipoproteinemia, rara malattia metabolica. Chi può svilupparla è, ad esempio, un neonato prematuro avendone scarsi depositi. In questo caso il bambino può sviluppare edema agli arti inferiori o anemia emolitica.

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Una volta nella vita, purtroppo è capitato a tutti di subire un infortunio. Oltre alla frustrazione del dolore provocato, nasce anche la difficoltà nel svolgere un’azione che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo, camminare. Tuttavia, la situazione può notevolmente migliorare grazie all’aiuto delle stampelle. Esistono molti tipi di stampelle, ed ognuno di noi può scegliere quello più adatto alle sue esigenze e preferenze.

Tipologia e caratteristiche delle stampelle

Nel corso degli anni la tecnologia ha fatto passi da gigante anche in campo ortopedico, e le stampelle, se pur possono sembrare la più banale delle creazioni in campo medico, non sono da meno. Esistono molti tipi di stampelle, citiamo le famose ‘’canadesi’’ e ‘’ascellari’’ e introduciamo le nuove e per questo meno conosciute ‘’stampelle pieghevoli’’.

Le stampelle canadesi, sono le più comuni in commercio, ovvero le classiche stampelle provviste di un’impugnatura che avvolge l’avanbraccio, e un’impugnatura sottostante per la mano sulla quale scaricare il peso e poter far presa. Nelle meno economiche, ogni impugnatura è provvista di relativi cuscinetti al fine di evitare abrasioni ed escoriazioni dovute allo sfregamento se se ne fa un uso prolungato.

Le stampelle ascellari sono meno utilizzate, l’impugnatura caratteristica consiste in un supporto da inserire sotto l’ascella, generalmente costituito in spugna, inoltre è presente un’impugnatura per la mano al fine di migliorare la presa e garantire la distribuzione del peso.

Le stampelle pieghevoli sono invece un’innovazione, si presentano come le canadesi ma hanno la possibilità di piegarsi in dei segmenti e diventare cosi compatte e comodamente riponibili in zaini o borse.

La stampella tripode, è provvista di tre piedi grazie ai quali ha un’ottima superficie d’appoggio. L’impugnatura è molto simile alla stampella canadese

Tutte le stampelle sopracitate sono regolabili in altezza, provviste di un piedino in gomma che distribuisce meglio il peso durante la deambulazione e realizzate con materiali resistenti che permettono di avere un solido sostegno al peso corporeo.

Come regolare la stampella

La stampella, qualunque essa sia, è consigliabile farla regolare dal fisioterapista, qualora questo non fosse possibile, ecco una breve guida che in termini semplice potrà aiutarvi.

Ogni stampella è provvista di fori, che corrispondono all’altezza alla quale regoleremo l’impugnatura più alta. A seconda del modello di stampella scelto, possiamo trovare diversi ‘’fermi’’ ovvero dei piccoli componenti metallici o in plastica che hanno l’utilità di bloccare la stampella all’altezza desiderata.

  • Trovare il fermo lungo i fori della stampella
  • Regolare l’altezza con la propria statura in modo tale che l’impugnatura sia più comoda possibile, se necessario farsi aiutare da qualcuno
  • Reinserire il fermo nel foro corrispondente all’altezza desiderata.

Quale scegliere?

La scelta della stampella giusta è molto importante per non creare ulteriori complicanze e disagi nella deambulazione, per fortuna la tipologia di stampelle in commercio, copre le più varie necessità.

La canadese rappresenta la scelta di chi vuole andare sul sicuro, una stampella solida, comoda e disponibile in vari colori.

La stampella ascellare rappresenta l’alternativa alla canadese, anch’essa solida.

La stampella pieghevole invece rappresenta la stampella adatta a chi non si ferma nemmeno davanti ad un infortunio o con difficoltà nella deambulazione. Grazie a questo tipo di stampella è possibile infatti andare in moto, o guidare la macchina senza alcun tipo di ingombro. Adatta anche per chi, durante una passeggiata, decide di utilizzare una sola stampella e riporre l’altra nello zaino.

La stampella tripode invece rappresenta una sicurezza per le patologie neurologiche, in quanto alla velocità, preferisce la sicurezza e la stabilità. Ha un peso considerevole rispetto agli altri tipi di stampella, proprio per garantire le due caratteristiche che la rendono unica. Indicata per gli anziani.

Per le persone anziane inoltre, sono state inventati dei bastoni pieghevoli provvisti di accessori unici per garantire sicurezza e stabilità, parliamo del ‘’magic cane’’, ovvero un piedino provvisto di tre cuscinetti in grado di aumentare la superficie d’appoggio, e un particolare manico ergonomico provvisto di una luce a led, particolarmente utile per le ore notturne.

· Prezzi

Il prezzo medio di una canadese si aggira intorno ai 15.00 euro.

Il prezzo medio di una stampella ascellare è intorno ai 20 euro

Il prezzo medio di una stampella pieghevole è a partire dai 13 euro

Il prezzo di un bastone da passeggio pieghevole si colloca tra i 20 ed i 30 euro
 

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Pensiamo di avere problemi di emorroidi interne o esterne? Come possiamo distinguerle e agire di conseguenza? Vediamo di fare chiarezza sul disturbo emorroidario e di ridurre il disagio.

Emorroidi e malattia emorroidaria: conosciamo da vicino un disturbo diffuso

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare, naturalmente localizzati nella parte finale del retto. I cuscinetti emorroidari svolgono un importante ruolo nel mantenimento della continenza di feci e gas intestinali. Non solo: le emorroidi proteggono lo sfintere anale al passaggio delle feci durante l’evacuazione.

In condizioni normali non ci accorgiamo della presenza di questi cuscinetti vascolari ma, in particolari circostanze, le emorroidi possono infiammarsi e gonfiarsi, dando luogo ai sintomi della malattia emorroidaria.

Emorroidi interne ed emorroidi esterne: quale differenza?

Abbiamo problemi di emorroidi interne o esterne? Vediamo come distinguere queste due situazioni, per rimediare in maniera mirata.

Le emorroidi possono essere situate all’interno del retto (emorroidi interne), o sotto la cute intorno all’ano (emorroidi esterne). Perciò avremo:

· Emorroidi interne. Sono localizzate all’interno del retto e in genere non causano particolare disagio. Tutta via un eventuale sforzo durante l’evacuazione può provocare sanguinamento e scivolamento delle emorroidi verso l’esterno (emorroidi sporgenti o prolasso del plesso emorroidario). La conseguenza è la possibile insorgenza di irritazione e dolore.

 

  • Emorroidi esterne. Si trovano sotto la pelle che circonda l’ano. Quando sono irritate possono causare prurito o sanguinamento. Non è esclusa la formazione di un coagulo di sangue (trombo) con conseguenti gonfiore, infiammazione e dolore.

Come possiamo agire in caso di malattia emorroidaria?

Ecco tre utili accorgimenti per ridurre dolore, gonfiore e prurito, evitandone la ricomparsa:

· Dieta equilibrata. Prediligiamo il consumo di ortaggi e frutta di stagione, che contribuiranno a mantenere regolare il transito intestinale, grazie al loro alto contenuto di fibre. Evitiamo, invece, il “cibo spazzatura” che può contribuire a peggiorare l’infiammazione locale.

 

  • Beviamo acqua. Sarà importante bere molta acqua, almeno 1, 5 litri al giorno. In questo modo agevoleremo il naturale transito intestinale, ammorbidendo le feci e facilitandone l’espulsione. Rinunciamo, invece, a bibite gassate e bevande alcoliche, dall’azione irritativa.

 

  • Stile di vita regolare. Ricordiamo che la malattia emorroidaria può essere legata a una alterazione della circolazione. Eccessiva permanenza sul WC, sedentarietà e fumo sono alcuni tra i fattori predisponenti. Stare troppo tempo seduti potrebbe rallentare il flusso sanguigno, aggravando il gonfiore. L’abuso di nicotina, inoltre, può causare problemi a livello cardiovascolare, peggiorando il quadro clinico.

Queste indicazioni non sostituiscono il rapporto medico paziente. Per informazioni mirate circa eventuali problemi di emorroidi, rivolgiamoci ad uno specialista.

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Sempre più uomini dopo i 40 anni hanno problemi di erezione.

Le cause sono molteplici; una su tutte una vita sempre più stressante e stili di vita sempre meno sani. Dove la vita sedentaria viene preferita all’attività sportiva e il cibo spazzatura viene preferito al cibo sano e di qualità.

Per anni gli scienziati hanno cercato di risolvere questo problema. Il Cialis è probabilmente insieme al Viagra il medicinale più famoso contro la disfunzione erettile maschile.

La pillola fa effetto già 20/30 minuti dopo l’assunzione ed ha una durata di circa 36 ore. Bisogna tuttavia fare una precisazione importante: il Cialis, così come altri farmaci come il Viagra, non provoca l’erezione del pene senza alcuno stimolo sessuale. Questo vuol dire che se viene a mancare la componente fondamentale dell’eccitazione, il risultato finale dell’erezione non si otterrà comunque.

Il prezzo va dagli 11/12 euro a pillola per le confezioni più piccole, fino ad arrivare anche a poco più di 7 euro se si decide d’acquistare la scatola più grande da 40 pillole.

Se invece volete risparmiare, puoi acquistare il Cialis generico in farmacia senza ricetta a un prezzo decisamente inferiore. In questo caso si parla di circa 3 euro per la confezione più piccola da 10 pillole, fino ad arrivare anche a meno di 1,5 euro per la confezione da 180 pillole.

Per quanto riguarda invece gli effetti collaterali, possiamo dire che non sono stati dimostrati nessun tipo di effetto collaterale grave nei pazienti delle sperimentazioni. Ne esistono tuttavia molti di lieve entità come:

  • Mal di testa
  • Dolore alla schiena
  • Dispepsia (dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell'epigastrio)
  • Vertigini
  • Iperemia (aumento del flusso sanguigno in una determinata parte del corpo)
  • Mialgia (Sindrome dolorosa a carico di uno o più muscoli o gruppi muscolari)
  • Naso chiuso

Queste considerazioni valgono ovviamente nel caso di soggetti in buona saluta senza nessun tipo di allergia.

Diverse persone infatti presentano particolari condizioni che li rendono impossibilitati ad assumere questo farmaco. Vediamoli insieme:

  • Persone con un’alta sensibilità al Tadalafil (nome scientifico del Cialis) o altri componenti del farmaco: ovviamente qualunque persona abbia un’allergia al medicinale non potrà usufruirne
  • Soggetti con malattie cardiovascolari. Se ad esempio si è sofferto di un infarto del miocardio negli ultimi 90 giorni non è possibile usufruire della pillola.
  • Soggetti colpiti da Cardiopatia di 2° grado negli ultimi 6 mesi
  • Soggetti che hanno disturbi incontrollati del ritmo cardiaco
  • Presenza di ipotensione arteriosa o ipertensione arteriosa
  • Soggetti colpiti da Ictus negli ultimi 6 mesi
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