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Va scelto un determinato periodo?

In molti negli ultimi anni si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica vari. Si tratta di rimedi efficaci per risolvere un problema che in alcuni casi è prettamente estetico, in altri è anche funzionale. Il che vuol dire che potrebbero verificarsi situazioni in cui un determinato organo o un tessuto abbia delle alterazioni importanti. Si capisce evidentemente che va fatta molta attenzione e bisogna monitorare con attenzione il paziente che vuole sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. E soprattutto ci sono dei periodi dell'anno in cui sarebbe bene evitare un certo tipo di operazione così come altri dove la ripresa potrebbe essere senza dubbio più veloce. Non si tratta di un falso mito o di una credenza popolare, ma di un dato effettivo: va scelto con attenzione il periodo in cui ci si intende sottoporre ad un intervento. Chiaramente va precisato che in caso di condizioni di salute particolari non va assolutamente preso in considerazione il periodo dell'anno ma è bene muoversi d'urgenza.

Alcuni esempi pratici

Per andare nel concreto si potrebbe parlare di qualche esempio. Infatti la rinoplastica è un intervento assai diffuso e prevede una modifica della conformazione del naso. Questa però andrebbe evitata soprattutto nella stagione dei pollini e delle allergie primaverili in quanto la rinite, i pruriti e la sensazione di malessere potrebbero essere assai diffuse. Così come la liposuzione che preferibilmente andrebbe fatta in autunno o inverno in quanto subito dopo l'operazione bisogna indossare una guaina elastica. Fino ad arrivare alla mastoplastica additiva: in tal caso meglio evitare di fare l'intervento a ridosso della stagione estiva in quanto bisogna aspettare un bel po' per poter prendere il sole. Stesso dicasi per il lifting al collo o al viso in quanto non bisogna prendere il sole dopo l'intervento così da non peggiorare eventuali cicatrici. Va comunque sottolineato un aspetto cruciale, ovvero che solo affidandosi ad un medico esperto come il dottor Enrico Fruttero di Torino si può avere una consulenza dettagliata e scegliere sempre il periodo giusto.

Esiste un periodo ideale per un intervento?

Per coloro che vogliono capire quale sia, in sintesi, il periodo migliore per potersi sottoporre ad un intervento di chirurgia plastica è bene sapere che è quello non eccessivamente caldo. L'autunno e l'inverno infatti permettono di avere una ripresa in tempi più rapidi, evitando maggiormente la presenza di gonfiore ed edema che potrebbe dare origine ad una serie di fastidi non di poco conto. L'autunno può essere senza alcun dubbio la scelta migliore dato che non c'è caldo e soprattutto ancora non vi è un'aria troppo umida. Il clima fresco e gradevole non può che evitare il gonfiore fisiologico post-intervento chirurgico. Oltre a dover sottolineare che il sole per gran parte delle operazioni non è certo un buon alleato visto che determina secchezza della pelle e quindi potrebbe rallentare i tempi di rimarginazione di ferite e cicatrici.

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Come molti sapranno, la Toscana detiene un interessante primato per quanto riguarda gli stabilimenti termali presenti nel suo territorio. In queste bellissime terre baciate dal sole, infatti, sono presenti il maggior numero di sorgenti termali per singola regione. Ciò vuol dire che se siete alla ricerca di una vacanza di relax e benessere, ma anche semplicemente di un weekend diverso dal solito, qui troverete ad accogliervi tantissime strutture ideali per un soggiorno difficile da dimenticare. Con tutti questi stabilimenti potrebbe essere però difficile scegliere la giusta destinazione. Scopriamo allora insieme i bagni termali migliori in Toscana e le loro caratteristiche principali.

Se tra le vostre mete c’è Siena, qui in provincia è possibile trovare alcune delle migliori terme di tutta la regione. Tra queste, impossibile dimenticare i Bagni San Filippo. Ci troviamo nella frazione di San Quirico D’Orcia. Qui, immersi nella natura, i Bagni San Filippo offrono una zona termale completamente gratuita con delle incredibili vasche naturali all’interno delle quali la temperatura dell’acqua arriva fino a 50 gradi. Particolarità introvabile altrove è la bellissima “balena bianca” che solo ai Bagni San Filippo potrete ammirare. Si tratta di un grande masso bianco che si getta nel torrente ed ha la conformazione di questo grande cetaceo. Oltre ad essere estremamente calda, l’acqua di questi bagni è inoltre ricchissima di calcio, un minerale fondamentale per la salute del nostro organismo.

Estremamente curative per l’apparato respiratorio, i dolori reumatici ed i problemi della pelle sono poi le acque termali delle terme di Montepulciano, altra zona tra le migliori in Toscana per chi è alla ricerca di location di benessere al top. In questa zona gli stabilimenti termali hanno fatto proprio il concetto di benessere a 360 gradi offrendo ai propri ospiti, oltre alla possibilità di immergersi in queste acque curative, trattamenti rigeneranti per creare una nuova armonia tra corpo e spirito.

Se avete sempre sentito parlare di Chianciano Terme ma finora non avete ancora avuto modo di visitare questa zona, il consiglio è quello di scegliere questa meta per la vostra prossima vacanza all’insegna del benessere. Oltre alle tantissime strutture ricettive che offrono quotidianamente servizi SPA che vedono protagonista l’acqua termale che sgorga in queste zone, vi suggeriamo di perdervi nella bellezza del Parco Termale Acqua Santa e Fucoli con terme sensoriali totalmente immerse nel verde. Questa zona viene annoverata tra i bagni termali migliori in Toscana poiché le sue acque offrono incredibili benefici a tutti coloro che soffrono di patologie epatiche e problemi gastrointestinali. Un motivo in più per scegliere la Toscana e pensare al proprio benessere psicofisico.

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In un mondo in cui la tecnologia tende a limitare l’attività fisica svolta quotidianamente da ciascun individuo, è molto importante che coloro che desiderano essere in forma si sforzino di trovare momenti nei quali dedicarsi al movimento, poiché secondo almeno quanto riportato dalle numerose ricerche che sono state condotte nel campo, sport e allenamento costituiscono la fonte primaria di benessere per ogni individuo.

Giocare a pallone con gli amici, nuotare sotto il caldo sole estivo, inoltrarsi per sentieri boschivi, sono tutte attività che contribuiscono alla salute generale delle persone che vi si dedicano; ma se davvero ci si vuole prendere cura del proprio benessere quotidiano, allora risulta di fondamentale importanza anche un corretto regime alimentare.

Diffidate da chi promette diete facili e veloci

Il corpo umano è la più complessa macchina biologica che abbia mai preso vita sulla Terra; ogni minuziosa parte che lo compone svolge dei compiti specifici che, coadiuvandosi con le attività poste in essere da parte degli altri microorganismi, consente a tutto il corpo di espletare la propria esistenza. Di conseguenza, il corpo umano vive secondo dei particolari ritmi che in scienza prendono il nome di ritmo circadiano, uno schema operativo che tiene conto dell’alternarsi di giorno e notte per consentire al corpo umano di trarre maggior beneficio possibile dalla realtà circostante.

Appare chiaro quindi che, qualsiasi tipologia di dieta sia seguita con l’obbiettivo di trasformare il proprio aspetto nel più breve tempo possibile, rischia di minare profondamente l’equilibrio psico-fisico sul quale si regge il corpo stesso; la dieta è importante è benefica nel momento in cui questa viene adattata specificamente alle esigenze di un particolare individuo, affinché sia possibile tenere in considerazione tutte le particolarità del caso e propendere così verso regimi alimentari che, anziché mettere a repentaglio la salute della persone, possano risultare di massima efficacia nel promuoverne il benessere generale – vedi ad esempio Fitvia recensioni.

È una questione di coscienza

Corpo e mente sono intimamente legati in un crogiolo di sensi ed emozioni che non è possibile discernere, pena l’impossibilità di comprendere lo stesso essere umano. Chiunque sia interessato a prendersi cura della propria salute, dovrebbe pertanto anzitutto sforzarsi di lavorare sui propri stati d’animo, poiché a ben vedere sono proprio questi i principali responsabili del successo di qualsiasi tipologia di dieta.

È inutile ad esempio intraprendere una dieta se ancora non si è davvero pronti e non ha si ha intenzione di combattere le voglie di dolciumi che riempiono le giornate a causa del particolare periodo di vita, così come è senza senso rispettare un regime alimentare restrittivo se ogni volta che ci si attiene si ha il senso di sentirsi irrealizzati. È tutta una questione di coscienza, sicché soltanto allineando i bisogni fisici con quelli emotivi, è possibile davvero lavorare quotidianamente a supporto del proprio benessere: il consiglio pertanto è quello di dedicarsi a particolari generi di dieta, soltanto dopo averli messi in relazione con i rispettivi bisogni fisici ed avere la certezza che il proprio animo sia ben disposto a intraprendere un nuovo stile di vita.

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Radicali Liberi: Cosa sono e Come Influenzano il Corpo – Mr. Loto

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Radicali Liberi

Negli ultimi anni si è parlato molto dei radicali liberi e della loro influenza sull’organismo umano. È opinione diffusa che questi composti siano responsabili dei cambiamenti dovuti all’età, come ad esempio le rughe ed i capelli bianchi. Ma non solo. Si ritiene anche che tali sostanze siano le principali imputate nell’insorgere di diverse gravi malattie come i tumori e le patologie legate al cuore.

Ma cosa sono precisamente i radicali liberi? Per capirlo bisognerebbe avere una base di conoscenze chimiche che non tutti hanno. Vediamo quindi di spiegarlo con parole semplici evitando di addentrarci nei meandri dei complessi discorsi scientifici.

Cosa Sono 

I radicali liberi sono un sottoprodotto del metabolismo umano. In particolar modo possiamo affermare che sono degli atomi instabili. Gli atomi sono circondati da elettroni che orbitano attorno al nucleo del’atomo. Un insieme di atomi forma una molecola. Quando il numero di elettroni che orbita attorno all’atomo è completo si parla di molecola stabile.

Nei radicali liberi invece il numero di elettroni è spaiato e quindi resta un elettrone disponibile. Questa mancanza fa si che gli atomi instabili tendano a reagire molto velocemente con le altre molecole. Questa reazione è dovuta al tentativo di compensare il numero degli elettroni presenti nel loro involucro esterno. Legandosi ad altre molecole, gli atomi instabili rubano elettroni alle altre molecole per compensare la loro mancanza. In questo modo però provocano un danno che dà origine allo stress ossidativo.

Riassumendo, quando le molecole di ossigeno si dividono in atomi che hanno elettroni spaiati, diventano radicali liberi. Questi quindi cercano altri atomi o molecole a cui legarsi per compensare la mancanza di un elettrone. Se questo meccanismo non viene bloccato in qualche modo, ha inizio un processo che prende il nome di stress ossidativo. Lo stress ossidativo può danneggiare seriamente le cellule del corpo con gravi conseguenze sulla salute.

Radicali liberi, cosa sono e come influenzano il corpo

Come i Radicali Liberi Danneggiano l’Organismo Umano

Secondo la teoria del 1956 sviluppata da Denham Harman, i radicali liberi che si accumulano nel corso degli anni annientano le cellule del corpo. I danni maggiori si verificherebbero nei confronti del DNA e dei mitocondri, dei piccoli organelli in grado di svolgere molteplici funzioni. Tra queste le più importanti solo la produzione di energia e la respirazione cellulare.

Quando il nostro organismo è in salute funziona regolarmente. Vi è uno stato di equilibrio tra la produzione di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dell’organismo.

Quando il corpo comincia ad invecchiare viene meno la sua capacità di combattere gli effetti nocivi di questi composti. Il risultato è una maggiore quantità di radicali liberi e quindi un maggior danno cellulare.

Vi sono studi e teorie che collegano lo stress ossidativo a diverse patologie:

  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie degenerative come il Morbo di Parkinson
  • Patologie del sistema nervoso come l’Alzheimer
  • Patologie degli occhi come la cataratta
  • Disturbi autoimmuni ed infiammatori come i tumori e l’artrite reumatoide
  • Diabete

Oltre a queste patologie, i radicali liberi sono i responsabili dei vari cambiamenti estetici legati all’avanzare dell’età. Ne sono un esempio le rughe, la perdita dei capelli, la diminuzione dell’elasticità della pelle, i capelli bianchi etc. Alcuni studi invece hanno dimostrato la relazione che intercorre tra i radicali liberi e la durata della vita.

Radicali liberi, cosa sono e come influenzano il corpo

Fattori che Incrementano la Produzione di Radicali Liberi

Come scritto in precedenza i radicali liberi sono prodotti normalmente dal nostro organismo attraverso il processo metabolico. Vi sono però alcuni fattori, legati allo stile di vita, che possono incrementare la loro produzione:

  • Fumo
  • Alcol
  • Alimenti fritti
  • Carne alla griglia bruciacchiata
  • Esposizione a sostanze tossiche (radiazioni, inquinamento, pesticidi etc)
  • Stress
  • Esposizione prolungata al sole

Questi fattori sono spesso associati all’insorgenza dei tumori o delle malattie cardiovascolari.

Antiossidanti

Gli antiossidanti, come dice la parola stessa, sono molecole che proteggono altre molecole dallo stress ossidativo. Questi composti lavorano quindi per contrastare gli effetti nocivi dei radicali liberi. In pratica, questi composti cedono un elettrone ai radicali liberi riducendo così la loro pericolosità.

La cosa interessante è che gli antiossidanti possono cedere un elettrone senza diventare instabili loro stessi.

Malgrado questo, la questione sull’efficacia o meno degli antiossidanti è ancora abbastanza controversa. Alcuni studi sostengono che gli antiossidanti non portano nessun beneficio nei confronti dello stress ossidativo. Altri invece ne sostengono l’efficacia. Quel che è certo è che ad oggi non vi è ancora nulla di ufficiale in merito.

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Il Potere Antiossidante degli Alimenti

È stata stabilita una unità di misura per misurare la capacità antiossidante di un alimento. Tale unità di misura prende il nome di ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity). In italiano sta per capacita di assorbimento dei radicali dell’ossigeno.

Si ritiene che gli antiossidanti presenti naturalmente in diverse qualità di cibi, siano in grado di contrastare gli effetti nocivi dei radicali liberi.

Qui di seguito una tabella che riporta gli alimenti con il maggior potere antiossidante. Il valore è riferito a 100 grammi di prodotto.

Tabella Orac

Alimento Valore Orac

Alla luce di quanto scritto in questo articolo si deduce che una sana alimentazione può influire positivamente sulla salute e sulla durata della vita. Fino a quando il nostro corpo è ancora giovane riesce a contrastare efficacemente gli effetti nocivi dei radicali liberi. Un equilibrio tra i radicali liberi e gli antiossidanti è necessario per una corretta funzione fisiologica.

Con l’avanzare dell’età però, il corpo ed il sistema immunitario sono sempre meno reattivi nei confronti degli attacchi degli agenti patogeni. Per questo motivo si consiglia vivamente di evitare tutti quei cibi che possono aumentare la quantità di sostanze tossiche nel nostro organismo. Dal lato opposto è invece auspicabile l’introduzione permanente nella propria dieta di alimenti con un alto potere antiossidante. Frutta e verdura cruda non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta quotidiana.

Disclaimer:

Questa non è una testata medica. le informazioni fornite da questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di altri operatori sanitari abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi su www.mr-loto.it devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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Fonte: Radicali Liberi: Cosa sono e Come Influenzano il Corpo – Mr. Loto

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Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

Il pesce è un alimento che non deve mancare sulle nostre tavole: è infatti povero di grassi e ricco di proteine e  Omega 3 ma, nonostante sia uno dei cibi più amati, non sempre è facile acquistarlo e capire se quello che troviamo in pescheria sia un prodotto fresco e genuino oppure no. A norma di legge il pesce è fresco fino a massimo 3 giorni dal momento della pesca, se viene conservato in condizioni favorevoli: un pesce appena pescato e tenuto ad alte temperature, per esempio, deperirà entro poche ore. Scopriamo allora come capire se il pesce è fresco con delle semplici regole per un acquisto consapevole e senza rischi per la salute.

Come capire se il pesce è fresco: le regole generali da conoscere per un acquisto sicuro.

Per riconoscere la freschezza del pesce che stiamo per acquistare ci sono dei segnali importanto da valutare, sia di tipo olfattivo che visivo: fondamentale è l’odore ma è molto importante anche osservare gli occhi, le branchie, le consistenza, la pelle, tutti elementi che possono aiutarci a capire se quello che stiamo acquistando è pesce fresco o andato a male. Ecco nello specifico ciò che c’è da sapere.

L’odore è il primo elemento da valutare.

L’odore è la prima cosa che bisogna valutare per accertarsi della freschezza del pesce, deve infatti profumare di mare e di salsedine: se invece sentite odore di marcio evitate di acquistarlo. Nonostante sembri facile però, non tutti hanno un naso esperto per capire quando, ad esempio, il pesce viene coperto con l’ammoniaca, che viene utilizzata per disinfettare il pesce ritardandone la putrefazione. Per questo è fondamentale riconoscere anche altri segnali visivi per capire se il nostro acquisto è sicuro.

Il corpo deve essere lucido e il suo colore brillante.

Il pesce fresco deve essere lucido e brillante, ricoperto da un muco cutaneo che lo rende luminoso e scivoloso al tatto. Nel pesce non fresco o decongelato, invece, la pelle risulta opaca. Quando acquistate il pesce azzurro, come alici, acciughe, guardate anche la pancia: in queste specie, infatti, le interiora si decompongono più velocemente e ciò causa un rigonfiamento, segno che il pesce non è fresco.

Il colore del pesce deve essere brillante e ricco di sfumature, rese più evidenti dalla luce, che riprendono i colori dell’arcobaleno. Non fidatevi dunque se il colore del pesce è monocromatico e se la pelle è opaca.

L’occhio deve essere vivo.

Gli occhi del pesce fresco, pur non essendo il massimo dell’espressività, devono essere vividi e ancora gonfi, o comunque sporgenti, con la pupilla nera. Se l’occhio è spento, grigio e incavato, allora è meglio non acquistarlo: valutate questi elementi anche per capire se il pesce è decongelato, anche in questo caso, infatti, gi occhi saranno opachi e concavi. Si tratta di pochi elementi da valutare ma che vi permetteranno di fare l’acquisto giusto, senza rischi per la salute.

Il corpo deve essere rigido e le branchie di un rosso acceso.

Anche il tatto è importante: toccare il pesce è un altro elemento importante per valutarne la freschezza. Il corpo del pesce dovrà essere rigido: il rigor mortis nei pesci, infatti, si rilascia più velocemente che nei mammiferi, per questo un pesce, subito dopo pescato ha già il corpo rigido. E se invece il corpo è floscio? Vuol dire che il pesce è lì da un po’ di giorni e quindi è meglio non acquistarlo.

Le branchie devono essere di un rosso acceso e umide: per valutare la freschezza del pesce apritele e, se trovate delle gocce di sangue, ancora meglio, significa che non ha avuto il tempo di coagularsi e che quindi è fresco. Le squame, invece, devono essere aderenti al corpo. Se il colore è marroncino o rosso scuro, vuol dire che il pesce è stato pescato già da alcuni giorni.

Consigli e trucchi per riconoscere il pesce fresco non solo in pescheria.

Scopriamo ora alcuni trucchi e consigli utili per capire quando il pesce è fresco, non solo quando lo acquistiamo in pescheria o al mercato, ma anche quando lo cuciniamo o dobbiamo mangiarlo al ristorante.

  • Anche a casa possiamo capire se il pesce è fresco: ve ne accorgerete soprattutto nel momento dell’eviscerazione: se le interiora sono liquefatte e l’odore è sgradevole, vuol dire che il pesce non è fresco. Se non volete eviscerarlo voi, fatelo fare al momento dell’acquisto, ma chiedete di poter guardare mentre svolge l’operazione, ne avete tutto il diritto.
  • Come riconoscerlo nel banco dei surgelati?: anche in questo caso valgono le regole dei banchi della pescheria. Di solito però nei supermercati troviamo in vendita pesci d’allevamento e, in questo caso, fate attenzione alla provenienza: quelli italiani sono più magri perchè sottoposti a regole più rigide, vengono infatti nutriti con mangimi a basso contenuto di grassi e antibiotici. preferite poi quelli allevati in mare, in quanto hanno più spazio per nuotare e si alimentano in modo più naturale.
  • Al ristorante chiedete di vedere il pesce che cucineranno: oltre a valutare l’odore, gli occhi e le branchie, valutate se i peschi che vi presentano sono quasi uguali per dimensione e peso, ciò significa infatti che si tratta di pesci di allevamento. Valutate poi anche il sapore, il pesce non dovrà essere secco e stopposo ma nemmeno troppo ricco di condimento: in questo caso può essere utilizzato per camuffare un pesce surgelato presentanto come fresco.
  • Imparate la differenza tra quello fresco e decongelato: il pesce decongelato ha l’aspetto simile al pesce non fresco, quindi ha tutte le caratteristiche negative di cui abbiamo parlato, tra cui corpo non rigido, occhi opachi, ecc…Da non demonizzare invece il pesce surgelato in quanto tutto dipende dalla qualità: molti ristoranti famosi infatti utilizzano, soprattutto gamberi, poli e seppie e ciò ne assicura una maggiore freschezza, in quanto si tratta perlopiù di prodotti pescati in mari lontani che altrimenti non arriverebbero freschi a destinazione.

Fonte: Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

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Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

Durante le vacanze estive capita spesso di esagerare a tavola: aperitivi, grigliate, cene, spuntini calorici a base di gelati, dolci, pizzette, e si ritorna a casa con qualche chilo in più. Niente paura, vi basterà seguire una dieta del rientro per tornare in forma in poco tempo e perdere quel gonfiore che vi fa sentire come un palloncino: si tratta di semplici regole da seguire, per sentirvi di nuovo leggeri e in forma e disintossicare il corpo dalle tossine in eccesso.

Dieta del rientro: i consigli utili per recuperare la linea dopo le vacanze.

In vacanza si sa, tutto è concesso: pranzi, cene, sputini a base di cibi grassi o ricchi di zuccheri che mettono a dura prova la linea. Una volta tornati in città è importante riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e ritornare a darsi delle regole, anche a tavola, per eliminare i chili di troppo e depurare l’organismo. Non si tratta di fare grandi rinunce, ma basterà seguire dei consigli utili per ritrovare le buone abitudini con una dieta equilibrata e del sano movimento fisico.

1. Fissate obiettivi raggiungibili per perdere peso in modo graduale e duraturo.

Per perdere peso in modo graduale e duraturo fissatevi degli obiettivi raggiugibili: non più di 1 chilo a settimana, ad esempio. Evitate quindi le diete drastiche o quelle che promettono un dimagrimento veloce perché il risultato durerà poco e rimetterete in breve tempo tutti i chili persi. Seguire una dieta sana e disintossicante vi farà sgonfiare già dalla prima settimana in quanto comincerete a perdere i liquidi in eccesso.

2. Risvegliate il metabolismo fin dal mattino e concedetevi una ricca e sana colazione.

Già dal risveglio è importante mettere in moto il metabolismo: prendete un cucchiaino di olio extra vergine di oliva appena svegli e a digiuno, disintossicherete l’organismo favorendo anche le funzioni intestinali. In alternativa bevete un bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone. Dopo concedetevi una sana e ricca colazione a base di cereali integrali, latte o yogurt, un frutto oppure 2 fette biscottate integrali con un po’ di marmellata e un succo di frutta senza zucchero, o una bicchiere di latte vegetale (di soia, riso o avena).

3. Spezzate la fame con dei sani sputini.

Tra i pasti principali concedetevi sempre sputino e merenda ma non scegliete pizzette o dolci, ma preferite cibi sani e con alto potere saziante come una manciata di mandorle, che aiutano anche la concentrazione, una banana o della frutta di stagione, yogurt, barrette di cereali integrali. Potete concedervi un gelato, a patto che sia alla frutta!

4. A pranzo e a cena moderate la quantità di carboidrati e riducete il condimento.

A pranzo e a cena limitate la quantità di carboidrati e moderate l’uso del condimento: usate al massimo due o tre cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno. Per condire le verdure e l’insalata preferite l’aceto e il succo di limone, limitate poi l’uso di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e sostituitelo con le spezie e le erbe aromatiche. Per favorire la perdita di peso in modo sano e graduale, a pranzo consumate un piatto di pasta o di riso, meglio se integrali per aumentare il senso di sazietà, con verdure fresche. Per la cena preferite il consumo di carne bianca o pesce per assicurarvi il giusto apporto di proteine magre e grassi buoni, accompagnati da un contorno di insalata mista o verdure fresche, oppure formaggi magri da concedersi un paio di volte a settimana sempre abbinati a verdure crude o cotte, meglio se al vapore.

5. Tisane rilassanti per riposare bene e drenare i liquidi in eccesso.

Dopo cena concedetevi una tisana preferendo quelle a base di finocchio e liquirizia per favorire la digestione e drenare i liquidi in eccesso, oppure scegliete quella alla malva per favorire il giusto riposo. Cercate di dormire dalle 6 alle 8 ore a notte, andate a letto sempre alla stessa ora e svegliatevi presto al mattino, ciò sarà utile per recuperare i ritmi della vita di tutti i giorni e ritrovare la forma.

6. Concedetevi qualche strappo alla regola per favorire il buonumore.

Ogni tanto però è importante concedersi qualche strappo alla regola che fa anche bene all’umore, ad esempio due pasti liberi a settimana, magari nel week end, per sentirvi meno costretti e più sereni, senza però compromettere la dieta. Come comportarsi invece se ricevete un invito a cena durante la dieta? In questi casi scegliete cibi leggeri e mangiate un terzo in meno delle porzioni che consumate abitualmente.

7. Riducete il consumo di alcol e caffè e bevete tanta acqua per disintossicare l’organismo.

Almeno per un paio di settimane dopo le vacanze riducete il consumo di alcol e caffè, così da disintossicherete l’organismo dalle tossine in eccesso e sgonfiare la pancia. Cercate poi di eliminare del tutto le bevande gassate, ricche di zuccheri, in questo modo potrete raddoppiare la perdita di peso, seguendo un’alimentanzione sana e bilanciata. Idratate l’organismo bevendo almeno 1,5 litri di acqua al giorno, da integrare anche con tè verde o succo di pompelmo rosa senza zucchero.

8. Svolgete regolare attività fisica.

Fare movimento è un altro tassello fondamentale per ritornare in forma dopo le vacanze. Se non volete ancora ritornare in palestra, fate una passeggiata a passo svelto per almeno 40 minuti o, se siete allenati, una leggera corsetta, in questo modo vi sentirete da subito più leggeri e scattanti. Una volta riprese le abituali attività sportive, svolgetele con regolarità, almeno 3 volte a settimana così da fortificare i muscoli e ritrovare la forma in poco tempo.

Fonte: Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

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Tisana allo zenzero: le ricette per dimagrire e stare in forma

Oggi parliamo di una spezia preziosissima fondamentale per preparare la tisana allo zenzero: è il ginger che solo negli ultimi anni sta ricevendo un doveroso riconoscimento delle sue proprietà benefiche che svolge sul nostro organismo. Può essere assunto sottoforma di sciroppo, compresse, decotto, grattugiato fresco. Ma quello che vi presentiamo oggi invece è una buona tisana a base di zenzero che, con l’aggiunta di miele e limone, aiuta a dimagrire e restare in forma.

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TISANA ALLO ZENZERO PROPRIETA’

Le proprietà dello zenzero non si limitano solo come aiuto a perdere peso e bruciare i grassi. Anzi! Lo zenzero è una delle spezie con più proprietà benefiche per il nostro organismo. Innanzitutto è un potente digestivo: particolarmente indicato per favorire il processo digestivo, per contrastare acidità di stomaco accompagnata anche con nausea o vomito, gonfiore addominale. Lo zenzero si presenta con un alimento tonico-energizzante che stimola l’organismo e ritrova la sua naturale energia. Se assunto prima della stagione autunnale ed invernale, lo zenzero aiuta a contrastare i tipici sintomi da raffreddamento come influenza e raffreddore. Allo stesso tempo supporta e rafforza le difese immunitarie per una maggiore protezione. Lo zenzero inoltre può essere impiegato come antinfiammatorio naturale in caso di dolori di natura articolare.

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Mal di schiena da sforzo o da postura: in entrambi i casi si può intervenire senza usare gli antidolorifici ma usufruendo ciò che madre natura ci offre! Vediamo tutti i rimedi uno per uno.

TISANA ALLO ZENZERO PER DIMAGRIRE

La tisana allo zenzero con limone e miele è molto indicata per chi vuole dimagrire e perdere qualche chilo di troppo in modo naturale. Grazie alle sue proprietà lo zenzero può aiutare in questa mission. Agisce direttamente sul metabolismo, accelerandolo. In questo modo il nostro corpo comincia a bruciare più grassi e favorisce la perdita di peso. Inoltre, un’altra particolarità che classifica la tisana allo zenzero come un valido aiuto per dimagrire è che provoca un senso di sazietà limitando il senso di fame.

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TISANA ALLO ZENZERO QUANDO BERLA

Per godere a pieno delle proprietà benefiche e dimagranti della tisana allo zenzero, è necessario assumerla tutti i giorni almeno per il primo mese. Di mattina, prima di iniziare la giornata, o di sera, prima di andare a dormire, una buona tisana non deve mancare. Solo così si possono ottenere dei risultati visibili e un benessere immediato dell’intero organismo. Per favorire la digestione invece, è necessario assumere la tisana allo zenzero dopo i pasti principali.

Tisana, decotto, infuso, macerato e cataplasma: le differenze
Conosciamo le differenze tra le varie preparazioni per capire come e quando utilizzarle per il nostro benessere. Decotto, infuso e macerato sono diversi tipi di tisane, mentre il cataplasma è una medicazione topica.

TISANA ALLO ZENZERO RICETTA

Preparare una tisana allo zenzero in casa non richiede molto tempo. Con tanta buona volontà e ingredienti accuratamente selezionati può venire fuori un infuso allo zenzero davvero appetitoso. La ricetta per preparare la tisana allo zenzero è questa:
500 ml di acqua
10 fettine di zenzero senza buccia
succo di mezzo limone
miele per dolcificare
Come fare la tisana allo zenzero: scaldare l’acqua in un pentolino fino a quando non raggiunge il bollore. A questo punto aggiungere le fettine di zenzero perfettamente sbucciate e lasciate bollire ancora per alcuni minuti. Spegnere il fuoco e far riposare l’infuso per circa un quarto d’ora. Filtrare la tisana, aggiungere il succo di limone e dolcificare a piacere prima di berla.

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Fonte: Tisana allo zenzero: le ricette per dimagrire e stare in forma

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Data la relazione intrinseca della fragranza con il nostro senso dell'olfatto, potrebbe sembrare strano persino contemplare l'acquisto di una bottiglia di eau de toilette senza prima annusare. Ma allo stesso modo in cui ora compriamo vestiti senza provarli, un numero sempre maggiore di utenti acquista i profumi online senza averli mai provati. Grazie alla creazione loghi e marchi aziendali, la vendita sul web di profumi è sempre più intensa.

Ed è facile capire perché: c'è una miriade di fantastiche offerte per risparmiare denaro da fare online e acquistare da un sito web è sia veloce che conveniente. Inoltre, se vivi a chilometri dal più vicino grande magazzino o farmacia, acquistare la tua fragranza online potrebbe essere la tua unica opzione.

Iniziare una ricerca

La maggior parre delle persone oggi ricerca un prodotto online prima di acquistarlo. E l'acquisto di una fragranza non è diverso dall'acquisto di una TV con schermo al plasma o di un set di mazze da golf: è semplicemente il caso di armarsi di quante più informazioni possibili prima di fare clic sul pulsante "Acquista ora". Per questo forse creare landing page è diventato fondamentale per gli e-commerce che sponsorizzano e vendono profumi.

Come per qualsiasi cosa tu possa acquistare online, vale sempre la pena di verificare cosa dicono le persone reali sul tuo potenziale acquisto. Ci sono alcuni grandi blog e siti web di fragranze che offrono recensioni oneste. Un prezzo elevato non significa necessariamente che la fragranza sarà buona; e non tutte le fragranze poco costose sono cattive.

Importanza di nome e colore della boccettina

Il nome è spesso utile per identificare il carattere di una fragranza. Parole come 'intenso', 'estremo', 'buio', 'notte', 'passione', 'fraiche' e 'acqua' trasmettono tutti un senso dell'umore e dell'intensità di un profumo.

Fragranze come Boss Bottled Night, Nuit d'Issey e Bvlgari Man Black, ad esempio, saranno ricche e calde e sono progettate per essere sfoggiate per la sera, mentre Versace Man Eau Fraîche e Davidoff Cool Water sono leggere, fresche e migliori adatto per il giorno.

I profumi con notte o nero nel titolo (in alto) sono probabilmente ricchi e caldi, mentre quelli con acqua o fraiche (in basso) sono in genere freschi e leggeri

Non sarai sempre in grado di raccogliere la natura di una fragranza dal suo nome, quindi, quando non ci riesci, vale la pena dare un'occhiata più da vicino alla sua confezione.

L'industria pubblicitaria ha usato il colore come indicazione di prodotti per decenni – ed è lo stesso nel mondo della fragranza. Le confezioni di fragranze non riflettono sempre ciò che è contenuto nella bottiglia, ma ci sono occasioni in cui la confezione allude alla natura della fragranza all'interno

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Olio di cocco: tutti gli usi e benefici nella cosmesi

Olio vegetale ottenuto dalla polpa essiccata della noce di cocco (Cocus nocifera), l’ olio di cocco è un ottimo alleato per la bellezza quotidiana di pelle e capelli grazie alle sue proprietà emollienti e nutritive.
OLIO DI COCCO PROPRIETA’
È ricco di antiossidanti, sostanze nutritive e grassi e contiene una grande proporzione di acido laurico; si presta come olio in cucina e per la frittura ed è uno degli ingredienti principali per i curry del sud-est asiatico. L’olio di cocco si trova nelle erboristerie, online o nei negozi specializzati in cosmesi naturale; meglio scegliere quello vergine, puro al 100%, magari proveniente da agricoltura biologica.
OLIO DI COCCO FA MALE ?
L’olio di cocco può anche essere utilizzato in cucina come condimento o per la preparazione di particolari ricette. Inoltre è largamente presente in prodotti da forno e pasticceria ed è molto apprezzato nella cucina vegana. Tuttavia è bene fare attenzione: se da una parte questo olio alimentare viene esaltato per le proprietà benefiche che porterebbe al nostro organismo (regola il peso corporeo, è antibatterico, riduce grassi e colesterolo cattivo), dall’altra va tenuto presente che l’olio di cocco ha il più alto contenuto di grassi saturi nel regno vegetale, anche più dello strutto. Per questo, molte organizzazioni sanitarie, tra cui l’OMS, ne sconsigliano l’assunzione nella dieta in grandi quantitativi. Meglio quindi evitarlo come condimento quotidiano, preferendo il nostrano olio extravergine, e limitarne l’uso nelle quantità.

OLIO DI COCCO PER CAPELLI E LA BELLEZZA
Senza dubbi invece l’olio di cocco può essere utilizzato per la cosmesi quotidiana. In particolare, rappresenta un ingrediente ottimo per la cura dei capelli secchi e sfibrati: li rende lucidi e forti, li protegge dagli agenti esterni e risulta efficace anche per contrastare la forfora. Oltre ad essere naturalmente emolliente, l’olio di cocco è infatti una ricca fonte di vitamina E, che stimola anche la crescita dei capelli. Infine, la presenza di acido laurico e acido caprico conferiscono all’olio proprietà antimicrobiche efficaci contro la perdita dei capelli. Non a caso, esistono in commercio numerosi creme per capelli e balsami a base di olio di cocco. Se però lo avete acquistato puro, potete utilizzarlo in modo davvero semplice: per prima cosa diluitelo con poche gocce di acqua oppure, se lo avete acquistato in forma solida, scioglietelo riscaldandolo a bagnomaria. Massaggiatelo direttamente sul cuoio capelluto e poi su tutta la lunghezza dei capelli, dalla radice alle punte. Ovviamente, se avete intenzione di idratare unicamente le punte, distribuite l’olio di cocco soltanto su questa parte della chioma. Lasciate in posa qualche ora per far sì che i capelli assorbano tutte le proprietà nutritive dell’olio di cocco, magari coprendo la chioma con una cuffia da doccia o con un asciugamano. Aspettata al massimo 6 ore, poi risciacquate e fate il normale shampoo. In alternativa alla maschera, potete usare l’olio di cocco al posto del balsamo, dopo lo shampoo, distribuendolo sulle punte e lasciandolo in posa qualche minuto.

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PER IL VISO: MASCHERA E STRUCCANTE
Per il viso, l’olio di cocco ha un effetto idratante e antinvecchiamento ed è consigliato per il trattamento di dermatiti, eczemi e acne. La presenza di vitamina A e vitamina C inoltre garantisce all’olio di cocco la capacità di donare elasticità e nutrimenti benefico alla pelle. L’olio di cocco puro può essere utilizzato come struccante delicato: basterà versarne su una spugnetta inumidita, di quelle lavabili, da passare poi su tutto il viso per rimuovere il trucco. Funziona però anche come detergente e crema idratante. Dopo aver lavato il viso, potete ad esempio applicare qualche goccia di olio di cocco sul volto per idratare il contorno occhi, oppure su altre zone aride del viso massaggiando delicatamente.

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PER IL CORPO
Potete provare ad utilizzare l’olio di cocco per idratare il vostro corpo soprattutto se avete pelle arida e secca, sostituendo questo prodotto, in forma liquida o solida, alla crema corpo abituale. Potete provare ad applicarlo dopo la doccia: vi regalerà una pelle davvero morbida. In particolare, applicatene sulle gambe circa 30 ml, massaggiando fino a completo assorbimento, e 15 ml per le braccia. Fate attenzione perché impiega fino a 15 minuti per il completo assorbimento: evitate di vestirvi quindi subito dopo aver messo l’olio di cocco altrimenti rischierete di macchiare gli abiti. Inoltre, con l’olio di cocco potete realizzare alcuni scrub, ad esempio versando in una tazza un cucchiaio di farina d’avena e alcune gocce di olio di cocco: mescolate per ottenere una crema omogenea da spalmare sul corpo bagnato. Massaggiate per qualche minuto e poi risciacquate. In alternativa, aggiungete a 2 tazze di zucchero bianco 10 cucchiai di olio di cocco, la buccia grattugiata di un lime e il suo succo. Infine, è da ricordare che secondo alcune ricerche l’olio di cocco aiuta a bloccare i raggi UV: per questo è ottimo per offrire in estate una protezione naturale alla pelle.

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9 piante medicinali da raccogliere nel mese di marzo

Le piante medicinali sono i progenitori della farmacopea moderna. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) le piante medicinali contengono sostanze come oli, resine e latici che vengono utilizzate a scopi terapeutici.

A questo proposito le piante medicinali vengono anche chiamate “officinali” in quanto il loro utilizzo veniva svolto nelle officine farmaceutiche, le antiche spezierie dei monaci.

Le parti utilizzate dagli antichi speziali erano le radici, i fiori, bulbi, i semi, la corteccia e le foglie.

Sono proprio i principi attivi contenuti nelle piante come le essenze, gli alcaloidi, le saponine e i glucosidi ad agire nel nostro organismo curandolo. Ogni pianta ha il suo ciclo biologico e per poter estrarre il massimo della sua potenzialità medicinale va raccolta nel così detto “tempo balsamico” che coincide con il pieno della maturazione della parte utilizzata.

IL TEMPO BALSAMICO DELLE PIANTE MEDICINALI

Per la raccolta delle piante medicinali si deve tener conto di qualche accorgimento di base: andare in aperta campagna ed evitare le zone urbanizzate. Scegliere terreni dove non ci siamo state colture intensive assicura il minor apporto di pesticidi e inquinanti. Scegliere per ogni pianta il suo momento balsamico.

Video guida: le piante selvatiche di marzo
Ecco la video guida alla scoperta e al riconoscimento delle erbe selvatiche commestibili del mese di marzo! Guarda il video!

COME RACCOGLIERE LE PIANTE MEDICINALI

Raccogliere le piante in luna calante e mai in luna piena. Inoltre la raccolta va effettuata con giornate serene e luminose. Fiori, frutti, foglie, scorze, fusti vanno raccolti al mattino, quando la rugiada è definitivamente evaporata al sole, mentre le radici oi bulbi si raccolgono nel tardo pomeriggio prima del tramonto. Seguendo il tempo balsamico delle piante si può anche seguire delle regole generali che ci aiutano nella raccolta ad esempio: le gemme si raccolgono a fine inverno; le foglie sono pronte quando sono completamente aperte ma ancora giovani; i fiori invece si prendono quelli che non sono ancora completamente sbocciati; i semi invece si raccolgono quelli completamente maturi che stanno cadendo da soli dalla pianta; la corteccia è pronta in primavera; le radici si raccolgono quando hanno finito il ciclo vegetativo prima dell’inverno.

Keeper bio: per tappeti erbosi, prevenire e curare malattie
A base di Pseudomonas Fluorescens, Streptomyces Griseus. Ideale sul tappeto erboso per prevenire o curare malattie dovute a Fusarium (chiazze sparse), Pythium (chiazze scure), Rhizoctonia (chiazze giallastre).

PIANTE MEDICINALI ELENCO

Asparago (asparagus officinalis) si raccolgono le radici
Biancospino (Crataegus oxyacantha) si raccolgono i corimbi
Gramigna dei Medici (Agropyrum repens) si raccoglie il rizoma
Fragola (Fragaria vesca) si raccoglie foglie, rizoma e frutti
Piantaggine lunga (plantago lanceolata) si raccolgono le foglie
Rosmarino (Rosmarinus officinalis L.) si raccolgono le foglie e i rametti interi
Farfara (Tussillago farfara) a primavera si raccolgono i fiori
Ortica (Urtica dioica) si raccolgono le foglie
Verbena (Verbena officinalis) si raccolgono le radici prima della fioritura

PIANTE MEDICINALI SCHEDE

ASPARAGO (asparagus officinalis)

piante medicinali asparago
Da non confondere con i getti velenosissimi del Tamaro (Dioscorea communis). Della famiglia delle liliacee si trova spontaneo nelle nostre campagne.
La raccolta (tempo balsamico)
La raccolta si effettua sia in primavera che in autunno utilizzando prevalentemente le radici, ricordando di effettuare la raccolta nelle ore serali.
Le proprieta’ officinali dell’asparago
Le proprietà dell’asparago sono diuretiche, depurative e dimagranti. E’ indicato contro itterizia, reumatismi e ingorghi alla milza. L’Attività diuretica è legata soprattutto ai polimeri e oligomeri del fruttosio presenti soprattutto nelle radici. Grazie alla presenza dei flavonoidi e dei saponosidi steroidici si limita il rischio di calcoli renali e vescicali.
Controindicazioni
Non utilizzare in caso di renella, acidi urici e nefrite.
Usi medicinali
Come diuretico: fare un decotto con: 30 gr di radice di asparago, 20gr di saponaria, 20 gr di foglie di frassino, 20 gr di foglie di spirea, 10 gr di ribes nero. Eseguire il decotto e metterne un cucchiaio per tazza . Sorbire 2 tazze al giorno.
Contro reumatismi: 2 cucchiai di radice di asparago sminuzzata su mezzo litro d’acqua far bollire 5 minuti e far riposare altri 10. Filtrare e bere prima dei pasti.

BIANCOSPINO (Crataegus oxyacantha)

piante medicinali biancospino
Della famiglia delle rosacee si trova dalla pianura fino ai 1600 metri sul livello del mare. Il biancospino è ina delle piante medicinali più apprezzate grazie al suo effetto benefico sul cuore. Bacche e fiori migliorano sensibilmente il flusso cardiaco.
La raccolta (tempo balsamico)
Si effettua in primavera la raccolta dei corimbi (infiorescenze) al mattino, in luna calante. La raccolta delle infiorescenze va fatta quando i fiori non sono completamente aperti. Farli essiccare all’ombra in un posto areato. Conservare in una busta di carta in un luogo asciutto.
Le proprietà officinali del biancospino
Le proprietà del biancospino sono sedative, ipotensive, antidiarroiche, rimineralizzanti. Grazie alle alte dosi di procianidine di cui è satura è un forte antiossidante e regolatore della circolazione sanguigna.
Controindicazioni
Sono possibili alterazioni se si usano anche altri farmaci. Consultare il medico o un erborista prima di assumere il biancospino specialmente per i problemi legati all’ipertensione
Usi medicinali
Contro insonnia, vertigini, vampate di calore e dolori mestruali: preparare dell’acqua bollente dove mettere 1 cucchiaino di fiori di biancospino. Berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti.
Contro eccitazione e le palpitazioni: preparare un litro di acqua bollente dove mettere 2 cucchiaini di fiori di biancospino, uno di borragine, uno di melissa, uno di menta, uno di passiflora, mezzo di ruta, uno di lavanda. Lasciare macerare per mezza ora e filtrare il tutto. Sorbirne due tazze al giorno lontano dai pasti.
Contro la pressione alta: 200 ml di acqua scaldarli in un pentolino smaltato. Spegnere quando bolle l’acqua e aggiungere i fiori di biancospino lasciando in infusione per dieci minuti. Filtrare e bere 3 volte al dì.

GRAMIGNA DEI MEDICI (Agropyrum repens)

Piante medicinali gramigna
Della famiglia delle graminacee è una delle piante più tenaci che abbiamo nelle nostre campagne.
La raccolta (tempo balsamico)
Si raccoglie il rizoma nelle ore serali dei giorni in luna calante.
Le proprietà officinali della gramigna
Diuretiche, antisettiche , depurative, antiinfiammatorie e rinfrescanti.
Usi medicinali
Contro la ritenzione idrica: in 250 ml bollire 1 cucchiaio di radici di gramigna per circa un minuto. Lasciar riposare per circa 10 minuti e filtrare. Berne 2 tazze al giorno.
Contro catarro: a fuoco lento cuocere per 5 minuti 2 cucchiai di gramigna, uno di betulla , uno di parietaria, uno di orzo mondo. Lasciare macerare per mezz’ora e filtrare. Sorbirne 2 tazze al giorno.

FRAGOLA (Fragaria vesca)

piante medicinali fragola Fragaria vesca
Della famiglia delle Rosaceae è una specie comune in tutto il nostro territorio, in luoghi freschi e nei boschi, arrivando fino a 1900 metri al livello del mare.
La raccolta (tempo balsamico)
La raccolta si estende da marzo fino ad agosto. Si raccolgono i frutti, il rizoma e le foglie giovani.
Le proprietà officinali della fragola
La fragola si distingue per le proprietà diuretiche, astringenti, depurative, antinfiammatorie e antitumorali.
Controindicazioni
Attenzione a chi soffre di allergie, le fragole non sono assolutamente adatte.
Usi medicinali
Contro l’inappetenza, ritenzione idrica, l’ipertensione e l’anemia: usare un cucchiaio tra foglie e rizomi di fragola mettendoli in acqua bollente coprendo il pentolino per 10 minuti. Filtrare e bere prima dei pasti. Contro la stitichezza: vanno mangiate fregole fresche a digiuno per circa 15 giorni.
Contro screpolature e infiammazioni alla pelle: fare un cataplasma con foglie e rizomi pestandoli in un mortaio e tenerlo sulla parte malata, ripetendo la cosa più volte al giorno.

PIANTAGGINE LUNGA (plantago lanceolata)

Piante medicinali piantaggine plantago
E’ una erba perenne molto diffusa sia in pianura che in montagna tanto che arriva fino ai 200 metri di altezza. La si scorge sui campi, negli stradelli di campagna, sui ruderi e nei prati.
La raccolta (tempo balsamico)
Si effettua in primavera fino alla fioritura che avviene in giugno, si raccoglie sia le foglie e i semi. Il tempo balsamico per le foglie è la primavera invece l’estate per i semi.
Le proprietà officinali della piantaggine
La plantago ha un’azione cicatrizzante, antinfiammatoria, rinfrescante, diuretiche e astringenti. Le mucillaggini, il tannino e la pectina sono sedativi per la tosse. Contro l’orticaria invece si utilizza la tintura madre.
Usi medicinali
Contro la diarrea: bollire 2 cucchiaini di piantaggine in un litro di acqua bollente lasciare macerare per 20 minuti e poi filtrare. Sorbire 3 tazze al giorno.
Contro la stitichezza: un cucchiaino di piantaggine in una tazza di acqua va fatto bollire per 10 minuti. Filtrare e bere la sera prima di andare a letto.
Contro ulcere, punture di insetto: poggiare una foglia di piantaggine sulla parte malata, cambiare più volte al giorno.

ROSMARINO (Rosmarinus officinalis L.)

Piante medicinali rosmarino
Arbusto sempreverde aromatico, fiorisce da aprile a settembre. E’ una pianta mediterranea che preferisce terreni calcarei e rocciose.
La raccolta (tempo balsamico)
Il tempo balsamico del rosmarino è tutto l’anno. Si raccolgono le foglie e i rametti giovani.
Le proprietà officinali del rosmarino
I principi attivi del rosmarino sono l’olio essenziale con borneolo, la colina, i tannini il pirene. Stimolante, cardiotonico, antisettico per i polmoni e sudoriferi.
Usi medicinali
Contro i dolori: far bollire 2 bicchieri di olio con 2 rametti di rosmarino per mezz’ora e lascir macerare per 5 giorni. Filtrare l’olio da utilizzare come massaggio dopo il bagno.
Contro la bronchite e il raffreddore: respirare l’odore delle foglie di rosmarino riscaldate su una piastra facendo attenzione a non farlo bruciare
Contro l’inappetenza e le digestioni difficili: far bollire un 250 ml di acqua e aggiungerci 2 cucchiai di foglie di rosmarino facendo bollire per un minuto. Filtrare e bere prima del pasto.

FARFARA (Tussillago farfara)

piante medicinali farfara

E’ una erba perenne con rizoma, si alza fino a 30 centimetri con fusti ricoperti di piccole foglie a forma di squame le foglie basali. Il rizoma strisciante può raggiungere i due metri di lunghezza. Il capolino che appara già da febbraio è composto da fiori bianchi con il centro giallo. E’ una pianta diffusa in tutta Europa arrivando fino al Mar Caspio. Si trova mei campi, sui sentieri, nei terreni incolti, nei fossi, sulle rive dei fiumi.
La raccolta (tempo balsamico)
I tempi balsamici per la raccolta dei fiori sono febbraio- marzo – aprile mentre per le foglie tra marzo e giugno.
Le proprietà officinali della farfara
Nelle foglie della farfara c’è un’alta concentrazione di glucoside amaro, mentre il resto della pianta presenta tannini, olio essenziale e mucillaggine. Il sapore è amarognolo. Le proprietà sono tossifughe, astringenti, emollienti e lenitive. Ha una azione mucolitica e sedativa per la tosse.
Controindicazioni
Deve essere usata con molta attenzione perché contiene alcaloidi epatotossici cancerogeni per l’uomo.
Usi medicinali
Contro la tosse: viene usato in parti uguali di 2 cucchiai di farfara, tasso, barbasso, papavero, altea, malva e viola mammola in una tazza di acqua bollente. Lasciare macerare per qualche minuto, filtrare e bere. Sempre contro la tosse e il catarro: un cucchiaio di foglie di farfara tritate in 250ml di acqua bollente. Far riposare 20 minuti, dopo filtrare e dolcificare, berne due tazze al giorno.
Contro bronchiti e tosse: fare suffumigi con 20 grammi dei fiori essiccati di farfare e lasciare bollire per 3 minuti, filtrare e inspirare con un asciugamano in testa i vapori per una decina di minuti.

ORTICA  (Urtica dioica)

ortica piante medicinali
Pianta annuale dai fiori che si presentano tra maggio e novembre è dotata sia sulle foglie che nel fusto di peli urticanti. E’ una pianta medicinale popolare molto conosciuta e utilizzata in tutta la nostra Penisola. Molto diffusa nel nostro territorio lungo le siepi, nei margini dei boschi, vicino ai ruderi, si riscontra fino a 2300 metri sul livello del mare.
La raccolta (tempo balsamico)
Il tempo balsamico dell’ortica si diffonde tutto l’anno per le foglie mentre per le radici e per il rizoma il tempo balsamico si concentra in autunno. I principi attivi sono istamina, flavonoidi, cumarine, carotene, vitamina C e vitamina K che sono un rimedio ideale contro le emorragie, tannini, potassio, calcio, ferro, manganese, silicio. Per questi ultimi elementi è consigliata per la depurazione urinaria e l’eliminazione delle scorie del sangue L’azione officinale è astringente, antidiabetica, depurativa, diuretica, galattogoga.
Le proprietà officinali dell’ortica
Tra le piante medicinali è quella dal sapore leggermente salato. Ha proprietà dietetiche, depurative, antinfiammatorie e normalizzanti per il cuoio capelluto.

Usi medicinali
Per aumentare il latte materno: bollire per 10 minuti in un litro di acqua una manciata di foglie fresche di ortica raccolte usando i guanti oppur e6 cucchiai di foglie essiccate. Lasciare riposare per 10 minuti, Filtrare e bere due volte al giorno lontano dai pasti.
Contro le infiammazioni e le emorroidi: 3 chili di foglie di ortica pulite e lavate messe in una pentola senza acqua farle cuocere per un minuto. Farle raffreddare e con un tovagliolo strizzare fuori il succo che va raccolto in un recipiente. Aggiungere miele per il peso del succo, creare uno sciroppo da bere 3 volte al giorno in bicchierini.
Contro i calcoli renali: far bollire su un litro di acqua una abbondante manciata di punte di ortica per 15 minuti. Quindi si filtra e si beve durante la giornata.
Contro i reumatismi: in una tazza di acqua bollente mettere 3 cucchiaini di ortica e far riposare per 10 minuti. Filtrare e dolcificare. Berne tre tazze al giorno lontano dai pasti.

VERBENA (Verbena officinalis L.)

piante medicinali Verbena
Pianta perenne dai fiori rosa e violetti che si presentano da maggio a agosto. E’ una pianta cosmopolita, molto comune si trova sui margini delle strade e nei territori incolti. Si trova nei prati e nella bassa montagna. Usata nella medicina tradizionale è tra le piante medicinali ritenute ricostituenti il sistema nervoso e quello digerente.
La raccolta (tempo balsamico)
Si raccoglie tutta la pianta ma soprattutto le parti fiorite. Il tempo balsamico è in primavera. I principi attivi sono tannini, acido silicico, mucillagine. Il sapore è piccante. Una volta raccolte le sommità fiorite si appendono in un luogo al riparo dal sole e ben areato. Una volta ultimata l’essiccazione si ripongono in sacchetti di carta lontano dall’umidità.
Le proprietà officinali della verbena
Si utilizza come emolliente, diuretico, sedativo, digestivo, galattagoghe. I fiori stimolano l’appetito e aiutano la digestione, vengono utilizzati anche per stimolare la diuresi e per alleviare i dolori reumatici.
Usi medicinali
Contro febbre e calcoli al fegato: bollire in mezzo litro di acqua 2 cucchiai di foglie di verbena per 3 minuti. Far macerare per tutta la notte, filtrare e bere una tazzina a digiuno e una la sera prima di andare a letto.
Per la diuresi: mettere 20 grammi di fiori in un litro di acqua bollente e lasciare in infusione per 5 minuti, quindi filtrare e bere durante la giornata.
Per depurare il fegato: lasciare in infusione 2 cucchiaini di fiori in 200 ml di acqua per 5 minuti. Filtrare e bere un tazza a digiuno e il rimanente la sera prima di andare a dormire.
Contro l’ansia: mettere un cucchiaino di fiori di verbena in una tazza di acqua bollente. Far riposare per dieci minuti, filtrare, dolcificare e bere tre tazze al giorno.

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Fonti
Piante Spontanee alimentari. Fitoalimurgia del basso Veneto tra storia, cucina e tradizioni. Di Maria Clara Zuin, Maria Teresa Vigolo e Giuseppe Zanin. Edagricole
Erbe vitali di casa nostra. Di Fiorella Turolli. Edizioni Mursia
Piante Medicinali di uso popolare della Tradizione Toscana. Di Marina Clauser e Paolo Luzzi. Ed Museo di Storia Naturale Università di Firenze
Guarire con i Fiori. Di M. Piana e G. Grana’. Edizioni Piemme
Guarire con le erbe. Di Suor Bernardina. Edizioni Piemme
Sani e belli con le tisane. Di Romana Bosco edizioni Utility Book

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