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E’ davvero possibile aumentare le dimensioni del seno in maniera del tutto naturale senza l’aiuto dell’intervento chirurgico? Anche se potrebbe sembrare assurdo la risposta è sì. Le soluzioni, per avere un seno grande, sono tante. Quali sono?

Uno dei metodi per aumentare le dimensioni del seno sono i massaggi. Massaggiare il seno rappresenta un trucco molto utilizzato per accrescerne il volume. Bastano trenta minuti al giorno ed una buona dose di pazienza per ottenere il risultato tanto desiderato, anche in un mese.

Attraverso i massaggi la circolazione sanguigna aumenta portando una maggiore quantità di ormoni fitoestrogeni responsabili della crescita del seno. Con i massaggi aumenta anche la produzione di prolattina un altro ormone la cui azione è direttamente collegata alle dimensioni del seno.

Massaggi del seno: ecco come procedere

Il primo passo da fare è di strofinare le mani così da aumentarne l’energia ed il calore. Successivamente è possibile applicarle sui seni strofinando verso destra, sul seno di destra e verso sinistra sul seno sinistro. Un movimento semplice, ma da realizzare con la sufficiente energia per trecento volte.

E’ utile alternare, ogni quindici minuti, il massaggio con una pausa durante la quale sarà necessario strofinare le mani per aumentarne il calore e garantire l’energia necessaria.

L’alimentazione

Anche il cibo può rappresentare un metodo efficace per aumentare il seno. Un ruolo di fondamentale importanza quello dell’alimentazione visto che, molto spesso,uno dei motivi delle dimensioni insufficienti è la mancanza di estrogeni. Basta assumerne una dose sufficiente per risolvere il problema. Ma quali sono gli alimenti più ricchi di ormoni?

I semi di anice, i cibi a base di soia, il pollo, la frutta in generale, gli ortaggi, i semi di girasole e di lino rappresentano gli alimenti da consumare.

Ma sono i grassi sani a rappresentare un rimedio semplice per ottenere le forme desiderate. In questo caso  il burro di arachidi, l’olio di oliva, le noci, l’avocado e tutte le varianti di pesce, sono i cibi da consumare.

Naturalmente l’assunzione eccessiva di grassi può comportare anche ricadute tutt’altro che piacevoli sul corpo. Stare bene attenti ad evirare di ingrassare è quindi indispensabile. Ma se nemmeno l’alimentazione riesce a garantire i risultati sperati?

 SenoMax Gel: un seno più grande in poco tempo

Ottenere le dimensioni che hai sempre desiderato è possibile grazie ad una crema, del tutto naturale senza controindicazioni per la salute. Si tratta di SenoMax Gel, uno dei prodotti più utilizzati.

Gli ingredienti di SenoMax sono l’olio di germe di grano, un prodotto ricco di vitamina E, sostanza indispensabile per la rigenerazione della pelle. L’olio di germe di grano rende il seno  tonico stimolandone la crescita. L’estratto di liquirizia, invece, grazie a dei componenti simili agli estrogeni, agisce sulle dimensioni del seno mentre gli effetti antiossidanti renderanno la pelle liscia.

 

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Niente Ansia! A cura di Ilaria Sarmiento psicologo a Firenze

Ancora oggi le vittime di violenza sessuale percepiscono la condanna sociale se quello che hanno vissuto era inserito in un contesto non stereotipico dello stupro.

Lo psicologo scolastico può occuparsi anche di diffondere la corretta percezione di violenza sessuale ne parla Ilaria Sarmiento psicologo Firenze. Il modo in cui percepiamo e reagiamo a casi simili di violenza sessuale, è uno specchio importante del modo in cui concepiamo le relazioni, i comportamenti e le interazioni uomo-donna.

Nel 1997/98, l’Istat ha condotto la prima grande indagine sulla sicurezza dei cittadini. E’ emerso che 714.000 donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro nell’arco della vita, 185.000 quelle che lo hanno subito nei tre anni precedenti l’indagine. Di quest’ultimi solo l’1,3% dei tentati stupri e il 32% degli stupri è stato denunciato: sono 174.000 le donne che hanno subito un tentato stupro e 14.000 quelle che hanno subito uno stupro senza sporgere denuncia. Delle donne che hanno subito una violenza sessuale nel corso della vita, il 93,2% delle tentate violenze e l’82% degli stupri, non sono stati denunciati.

L’indagine Istat rivela come i casi di violenza sessuale “reali” siano ben lontani dal nostro stereotipo: solo il 22,6% delle tentate violenze sessuali e il 18% degli stupri è ad opera di estranei; solo il 20,9% dei tentati stupri e l’11,6% delle violenze sessuali avviene per strada.

La maggior parte degli stupri avviene nella propria casa o in quella di amici o conoscenti; la maggior parte degli stupratori sono amici, conoscenti, fidanzati, parenti o colleghi di lavoro.

Solo il 4% delle violenze sessuali da parte di conoscenti è stato denunciato.

Il vissuto di una donna stuprata non cambia mai. Non cambia la sensazione di incredulità, sporcizia, colpa, vergogna, umiliazione, rabbia, perdita di controllo e disperazione. Cambiano le leggi, di quando in quando timide, inesorabili, sbadate, incerte, crudeli, lascive. A volte giuste: cambiano le lenti che usiamo per guardare questo fenomeno ma, profondamente, non cambia il modo di percepirlo.

Se pensiamo ad uno stupro, ci appare l’immagine di una donna sola, uno sconosciuto in agguato, l’aggressione, la minaccia di un’arma, una lotta impari, estenuante. Fino al soccombere della vittima, il suo trauma, la sua identità violata.

Questo è il nostro stereotipo di stupro, quello che la letteratura americana ha definito il “rape myth” (es. M. Koss, 1982), il mito sullo stupro, il nostro prototipo di un caso di violenza carnale: l’esemplare perfetto.

Rabbrividiamo, proviamo disgusto, pietà, amarezza, invochiamo giustizia, leggi più severe.

Una donna si reca ad una festa con degli amici, nel corso della serata tutti consumano molti alcolici, balla con un amico, lo bacia, poi decide di lasciare la festa perché ha esagerato con l’alcol. Si fa accompagnare a casa, scopre di aver perso le chiavi, l’“amico” si offre di ospitarla. Lei accetta. Una volta a casa si distende sul letto, è esausta e stordita per l’esagerato consumo alcolico. Lui la bacia, lei ricambia. Lui si spinge oltre, lei lo respinge. Lui insiste, prosegue nel suo intento. Lei cerca di divincolarsi, stenta a comprendere ciò che sta succedendo. Vuole che tutto finisca, lo dice, ma lui non smette.

Rabbrividiamo? Proviamo disgusto? Pietà? Amarezza? Invochiamo giustizia? Leggi più severe? “Se l’è cercata”, forse lui non si è comportato nel migliore dei modi, ma lei doveva aspettarselo: non possiamo, in questo caso, parlare di “vero stupro”, al massimo è una situazione sfuggita al controllo delle parti, lui ha giocato il suo ruolo, lei ha permesso che la situazione degenerasse.

Ancor oggi, un processo per violenza sessuale è difficile, di esito incerto, ha tempi lunghissimi: è prevalentemente un reato senza testimoni.

Se non rispecchia lo stereotipo, la vittima stessa a volte non sa se definire "stupro" quello che ha vissuto e a livello sociale può non sentirsi sinceramente supportata.

E' importante quindi rendere consapevoli e scardinare gli stereotipi sociali dei ruoli di genere implicati nello specifico della violenza sessuale. "Miti" che  sono prevalentemente il pedaggio che dobbiamo pagare per un patrimonio culturale arcaico, che ci tramanda l’immagine di una donna su cui ricade la responsabilità di arginare l’inesorabile irruenza del maschio “predatore”.

All'interno del contesto scolastico lo psicologo può essere importante anche per questo, per aiutare a combattere gli stereotipi culturali.

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La mononucleosi, più comunemente conosciuta con l’espressione “malattia del bacio”, è una patologia infettiva causata dalla presenza nella saliva o, più in generale, nelle mucose, del virus Epstein-Barr. Contratta solitamente scambiandosi baci ma anche attraverso rapporti sessuali non protetti con un soggetto che, magari inconsapevolmente, è già affetto da questa malattia, la mononucleosi è comunque nella stragrande maggioranza dei casi facilmente curabile e non preoccupante. I suoi sintomi più comuni sono un senso di affaticamento generale, dolori alla gola e mal di testa e solo di rado è possibile un eventuale ingrossamento della milza che è bene affrontare in maniera tempestiva.

La mononucleosi non è una malattia pericolosa, salvo rari casi di particolari complicazioni, una tra le quali è la rottura della milza causata dalla splenomegalia, ovvero ingrossamento dell’organo interessato, che può essere provocata anche da attività fisica pesante o da traumi addominali, anche molto tempo dopo il contagio.

Nonostante il quadro sintomatologico,  esistono una serie di raccomandazioni per la prevenzione del disturbo ed alcuni rimedi per sconfiggerlo nel più breve tempo possibile. Cerchiamo di capire insieme quali sono.

Il primo passo per evitare il contagio sta ovviamente nella prevenzione. Per evitare che il virus intacchi il sistema immunitario è dunque necessario mantenere quest’ultimo sempre attivo e sano attraverso una sana alimentazione che comprenda notevoli quantità di frutta e verdura di stagione. In alcuni casi, soprattutto quando l’organismo è già in carenza di vitamine e minerali essenziali, il consiglio è quello di chiedere al proprio medico curante quale integratore da utilizzare ciclicamente possa essere opportuno assumere per reintegrare tali sostanze. La prevenzione, però, passa anche dall’evitare il contatto intimo con soggetti nei quali la mononucleosi sia già conclamata. Questo non significa, quindi, evitare solo baci o rapporti non protetti con una persona affetta da mononucleosi ma anche non utilizzare lo stesso spazzolino da denti, lo stesso bicchiere, le stesse stoviglie e, più in generale, tutti gli oggetti di uso strettamente personale che solitamente entrano in contatto per loro natura con le mucose.

Chi ha già contratto la mononucleosi non deve però temere eccessivamente. Attualmente esistono rimedi farmacologici e non per debellare in pochi giorni il disturbo. Il primo consiglio è quello di riposare tanto ed idratarsi il più possibile. A discrezione del medico curante potranno poi essere utilizzati rimedi farmacologici come l’impiego di analgesici, antifiammatori ed antipiretici in modo da velocizzare la guarigione e scongiurare eventuali recidive.

Fonte : InformaSalute

 

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Ci sono poche patologie che infastidiscono e fanno sentire a disagio esteticamente una donna come l'acne! La sensazione di non essere mai veramente in ordine nemmeno quando indossiamo tonnellate di makeup.

In caso di acne grave, quando i rimedi naturali non bastano, e le eruzioni cutanee sono importanti e prolungate, meglio consultare subito un dermatologo e correre al più presto ai ripari.

Un dermatologo competente potrà prescrivere una cura esterna a base di lozioni, creme e detergenti, una terapia orale a base di integratori o ancora degli esami del sangue specifici. Un bravo dermatologo vi darà anche dei consigli che riguardano “il buon senso”, consigli che ad alcuni potrebbero sembrare banali ma che per altri non lo sono.

Prima di tutto oltre a seguire attentamente la terapia prescritta, evitiamo di andare a tormentare l'acne andando a “spremere” un brufolo ogni volta che se ne forma uno. Questo creerebbe delle brutte cicatrici la cui rimozione si rivelerebbe anche più grave della cura dell'acne stessa.

Dopo di che prestiamo attenzione a tutti quei materiali ed oggetti che entrano in contatto con il nostro viso. L'acne è una malattia e come tale porta con se dei germi. Facciamo in modo che questi batteri non entrino in contatto con aree sane del viso andando a contaminarle.

Facciamo quindi attenzione alle federe dei guanciali ed agli asciugamani per il viso. Laviamoli con più frequenza magari utilizzando un detersivo igienizzante. Stesso discorso per quanto guarda i pennelli trucco. Laviamoli con più frequenza e magari per quanto riguarda l'applicazione del fondotinta, valutiamo la possibilità, finchè l'acne non sarà passata, di farla con le mani.

Una volta che l'acne sarà passata, prediamo in considerazione con l'aiuto del nostro dermatologo, il trattamento più efficace per la rimozione delle cicatrici. Può bastare un semplice siero alla bava di lumaca, la dermoabrasione oppure se le cicatrici sono importanti, il laser.

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Se ci pensiamo curiamo in maniera molto attenta, quasi maniacale la sicurezza e la salubrità dei luoghi in cui passiamo molto tempo. Chissà perchè però l'auto non è considerata come un “luogo” e per questo la sua cura passa sicuramente in secondo piano rispetto alla casa o all'ufficio. Un po' per noncuranza, un po' per negligenza spesso la sicurezza dell'auto viene curata poco, esponendoci a rischi a volte importanti.

Insieme alla carrozzeria di Udine Autronica vedremo come guidare sicuri ed in salute.

Partiamo dai freni che dovrebbero essere controllati almeno una volta all'anno in quanto elemento chiave della sicurezza alla guida. Affidiamoli al nostro autoriparatore di fiducia perchè controlli pastiglie, ganasce ma anche l'eventuale presenze di “gioco sul pedale” del freno. Freni efficienti possono fare la differenza in caso di frenata soprattutto se improvvisa. Vanno in appaiata con i freni, quando si tratta di arrestare repentinamente l'auto, gli pneumatici. Controlliamo il battistadra, valutiamo la possibilità di invertire le varie gomme. Quanto alla sostituzione in toto dei pneumatici essa, se le gomme sono di buona qualità, dovrebbe essere presa in considerazione ogni 40.000 – 50.000 kilometri.

Infine una volta all'anno, possibilmente in corrispondenza della primavera, sottoponiamo i filtri di radiatore e climatizzatore ad un intervento di pulizia e sostituzione filtri per evitare l'insorgenza di patologie respiratorie specie quelle connesse a pollini o impurità nell'aria.

Quando guidiamo per più di 2-3 ore valutiamo la possibilità di fare una pausa di almeno 10 minuti, per sgranchire un po' gli arti, idratarci a dovere e magari prendere un caffè qualora ci sentissimo poco svegli.

Facciamo anche attenzione quando ci fermiamo in Autogrill per pranzare. Evitiamo di eccedere con il cibo soprattutto quello ricco di zuccheri e carboidrati. Pensiamo sempre che i colpi di sonno capitano quando si guida a notte fonda ma anche i pranzo può troppo “soporifero” può farci risultare meno lucidi alla guida.

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In un mondo proiettato al futuro, ritornare al passato, riscoprendo vecchi materiali e lavorazioni si sta rivelando un modo per preservare il nostro martoriato mondo ed allo stesso modo, garantire prodotti più sani e confortevoli. Un esempio di questa tendenza come ci spiega Algo Natural negozio di abbigliamento biologico donna, uomo e bambino, è rappresentata dal ritorno alla canapa come tessuto per il vestiario.

La canapa, caratterizzata da una fibra cava, è un materiale capace di farci sentire caldi di inverno e freschi in estate. E’ caratterizzata da proprietà antifungine ed antibatteriche e svolge un eccellente lavoro di regolazione sull’umidità corporea, mantenendo il nostro corpo sempre asciutto. Inoltre è anche capace di schermare dai raggi infrarossi e UVA fino al 95%.

E’ un materiale estremamente resistente, risultato la più resistente all’usura tra le fibre naturali e tre volte più resistente rispetto al cotone.

La canapa risulterebbe anche un ottimo modo per diminuire la produzione di cotone, in quanto la coltivazione di questa pianta è probabilmente tra le più inquinanti al mondo. Vi basti pensare che se la coltivazione occupa il 3% dei terreni agricoli del pianeta, allo stesso tempo questo richiede il 25% dei pesticidi totali utilizzati sul nostro pianeta per l’agricoltura.

Questi pesticidi possono andare ad avvelenare le falde acquifere sotterranee, e poiché non colpiscono solo gli insetti vanno ad avvelenare anche noi umani.

Un’altra “ingombrante necessità” del cotone è quella idrica, poiché richiede il doppio dell’acqua necessaria alla coltivazione della canapa.

L’Italia era tra i principali produttori internazionali di canapa, ma oggi la sua produzione è quasi completamente scomparsa e non esistono attualmente incentivi per promuoverne la coltivazione.

Un vero peccato considerando che oltre agli enormi pregi e benefici di cui abbiamo parlato sopra, la canapa viene considerata veramente “il maiale verde” in quanto di questa pianta davvero non si butta via nulla.

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La prova costume rappresenta il cruccio di quasi tutte le donne e  l’arrivo dell’estate porta con sé anche il desiderio di apparire smaglianti in costume da bagno.

Ma come fare ad essere preparate?

Verso la fine di maggio le riviste si rimpieno di articoli che propongono diete “last minute” ed in tv siamo bombardati da pubblicità che presentano prodotti miracolosi.

Però il vero segreto per restare in forma sta nella tempistica: non ci si può ridurre all’ultimo momento ma bisogna lavorare con costanza tutto l’anno.

Bisogna seguire  una strategia che tocchi tre punti fondamentali

  • Dieta

  • Allenamento

  • Stile di vita

Inoltre bisogna sapere che raggiungere una forma fisica smagliante in poco tempo è dannoso e non realizzabile.

Dopo Pasqua bisogna seguire una strategia con costanza, in modo da arrivare in estate con una forma accettabile ed imparare un metodo applicabile per tutto il resto dell’anno.

Fondamentale è non fidarsi di prodotti quali biscotti e merendine “light”. Attualmente numerosi supermarket sono stracolmi di prodotti definiti “light” ma che hanno effetti molto dannosi sul corpo e che portano ad una dilagante obesità.

Di conseguenza diviene fondamentale leggere le etichette nutrizionali e porre attenzione alle proprie scelte, in alcuni casi sarebbe ideale rivolgersi direttamente ad un nutrizionista. In primo luogo, leggete con attenzione il contenuto; ad esempio fra un cornetto con farina integrale e fibre ed uno con farina doppio zero ma senza zuccheri è da preferire il primo, poiché ha un rilascio più lento degli zuccheri e ha un contenuto più alto di fibre che facilita il senso di sazietà.

Tenete d’occhio anche i macronutrienti e i carboidrati in primis e scegliete, quando possibile cibi biologici e a “km zero”.

Se l’obiettivo è quello di migliorare il proprio corpo non bisogna fidarsi delle cosiddette “creme miracolose”, in quanto faranno dimagrire solamente il vostro portafoglio senza ridurvi il girovita di un centimetro.

Queste creme possono avere dei vantaggi soltanto se combinate ad una corretta alimentazione, attività fisica ed un adeguato stile di vita, da sole sono totalmente inutili.

Inoltre non si può pretendere di ottenere un fisico statuario sin da subito e gli obiettivi di allenamento devono essere proporzionati alle proprie forze. Gli allenamenti devono essere graduali e bisogna rispettare il proprio corpo.

Se il vostro tempo è limitato si raccomanda di praticare attività ad alta intensità, che vi permettano di fare sia lavoro aerobico, sia anaerobico. Mi sento di consigliarvi fortemente il CrossFit e di chiedere informazioni in merito, credo che potreste essere stupiti da questa disciplina.

 

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Chiamiamolo pure Coachella style ma questo è diventato uno stile che sta letteralmente facendo impazzire vip e comuni mortali di tutto il mondo. Festival tra i più seguiti del mondo, ha conquistato la sfera terrestre a suon di fotografie, video su YouTube, articoli, comparsate e paparazzi, scandendo così una nuova moda un po’ hippie e trasandata che piace moltissimo non solo ai più giovani. Particolarmente amata anche nella Capitale, la moda Coachella sta facendo breccia nelle giovani romane che sfoggiano questo look nei locali più alla moda e nelle serate più trendy, come all’Os Club a Roma.

Il Coachella 2017 è uno degli eventi più alla moda dell’anno, uno dei più popolari e dei più seguiti, soprattutto dal mondo dal fashion system. Le star che partecipano, infatti, si presentano con un look molto particolare, che sta piacendo moltissimo anche per la moda di tutti i giorni. Il festival viene frequentato da star e meno note che si ritrovano tutte in California, a Indio, per la kermesse di musica indipendente più stravagante del mondo.

Il festival Coachella 2017

Quest’anno il festival di musica indipendente viene coperto mediaticamente praticamente al cento per cento grazie a paparazzi, social, blogger, video-blogger e giornalisti. La diretta su YouTube, novità di questa edizione 2017, infatti, consente anche a chi resta comodamente seduto sul proprio divano di seguire la kermesse e divertirsi non solo con la musica, ma anche con i look più estrosi e diversi delle star. Una maratona di concerti che si svolgono a fine aprile, nei weekend di metà mese e quello successivo.

Tra le star tocca a Lady Gaga, la cui performance è stata quotata a ben tre milioni di dollari. Nel programma, goloso più che mai, ci sono anche i mitici Radiohead, e ancora Kendrick Lamar e moltissime altre celeb del mondo della musica pop e rock internazionale. Ma, aspetto ancora più importante, il Coachella 2017 rappresenta anche una pietra miliare nello stile con influencer, blogger, modelle e attrici che fanno la loro “comparsata” per dettare le loro regole in fatto di stile Coachella. A questo proposito, anche quest’anno, come accede per ogni edizione della kermesse musicale, moltissimi stilisti hanno voluto pensare a qualche capo o accessorio da dedicare proprio al festival.

I capi must have Coachella 2017

Cominciamo dai pantaloncini ricamati che sicuramente non possono mancare per vestire in stile Coachella. Qualche frangia e un bel taglio vivo e, naturalmente, belle gambe da mettere in mostra. Una t-shirt degna di stile. Le fantasie floreali, magari su una blusa che lasci le spalle scoperte. La salopette che torna prepotentemente nei nostri armadi. E ancora un abito lungo, eventualmente sostituito da una gonna lunga. Il poncho o il top con mille frange alla moda. Infine, un bel paio di sneakers a fiori, viva la primavera!

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Chi soffre di diabete o viene da una famiglia in cui il diabete ereditario sa di dover tener monitorata attentamente la propria salute ed in particolare, prestare attenzione alla misurazione della glicemia che consente di controllare importanti processi metabolici tra cui il diabete che è sempre più popolare a livello di patologie nel mondo occidentale.

Oggi tenere monitorata la propria gli glicemia è facilissimo: si può farlo in ospedale ovviamente oppure presso le farmacie come ci spiega la farmacia Pelizzo che tra le farmacie di turno ad Udine è una di quelle che consente di fare gli esami della glicemia direttamente in farmacia.

Ma andiamo per ordine e capiamo che cos'è la glicemia. Essa rappresenta la concentrazione di glucosio nel sangue, che è il principale e più presente zucchero semplice (monosaccarido) prodotto dal nostro organismo per mezzo delle reazioni metaboliche, delle molecole dei grassi e carboidrati, nonché degli amminoacidi ingeriti attraverso l'alimentazione.

Il glucosio in natura si trova in forma libra o unito ad altre molecole come quelle del fruttosio o altre molecole monosaccaridi, per andare a formare sostanze quali l'amido, la cellulosa o il saccarosio.

Il valore della glicemia oscilla di molto nel corso della giornata ed è collegato soprattutto ai parti. Per questo motivo il suo valore sarà calcolato sulla base della distanza dall'ultimo pasto.

Per tale ragione è consigliabile misurare la glicemia a digiuno magari appena svegli o per lo meno ridurre l'introduzione di cibi ad alto contenuto glicemico nelle 12 ore che precedono il prelievo (capillare o venoso). I valori da prendere come riferimento sono:

-valori normali: 70-99 mm/dL

-glicemia alterata: 100-125 mm/dL (Impaired Fasting Glicemia-IFG, prediabete)

-diabete: >126 mm/dL

Se vogliamo fare una valutazione instantanea della quantità di glucosio libero nel sangue, andremo a fare un pratico e rapido test della glicemia ante o postprandiale, tutte le volte ce ne la necessità. Se invece l'obiettivo è valutare il rischio di insorgenza di complicanze connesse al diabete si dovrà tenere sotto controllo la glicazione delle proteine nel sangue ovvero la formazioni di collegamenti sensibili tra il glucosio extra e le proteina circolanti, nello specifico l'emoglobina di tipo A.

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In cucina misurare la temperatura degli alimenti è sinonimo di successo, in quanto solo in questo modo le pietanze risultano più gustose, cotte al punto giusto e non perdono le loro caratteristiche specifiche. Una carne troppo cotta, per esempio, rischia di essere dura, mentre una torta cotta troppo poco, risulta cattiva. Inoltre controllare sempre la cottura e sapere quando fermarla permette un risparmio energetico notevole perché si evita un dispendio quando questo non è necessario:
Da questa breve introduzione è facile capire che un termometro da cucina professionale è un accessorio fondamentale non solo per gli chef e i cuochi di professione, ma anche per chi in cucina trascorre il proprio tempo libero e ama, magari, preparare cene per amici e parenti.
Esistono moltissimi tipi di termometri, che si differenziano per l’uso e le caratteristiche, ma in pochi sanno che ogni alimento ha bisogno del suo termomentro, perché la cottura sia controllata nel modo corretto. Come scegliere quindi lo strumento più adatto per noi? Innanzitutto bisogna sapere che, oltre ai termometri classici, ora sono molto diffusi sul mercato anche i termometri laser, che sono molto utili soprattutto per il controllo della temperatura dei liquidi. Sono comodi e innovativi, semplici da usare e proprio per questo stanno avendo una diffusione sempre più massiva.
I termometri laser possono essere impiegati anche in altri ambiti, oltre a quello culinario, ma in cucina possono essere usati con facilità anche da non professionisti. Un termometro laser di medio livello può misurare la temperatura di qualsiasi massa, dagli alimenti al piano di cottura. E’ molto utile, per esempio, per misurare la temperatura di un forno a legna. Bisogna tenere presente che questo tipo di termometro è particolarmente efficace se posizionato a una distanza he va dai 10 ai 30 centimetri. Per effettuare la misurazione basterà indirizzare il sensore del termometro verso l’alimento, l’acqua o comunque ciò di cui si necessita l’informazione, schiacciare il “grilletto” e attendere qualche secondo, fino a che non comparirà il valore sul display.
I termometri classici si differenziano per forma e per la portata della temperatura. I più evoluti possono rilevare la temperatura anche di prodotti freddi, mentre quelli specifici per gli arrosti e l’olio di frittura, invece, partono da circa 20 gradi di portata.
Esistono, comunque, moltissimi tipi di termometro da cucina: per il cioccolato, per i vini, per lo yogurt, per le carni, per i fritti. Ciascuno ha caratteristiche precise che lo differiscono dagli altri per forma e performance.

 

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