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BARF: molto più di una semplice moda

Biologically Appropriate Raw Food, o più semplicemente dieta BARF, significa alimentare il proprio animale domestico a base di cibi crudi.
Tale regime dietetico comprende di solito il 60-80% di ossa e carne triturate, e il 20-40% di verdura, frutta, cereali e visceri di animali; le proporzioni possono variare in funzione delle esigenze specifiche del pet, che sono rappresentate dal peso corporeo, dal tipo di attività fisica che esegue, dalla razza e dal suo stato di salute.

La dieta BARF si basa sul principio fondamentale di fornire al cane, che è un animale carnivoro, l'esatta alimentazione per cui la natura l'ha creato, ovvero una preda non cotta.
Questo "cibo crudo biologicamente appropriato" (di cui BARF è l'acronimo), ha l'intento di riprodurre il più possibile la dieta dei canidi selvaggi, come il lupo, da cui discende geneticamente il cane: l'animale allo stato brado, infatti, consuma un'altra creatura, inalterata.
La quota di vegetali e cereali starebbe proprio a simulare il contenuto gastrico della preda (che è erbivora, come ad esempio una lepre, o frugivora, come un volatile o un roditore).

Per essere più precisi, la dieta BARF considera dieci gruppi fondamentali di alimenti, e precisamente:

  • carne senza ossa;
  • ossa polpose;
  • organi;
  • trippa;
  • pesce ;
  • verdura;
  • frutta;
  • uova;
  • olii;
  • spezie ed erbe.

Questi cibi possono alternarsi tra loro, e spesso vengono miscelati per fornire all'animale tutti i nutrienti indispensabili alla sua salute.
Il risultato più evidente è rappresentato dall'elevata appetibilità: il cane sarà sicuramente e fortemente attratto dai nuovi sapori e dagli aromi intensi.

Dieta BARF, vantaggi e benefici

Questo regime alimentare, da alcuni considerato come una vera e propria filosofia di vita, presenta numerosi e importanti vantaggi.

Innanzitutto esso garantisce un'assoluta sicurezza riguardo alla qualità e alla salubrità di ciò che ingerisce l'animale, su cui il proprietario ha il massimo controllo. Al tempo stesso, trattandosi di cibo naturale, dovrebbe risultare particolarmente gradito al cane, grazie alla varietà di sapori.

Non presentando alcuna controindicazione, la dieta BARF è indicata per individui di ogni razza ed età: qualsiasi soggetto può tranquillamente cambiare la propria alimentazione, e non è necessaria una gradualità (di solito si sostituisce drasticamente il regime da un giorno all'altro, avendo eventualmente l'accortezza di far digiunare il pet per un giorno).

Altri vantaggi rilevati empiricamente sull'animale sono:

  • assenza di tartaro sui denti grazie alla regolare pratica di triturazione necessaria con le ossa;
  • scomparsa dell'alitosi;
  • rafforzamento del sistema immunitario;
  • benefici per tendini e muscolatura, con minore incidenza di artrite e problemi osteoarticolari in genere;
  • ridotta frequenza di torsione dello stomaco;
  • eccellente lucentezza del mantello.

Sarebbe stato osservato inoltre un miglioramento a livello comportamentale: alcuni esemplari avrebbero mostrato atteggiamenti più tranquilli e rilassati, probabilmente dovuti ad un minore apporto di carboidrati e ad una digestione più agevole e veloce.
Infatti un altro vantaggio di questa dieta è la possibilità di limitare se non eliminare dalla dieta i cereali, sostanze che spesso possono provocare sindromi allergiche da intolleranza; il carnivoro costretto a mangiarli potrebbe sviluppare anomale fermentazioni a livello intestinale, dato che il suo apparato digerente non è funzionale per la loro assimilazione.

Migliora anche la consistenza delle feci in quanto le ossa una volta nell'intestino miscelandosi con le feci le solidificano.
Non dimentichiamo che le vitamine sono termolabili e quindi con qualsiasi processo termico di cottura vengono perse; la dieta BARF, prevedendo tutto crudo, mantiene inalterato l'assetto delle vitamine, che sono un nutriente fondamentale per l'animale.

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I cinque consigli su come rendere felice il gatto

I gatti sono degli animali molto particolari che necessitano di numerose cure ed attenzioni per vivere sereni. Molto spesso però è difficile sapere cosa può rendere felice il proprio gatto dal momento che nella maggior parte dei casi questi animali tendono ad essere molto autonomi. Ecco quindi cinque semplici consigli per il benessere del tuo gatto.

Curare sempre l'alimentazione

Uno degli elementi a cui bisogna badare per curare adeguatamente un gatto è indubbiamente l'alimentazione. Se il tuo gatto mangia bene, automaticamente sarà felice e in salute. Ci sono persone che ancora oggi pensano che gli animali possano mangiare di tutto, in special modo i gatti. In realtà non è affatto così, anzi: è necessario che tali animali si alimentino in modo equilibrato e soprattutto con cibo di qualità eccellente. La scelta può ricadere su due opzioni: da un lato il cibo preparato in casa (sempre facendosi consigliare dal proprio veterinario) e dall'altro i cibi già pronti reperibili nei supermercati o nei negozi di animali. Qualsiasi sia la decisione comunque, è opportuno evitare di somministrare troppe dosi all'animale.

Far giocare il gatto in modo creativo

Solitamente i gatti hanno una natura giocosa poiché sin da quando nascono si divertono insieme agli altri cuccioli e sviluppano precocemente grande curiosità e interesse per la caccia. Proprio per tale ragione il gioco costituisce un elemento fondamentale nella vita del gatto: quest'ultimo infatti deve essere sempre stimolato ed ha bisogno di giocare molto frequentemente. Pertanto puoi far divertire il tuo animale domestico con dei giochi interessanti ed avvincenti che non solo renderanno il gatto felice ma contribuiranno anche a migliorare la relazione tra di voi.

Garantire relax e riposo al gatto

Sebbene il gioco sia una componente fondamentale per lo sviluppo del gatto, esso non è l'unica necessaria. I gatti infatti hanno bisogno anche di avere il giusto riposo e relax dopo il tempo trascorso a giocare. Cosa c'è di meglio quindi che godersi un meritato riposino? Elemento caratteristico dei gatti infatti è proprio quello di sonnecchiare in giro per la casa, magari appisolandosi comodamente su un mobile o su un morbido cuscino. Lascia dunque che il tuo gatto si goda questi momenti per poltrire in tutta tranquillità e dedicagli qualche spazio della casa che potrà diventare il suo angolo preferito.

L'ora delle coccole è sempre ben accetta

Nonostante siano in molti a credere che i gatti abbiamo un atteggiamento sfuggente e poco empatico con l'essere umano, tanti sottovalutano il fatto che questi animali hanno bisogno anche loro della giusta dose di coccole quotidiana. Tutti gli animali infatti adorano essere accarezzati dai propri padroni e non c'è niente di meglio per assicurarsi un legame solido e duraturo con il proprio gatto. Perciò dedica un pò del tuo tempo al micio, accarezzalo delicatamente con i palmi delle mani oppure pettina il pelo utilizzando una spazzola morbida. Spazzolare il gatto inoltre serve anche ad evitare che perda troppi peli nel corso del tempo.

Scegliere la lettiera giusta per il proprio animale

Quando si ha un gatto in casa, la scelta della lettiera è fondamentale per assicurare all'animale il benessere di cui ha bisogno. Oggigiorno in commercio sono presenti tante tipologie di lettiera tra cui poter scegliere: l'importante è che sia delle dimensioni adatte ad ospitare il micio e che non debba essere condivisa con altri gatti presenti in casa. Inoltre è bene ricordare che la lettiera deve essere svuotata quotidianamente per garantire pulizia e ordine nell'abitazione.

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Menarini Ricerche ha annunciato oggi l”inizio del trial clinico B-PRECISE-01, uno studio di fase Ib multicentrico che valuterà la sicurezza e l”efficacia di MEN1611 in combinazione con il trastuzumab, con o senza fulvestrant. Lo studio arruolerà pazienti con cancro al seno avanzato o metastatico (a/m), PIK3CA-mutata, HER2-positivi che hanno precedentemente fallito la terapia anti-HER2.

     (Logo: http://mma.prnewswire.com/media/520214/Menarini_Ricerche_Logo.jpg )

     (Logo: https://mma.prnewswire.com/media/770614/Logo_B_Precise_Logo.jpg )

MEN1611 è un inibitore della PI3K di classe I ad uso orale che ha dimostrato un”elevata attività verso isoforme con p110α mutate e minima inibizione delle isoforme δ. Menarini ha licenziato la molecola da Chugai Pharmaceuticals a Novembre 2016, dopo il completamento dello studio di fase I (PA-799EU) che ha dimostrato un profilo di sicurezza promettente.

Menarini, in collaborazione con un”ampia rete di centri oncologici d”eccellenza (incluso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York e il Vall d”Hebron Institute of Oncology di Barcellona), ha condotto ulteriori ricerche precliniche usando diversi modelli animali. In questi esperimenti, MEN1611, da solo o in combinazione, ha mostrato attività antitumorale contro un pannello di tumori solidi dove la mutazione PI3K ha un”importante impatto negativo sulla prognosi e la risposta al trattamento.

Lo studio B-PRECISE-01 di MEN1611 sarà condotto nei maggiori centri clinici oncologici europei in Italia, Spagna, Belgio, Francia, Regno Unito e Olanda. Lo studio è disegnato per identificare la dose ottimale di MEN1611 da somministrare in combinazione con il trastuzumab, con o senza fulvestrant, e per raccogliere evidenze preliminari di un”attività clinica in pazienti con cancro al seno HER2+ a/m. Durante lo studio B-PRECISE-01, Menarini lavorerà attivamente per espandere l”investigazione clinica di MEN1611 sia nel cancro al seno che in altri tumori solidi dal difficile trattamento, dove PI3KCA rappresenta un target terapeutico promettente.

‘Una componente chiave della strategia di Menarini in oncologia è lo studio di terapie mirate che possano essere sviluppate con approcci di medicina di precisione’, ha dichiarato Andrea Pellacani, MD, PhD, General Manager di Menarini Ricerche. ‘Il disegno dello studio clinico B-PRECISE-01 focalizzato su un sottogruppo di pazienti con alto medical need, selezionati in base allo specifico meccanismo d”azione di MEN1611, è completamente allineato con la nostra strategia e conferma assolutamente il nostro impegno nell”oncologia e nella medicina di precisione’.

Informazioni sul Gruppo Menarini 

Menarini è un” azienda farmaceutica italiana, 13° in Europa su 5.345 aziende e 35° al mondo su 21.587 aziende, con un fatturato di oltre 3,6 miliardi di Euro e 17.000 dipendenti. Il Gruppo Menarini ha sempre perseguito due obiettivi strategici: Ricerca e Internazionalizzazione ed è fortemente impegnata nella ricerca e sviluppo in oncologia. Come parte di questo impegno Menarini sta sviluppando 4 nuovi farmaci per il trattamento di tumori ematologici e/o tumori solidi. Due di questi sono biologici, in particolare l”anticorpo MEN1112 anti CD157 e l”anticorpo coniugato a tossina MEN1309, il cui target è CD205. Inoltre Menarini ha aggiunto di recente alla propria pipeline oncologica 2 piccole molecole: il doppio inibitore delle chinasi PIM/FLT3, chiamato MEN1703, e l”inibitore dell”enzima PI3K, chiamato MEN1611. Menarini è presente con i suoi prodotti in molte importanti aree terapeutiche tra cui, cardiologia, gastroenterologia, pneumologia, malattie infettive, diabetologia, infiammazione e analgesia.

Con 16 siti di produzione e 7 centri di Ricerca e Sviluppo, il Gruppo Menarini ha una forte presenza in Europa, Asia, Africa e Sud America. I farmaci Menarini sono disponibili in 136 paesi.

Per ulteriori informazioni visita il sito http://www.menarini.com

POMEZIA, Italia, October 19, 2018 /PRNewswire/ —

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Come mantenere il benessere del proprio amico a quattro zampe? Premesso che il veterinario resta sempre il punto di riferimento per la cura e la prevenzione delle malattie, è importante seguire alcune buone regole per garantire la corretta crescita del cane. Del resto il pet merita le dovute attenzioni e il massimo rispetto. Si tratta di piccole accortezze che verranno ripagate nel tempo.

 

L’alimentazione prima di tutto

Il mantenimento del benessere di ogni cane comincia dalla somministrazione di un cibo che sia bilanciato e completo. Non si tratta solo di acquistare crocchette o umido qualitativi, ma è fondamentale abbinarli alle condizioni specifiche del pet. L’alimentazione, pertanto, deve essere associata alla taglia, al peso, all’età, alla razza e alle condizioni fisiologiche dell’animale. Nella scelta del cibo si dovranno tenere in considerazioni anche i cambiamenti stagionali ed eventuali intolleranze. L’acqua fresca e pulita non deve mai mancare e bisogna intensificarne l’apporto durante la primavera e l’estate.

L’attività fisica

I cani, soprattutto quelli dall’indole pigra e che sono abituati a vivere tante ore in appartamento, hanno la tendenza ad ingrassare. Esattamente come accade per gli esseri umani è fondamentale intervenire per mantenere il peso forma. Le belle giornate sono le occasioni giuste per iniziare a fare movimento. Giocare all’aperto, correre o fare lunghe passeggiate rappresentano momenti per intensificare il rapporto con il proprio cane, ma anche efficaci sistemi per smaltire il peso in eccesso.

Esercizi per la mente

L’attività fisica non basta. Un cane deve essere stimolato anche mentalmente, con esercizi mirati e divertenti. L’attivazione mentale è importante anche per prevenire o risolvere alcuni problemi comportamentali e compulsivi, come l’aggressività, l’eccessiva rumorosità, il farsi male o i dispetti. Un bravo padrone potrebbe, ad esempio, nascondere la pappa in modo da impegnare il proprio cane nel ritrovarla. Anche il rosicchiare è un valido sistema per calmare e rilassare l’animale. A questo proposito, in commercio esistono tanti giochi e attrezzi specifici, ma è possibile anche organizzare attività coinvolgenti a costo zero come il classico nascondino.

La corretta educazione

Il benessere del cane è strettamente legato all’educazione. Le regole devono essere impartite preferibilmente sin dai primi mesi di vita, ma è fondamentale usare sempre un tono fermo e rispettoso. Il cane deve essere messo in condizioni di capire cosa può fare e quello che è invece vietato. La comunicazione si deve basare su comandi e gesti semplici con esercizi frequenti. Inoltre, per favorire l’apprendimento bisogna premiare l’animale, ovvero ricompensarlo con piccoli snack e coccole quando fa qualcosa di corretto. Si consiglia di non utilizzare lo stesso cibo che viene dato abitualmente, perché il cane potrebbe confondere il premio con il momento della pappa.

La prevenzione

Le cure preventive devono avere la massima priorità, in modo da poter intervenire in tempo in caso di problemi. Si parte con le toelettature regolari che aiutano a mantenere il manto sano e a scoprire l’insorgenza di eventuali patologie o la presenza di zecche e pulci. Anche le vaccinazioni e le visite periodiche dal veterinario sono fondamentali per contrastare le malattie e proteggere il cane. Un padrone attivo che cura il benessere del pet si preoccuperà anche dell’igiene applicando, ad esempio, prodotti specifici contro i parassiti. Non solo. Quotidianamente occorre provvedere alla pulizia di zampe, occhi e orecchie ed eliminare la presenza di eventuali secrezioni. In caso di anomalie non bisogna esitare e chiamare il veterinario per ottenere ogni delucidazione.

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La casa può influire sul nostro stato di salute?

Oggi giorno si sta sempre più attenti al proprio stato di salute. Si presta attenzione all'alimentazione, all'attività fisica al peso, alla naturalezza di quello che mangiamo, indossiamo o utilizziamo per la nostra cura della nostra persona. Stiamo attenti allo smog e ci documentiamo sulle cure mediche che facciamo. Quello che però molti di noi non ricordano è come anche anche la casa in cui viviamo può andare ad influire sul nostro stato di salute.

Insieme all'azienda ABC Costruzioni, che si occupa di case prefabbricate in Friuli realizzate in cemento armato, andremo a vedere come una casa ben strutturata possa influire sul nostro stato di salute.

Una casa umida e con una qualità dell'aria scadente, frutto di un cattivo isolamento e di problemi arieggiamento minano la salute ed il benessere di tutta la famiglia. L'umidità può presentarsi in tante forme come la condensa, le infiltrazioni, i muri umidi, la risaluta capillare ed ancora la presenza di muffa o acari. Tutti elementi che possono causare gravi infezioni respiratorie soprattutto nei soggetti più deboli come bambini ed anziani.

Una casa umida spesso e volentieri è colpita dalla muffa. La muffa, che colpisce muri, mobili e perfino tessuti per l'arredo, oltre ad essere antiestetica è alla base di svariati problemi di salute. La muffa ed in particolare le spore che rilascia nell'aria, possono causare diverse affezioni polmonari come asma, infiammazioni, reazioni allergiche o riniti. Vivere in una casa con muffa è considerato particolarmente pericoloso per i bambini.

Oltre alle patologie respiratorie appena elencate una casa umida è anche alla base dei reumatismi, particolarmente deleteri nel caso degli anziani e della congiuntivite. La congiuntivite che rappresenta una forte infiammazione della membrana sotto la palpebra e della cornea, può essere peggiorata da un ambiente umido in cui tipicamente proliferano i batteri. Si è verificato che depurando un ambiente da acari, inquinamento ed umidità il rischio di congiuntivite si abbassa notevolmente.

Per evitare tutte queste patologie è fondamentale che la casa sia ben isolata attraverso muri ben coibentati che non favoriscano spifferi, dispersioni di calore così come l'umidità di risalita. È altrettanto importante che gli ambienti si possano arieggiare completamente e non si formino ponti termici.

L'efficienza energetica di queste case inoltre, consente di abbattere decisamente i costi necessari al riscaldamento ed al condizionamento di queste case. Il minor dispendio energetico connesso alle bollette di luce e gas consente di risparmiare in modo considerevole ogni mese e se questo non fa bene alla salute decisamente fa bene all'umore.

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Salute, quali sono i rischi dello smartphone

Smartphone, tablet e pc rappresentano una fonte poco sicura per la nostra salute, sia dal punto di vista degli occhi, che del cervello. La luminosità degli schermi, i continui stimoli visivi che riceviamo vanno a colpire la vista e la testa in modo costante affaticandoci molto più di quello che pensiamo e percepiamo. Consideriamo soltanto questi dato: ognuno di noi, soprattutto se lavora in un ufficio, potrebbe sedere davanti a un pc per almeno 6 ore al giorno, il resto del tempo lo trascorriamo con lo smartphone in mano. Questo significa che non facciamo altro che bombardare il nostro cervello, con ripercussioni negative importanti. Va benissimo, allora, acquistare uno smartphone facile da usare e performante, basta leggere la recensione Samsung Galaxy J5 2017 per averne uno di esempio, ma attenzione sempre alla salute.

Smartphone e salute, i campanelli d’allarme

Cominciamo dai primi segnali d’allarme, in primis, quindi della nostra vista. Quando passiamo molto tempo davanti a uno schermo i nostri occhi tendono a seccarsi molto di più, a sbattere di meno e a irritarsi più facilmente. Secondo una ricerca del 2017 chi trascorre gran parte del suo tempo davanti allo smartphone o al tablet soffre spesso della sindrome dell’occhio secco. Inoltre, la luce blu dello schermo non riesce a essere filtrata o bloccata dalla cornea e va a colpire la retina. Questo vuol dire che negli anni possono esserci anche dei danni importanti alla vista.

Qualche regola salva vista davanti allo smartphone

Cosa fare allora per ridurre i rischi legati a una sovraesposizione da schermo? Sicuramente fare una visita oculistica e magari prediligere degli occhiali da vista o anche non graduati con le lenti dotate di filtro luce blu, così da evitare che i nostri occhi si affatichino eccessivamente. Se invece si indossano delle lenti a contatto, meglio optare per quelle giornaliere o comunque lenti molto morbide, avendo cura di utilizzare delle lacrime artificiali per idratare gli occhi. La dipendenza dallo smartphone può essere sostituita o allentata con qualche alternativa? Sicuramente sì, basta adottare delle piccole nuove buone abitudini. Se ad esempio lo teniamo sempre in mano sulla metro, potremmo prendere la buona abitudine di leggere un libro e lo stesso discorso vale anche per la sera prima di addormentarci. L’importante è provare a cambiare, lentamente e senza fretta, facendo caso a quello che facciamo in modo automatico e correggendo le cattive abitudini.

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Epilatore e ceretta: le differenze

Che differenza corre tra l’epilazione e la depilazione? Partiamo dal presupposto che entrambi sono metodi finalizzati all’estirpazione dei peli superflui che ci condannano a sessioni dolorose e masochistiche delle quali, diciamolo, faremmo volentieri a meno. Grazie alla tecnologia in continuo avanzamento, però, la pratica si è nettamente semplificata rispetto al passato e gli strumenti sono diventati sempre più raffinati.

Per quanto riguarda la depilazione, si tratta del metodo più semplice, veloce e indolore, ma più carente, dal punto di vista della durata dell’effetto: depilandosi, si avranno gambe, zona bikini, viso e ascelle lisce per qualche giorno, tre al massimo. Con l’epilazione, invece, il nostro corpo sarà perfetto per almeno 4 settimane, o più a seconda della tipologia di trattamento.

I metodi più conosciuti e diffusi di epilazione, sono a base di crema depilatoria che puoi trovare su www.epilatoreelettrico.it, sconsigliata sulle zone più delicate, che agisce chimicamente, andando a tagliare il pelo; il rasoio, per nulla doloroso da utilizzare, ma poco durevole; le pinzette, ottime per prolabio e sopracciglia.

L’epilazione, particolarmente fastidiosa e molto dolorosa, avviene mediante ceretta a caldo, ceretta a freddo o epilatore. La ceretta ha un effetto che può durare fino a tre settimane, è abbastanza dolorosa, ma efficace; l’epilatore, ottimo da considerare per l’epilazione fai-da-te, viene solitamente fornito in confezione di vendita con una serie di accessori volti alla soppressione, in minima parte, del dolore (come rulli massaggianti e vibranti) e per la cura della propria pelle: alcune case produttrici forniscono guanti esfolianti, ottimi per prevenire la comparsa di peli incarniti, e rulli refrigeranti grazie ai quali potersi godere un po’ di sollievo una volta terminata l’epilazione.

Sicuramente, tra tutti i metodi elencati, l’epilatore è quello che spaventa di più: le amiche lo descrivono come uno strumento malvagio e crudele, in grado di procurare dolore e tormento perenni! In realtà, negli ultimi anni, gli epilatori si sono nettamente evoluti, arrivando a risultati davvero sorprendenti: funzionando tramite un rullo di pinzette che sradicano una buona porzione di peli in un’unica passata, le case produttrici hanno focalizzato la loro attenzione proprio in questa direzione. Ed ecco che oggi gli epilatori di fascia media hanno testine da 40 pinzette, che velocizzano il tutto, finendo per rendere il momento dell’epilazione rapido e..indolore? Questo aspetto dipende sicuramente dalla propria soglia di sopportazione: indagando fra le amiche che usano l’epilatore, ci scontreremo in pareri estremamente discordanti tra di loro. Qualcuna si riterrà incredibilmente soddisfatta, in grado di non provare alcun tipo di dolore o comunque pronta a sottolineare la velocità nell’abituarsi a quella sensazione. Qualcun’altra, sicuramente, sgranerà gli occhi e rabbrividirà al sol pensiero del suono emesso da un epilatore.

Il consiglio migliore che sentiamo di darvi, è di provarlo: probabilmente, una volta visti i sorprendenti risultati, non potrete più farne a meno. L’epilatore, grazie alla quantità di pinzette presenti, velocizzerà la sessione di epilazione, tenderà a far desistere i peli dal ricrescere velocemente e garantirà almeno un mese di spensieratezza.

Altre guide sull’epilazione da leggere su www.epilatoreelettrico.it

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Gonartrosi: il dr. Michele Massaro spiega quando non serve la protesi

La gonartrosi (artrosi del ginocchio) resta la patologia articolare più frequente e diffusa tra le varie forme di artrosi ed è per questo che abbiamo rivolto alcune domande al dr. Michele Massaro, chirurgo ortopedico specialista in chirurgia protesica mini invasiva ginocchio e anca che opera presso le Cliniche Humanitas di Bergamo.

Sappiamo che, in senso generale, l’artrosi (o osteoartrosi) sintomatica colpisce, solo in Italia, circa 4 milioni di persone per un costo sanitario complessivo di 6,5 miliardi di euro. Senza contare che il 10-15% delle visite ambulatoriali eseguite dai medici generici riguardano proprio l’artrosi.

La gonartrosi rappresenta la prima causa di dolore al ginocchio nel mondo occidentale per pazienti di età superiore ai 65 anni con una certa prevalenza di donne, soggetti in sovrappeso e che seguono uno stile di vita sicuramente da correggere” spiega il dr. Massaro Michele.

Come tutte le forme di artrosi, la gonartrosi è una malattia degenerativa cronica che compromette la cartilagine articolare, l’osso subcondrale, legamenti e tendini ma può essere scatenata anche da traumi sportivi.

Quando è possibile evitare l’intervento chirurgico per l’impianto di una protesi ginocchio mini invasiva?

Con quali terapie, accorgimenti e trattamenti si può intervenire sulla patologia artrosica?

Il dr. Massaro ha risposto a queste ed altre domande permettendoci di pubblicare un articolo che potrà essere di aiuto a molti di voi.

 

Gonartrosi: perché Michele Massaro, chirurgo ortopedico, ha scelto l’approccio mini invasivo

Per la gonartrosi (artrosi del ginocchio), come per la coxartrosi (artrosi dell’anca) avanzata, dolorosa e invalidante, la soluzione più sicura, rapida ed efficace è la chirurgia mini invasiva che permette di impiantare una protesi di ultima generazione per ripristinare la corretta funzionalità dell’articolazione.

Ho scelto la chirurgia mini invasiva perché è l’unico trattamento chirurgico risolutivo, che funziona davvero sia in termini di risultati, successo e rapidità sia per i minori rischi post-operatori ed il maggior rispetto per il corpo. Come suggerisce il nome, è meno invasiva, l’incisione è minore, risparmia le parti sane salvando (se possibile) i legamenti crociati anteriore e posteriore, conservando il più possibile anche i tessuti molli” spiega Michele Massaro.

La protesi ginocchio mini invasiva, di sicuro successo nel 95% dei casi, è decisamente meno rischiosa (in termini di eventuali infezioni e lussazioni) e più risolutiva rispetto alla protesi tradizionale.

Può essere totale o parziale (o monocompartimentale): nel secondo caso, è possibile sostituire solo uno dei tre compartimenti che costituiscono il ginocchio (mediale, laterale o femoro-rotuleo).

Si tratta di una protesi più piccola che consente di incidere meno tessuto durante l’intervento permettendo, quindi, una perdita ematica e traumi post-operatori (dolore, gonfiore) ridotti.

Sia l’intervento sia il recupero sono molto più rapidi rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale.

 

Gonartrosi: le alternative all’intervento chirurgico, quando si può

I grandi risultati ottenuti grazie alla chirurgia mini invasiva sono stati dimostrati e documentati da anni, ormai, anche nel nostro Paese. Si tratta, pur sempre, di un intervento che specialisti e professionisti del settore come il dr. Michele Massaro, chirurgo ortopedico esperto di mini invasiva, consigliano solo in extremis, quando è strettamente necessario ovvero nei casi in cui terapie farmacologiche o fisioterapiche non offrono gli effetti sperati.

In quali casi si può evitare l’intervento? Cosa fare in alternativa?

Il dr. Massaro Michele è pronto a risponderci.

I trattamenti non chirurgici sono il primo approccio terapeutico che interviene sui sintomi della gonartrosi (dolore, gonfiore, rigidità). In assenza di lesioni cartilaginee conclamate, anomalie biologiche o meccaniche che interessano l’articolazione del ginocchio, l’intervento chirurgico non è necessario.

Prima di decidere per l’intervento, eseguo valutazioni e verifiche molto accurate. Insieme al paziente, dopo averlo informato a 360 gradi, decido di ricorrere ad un intervento per l’impianto di una protesi ginocchio mini invasiva soltanto se la gonartrosi è avanzata, il danno articolare è grave, invalidante, provoca un importante irrigidimento doloroso che condiziona pesantemente la qualità della vita”.

Se la gonartrosi non è invalidante, non scatena dolore o gonfiore eccessivi e non causa un danno preoccupante alla cartilagine, il dr. Michele Massaro consiglierà al paziente una terapia conservativa o parzialmente curativa. Vediamo in che consiste.

 

Gonartrosi: terapia conservativa per evitare l’intervento

Nei casi meno gravi di gonartrosi, si ricorre a diverse terapie o soluzioni alternative di vario tipo per intervenire sui sintomi (dolore, gonfiore).

Ecco quali sono:

  • Terapia farmacologica con assunzione di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), antidolorifici (paracetamolo), condroprotettori, infiltrazioni intra-articolari di corticosteroidi o di acido ialuronico);

  • Trattamenti di fisioterapia ed esercizi fisici finalizzati a potenziare la resistenza, il tono e l’elasticità dei muscoli che sostengono l’articolazione del ginocchio:

  • Riduzione del peso corporeo se il soggetto è obeso o in sovrappeso;

  • L’utilizzo di stampelle per la deambulazione;

  • Nutraceutici orali, prodotti derivati alimentari a cui si attribuiscono diversi effetti benefici per l’omeostasi articolare. Tra questi, glucosamina (zucchero amminico) e condroitin solfato (un glicosaminoglicano solfato) che rappresentano alcuni tra i componenti principali della matrice cartilaginea extracellulare;

  • Cellule staminali onnipresenti nel corpo, prelevate soprattutto da midollo osseo e tessuto adiposo periombelicale per la rigenerazione della cartilagine e per intervenire sull’osteoartrosi. Diversi studi hanno mostrato buoni risultati e miglioramenti sia in termini di dolore sia di funzionalità articolare.

In tutti i casi, il potenziamento muscolare è importante: serve a velocizzare i tempi di recupero e riabilitazione.

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Verbena: Proprietà e Benefici

La verbena, nome botanico Verbena Officinalis, è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Verbanaceae. In antichità era conosciuta per le sue proprietà magiche.

La verbena è probabilmente di origine europea, per la precisione delle regioni mediterranee. In seguito la pianta è stata naturalizzata in altre parti del mondo come ad esempio il Nord America.

Grazie alle sue proprietà è una pianta molto utilizzata in erboristeria per la cura di diversi malanni.

La verbena si presta bene ad essere coltivata in ambito casalingo sia in vaso che nei balconi e predilige il sole. Teme il gelo, per cui nella stagione invernale va ritirata il casa. Il periodo migliore per la sua raccolta è l’estate.

Sono molte le popolazioni che in antichità veneravano questa erba medicinale per le sue presupposte proprietà magiche. Druidi, romani, egiziani, persiani, greci e scandinavi ne sono un esempio. Diverse tribù indiane la usavano come rimedio per il mal di testa e per l’insonnia.

Calorie  

100 grammi di verbena hanno una resa calorica 20 kcal.

Verbena: Proprietà e Benefici

Sedativa e Rilassante

La verbena è conosciuta soprattutto per le sue proprietà calmanti del sistema nervoso. Per questo motivo la sua assunzione è consigliata in caso di insonnia e di stati ansiosi. Le sue proprietà sedative sono anche utili per il mal di testa, per gli stati di leggera depressione e per equilibrare i cicli ormonali nelle donne. Uno studio del 2016 condotto su animali ha esaminato gli effetti che la Verbena officinalis ha sul sistema nervoso. I risultati ci comunicano che la sua assunzionediminuisce il tempo necessario per addormentarsi ed aumenta la durata del sonno.

Secondo i ricercatori questi risultati forniscono una base scientifica per la sua futura applicazione nel trattamento di disturbi come l’insonnia, l’ansia e l’epilessia.

Antinfiammatoria

Come ormai risaputo l’infiammazione è una delle principali cause della maggior parte delle malattie. Uno dei maggiori benefici di quest’erba è la sua capacità di ridurre l’infiammazione, sia internamente che esternamente.

Una ricerca condotta sui ratti ha esaminato i suoi effetti quando viene assunta oralmente. I ricercatori hanno scoperto che l’estratto di verbena ha effettivamente proprietà antinfiammatorie.

Un’altro studio del 2006 pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology mostra che la pianta ha effetti antidolorifici ed antinfiammatori quando applicata localmente.

Depurativa

Un decotto preparato con foglie fresche ha proprietà diuretiche e depurative utili per disintossicare l’organismo dalle tossine.

Salute Orale

Le sue proprietà antibiotiche si rivelano utili per la salute della bocca, in particolar modo denti e gengive. Le sue foglie possono essere masticate o utilizzate per preparare un collutorio contro l’alito cattivo.

Se aggiungi 2 cucchiaini di verbena ad una tazza di acqua bollente e poi lasci raffreddare, puoi usare il composto come collutorio.

Uno studio del 2016 ha esaminato gli effetti del decotto su pazienti con gengivite cronica. I risultati sono stati sorprendenti, il decotto di questa erba medicinale ha ridotto notevolmente sia l’indice di placca che l’indice gengivale.

Protegge il Cuore

La pianta contiene un glicoside vegetale chiamato verbenalina. In uno studio del 2016 condotto su animali, i ricercatori hanno scoperto che questo composto haproprietà utili a proteggere dall’ischemia miocardica.

Fa Bene alla Pelle

La pianta viene anche utilizzata per trattare alcune patologie della pelle. Può essere utilizzata per favorire la cicatrizzazione delle ferite e per alleviare il dolore ed il prurito delle punture di insetti.

Mal di Gola

Per la sua azione antinfiammatoria un infuso di verbena può essere utilizzato per fare gargarismi utili a ridurre l’infiammazione ed il dolore della gola.

Proprietà Neuroprotettive

La ricerca scientifica è ancora all’inizio ma i risultati fanno ben sperare per il futuro. Uno studio ha indagato le proprietà neuro protettive della pianta. Dai primi risultati si è scoperto che l’erba medicinale può esercitare effetti citoprotettivi sulle cellule del sistema nervoso centrale.

Nei test l’estratto della pianta ha attenuato la tossicità di un composto il cui accumulo è coinvolto nella malattia di Alzheimer. Alla luce di questi dati i ricercatori pensano che la pianta potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento delle malattie neurodegenerative.

Galattogena

Ha proprietà galattogene e viene quindi utilizzata dalle neo mamme per migliorare la produzione di latte durante l’allattamento.

Antibatterica

Secondo uno studio del 2016 la pianta possiede proprietà antimicrobiche ed antibatteriche. I ricercatori hanno scoperto che il suo olio essenziale è in grado di bloccare la crescita di alcuni agenti patogeni umani.

Articolo originale

 

Fonte: Verbena: Proprietà e Benefici

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Maracuja: Proprietà e Benefici

La pianta della maracuja, nome scientifico Passiflora Edulis, appartiene alla famiglia delle Passifloraceae. È una pianta rampicante originaria delle regioni tropicali. Il frutto ha forma ovale e contiene al suo interno una polpa morbida di colore giallastro. La maracuja è conosciuta anche con l’appellativo di frutto della passione

Anche se il nome richiama alla mente proprietà afrodisiache in realtà si riferisce ad un’altra cosa. Alcuni elementi che compongono il fiore infatti ricordano la crocefissione di Gesù Cristo. Osservando la corolla del  fiore è facile infatti associare la sua immagine ad una corona di spine. I sui pistilli invece ricordano i chiodi della crocefissione.

La pianta della maracuja, che può raggiungere un’altezza di diversi metri, fiorisce nel periodo estivo, da luglio fino a settembre. In questo periodo da vita a bellissimi fiori bianchi con il centro color viola a sfumature rosa.

Calorie 

100 grammi di polpa hanno una resa calorica pari a 97 kcal

Maracuja: Proprietà e Benefici

Antiossidanti

La maracuja, grazie alla presenza di beta-carotene, vitamina C, polifenoli e di bioflavonoidi, è in possesso di proprietà antiossidanti.

Gli antiossidanti proteggono il corpo dai radicali liberi, molecole instabili che, secondo gli studi, possono danneggiare le cellule quando sono presenti in grandi quantità.

I polifenoli sono composti vegetali con potenti proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie. La ricerca conferma che i polifenoli possono proteggeredall’infiammazione cronica, dalle malattie cardiache e dai tumori.

La vitamina C è un potente antiossidante che va assunto tramite l’alimentazione. Gli studi ci informano che la vitamina C apporta benefici al sistema immunitario ed aiuta ad invecchiare bene.

Secondo la ricerca scientifica le diete con un buon contenuto di beta carotene sono associate con un minor rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore.

Un recente studio condotto sui ratti sostiene che gli estratti della buccia e dei semi della maracuja riduce lo stress ossidativo nelle cellule con grandi beneficiper la salute.

Antinfiammatoria

L’elevato contenuto di composti antiossidanti del frutto della passione può avere potenti effetti antinfiammatori. Uno studio di quattro settimane ha esaminato gli effetti di un supplemento di buccia di maracuja sui sintomi dell’asma.Il gruppo che ha assunto il supplemento ha sperimentato una riduzione della tosse e del respiro corto.

Altri studi hanno dimostrato che gli estratti della buccia della maracujacontengono bioflavonoidi con proprietà espettoranti e calmanti sul sistema respiratorio. La sua assunzione quindi può portare benefici in caso di asma e altri problemi respiratori.

Altri studi hanno esaminato gli effetti dell’estratto di buccia sul dolore e sulle articolazioni nelle persone con artrosi al ginocchio. I ricercatori hanno scoperto che le persone che assumevano l’estratto di buccia di maracuja sperimentavano meno dolore e meno rigidità delle articolazioni.

Proprietà Digestive

Il frutto della passione ha un buon contenuto di fibra alimentare tanto che una sola porzione fornisce al nostro organismo il 98 % del fabbisogno giornaliero. La fibra facilita la motilità intestinale e la digestione prevenendo così la stitichezza.

Antitumorale

Secondo gli studi i carotenoidi contenuti nella frutta hanno effetti benefici nei confronti di vari tipi di tumori. In particola modo sembra che le loro proprietà siano in grado di prevenire il tumore alla prostata, al colon, allo stomaco ed al seno.

Analgesica

Uno studio della durata di 2 anni, condotto all’Università dell’Arizona, ha confermato le proprietà antidolorifiche ed anti infiammatorie di alcuni composti presenti nella maracuja.

Omega 6

Il frutto contiene un’alta percentuale di Omega 6, un acido grasso essenziale (non prodotto quindi dall’organismo umano) che, insieme agli omega 3, svolge un ruolo importante per la salute umana.

Insonnia

L’infuso ottenuto con le sue parti verdi ha proprietà benefiche nei confronti del sistema nervoso, degli stati d’ansia e dell’insonnia.

Benefici alla Pelle

La vitamina A presente nel frutto è necessaria per mantenere in salute le mucose e la pelle. Uno studio del 2013 suggerisce che l’estratto di semi di frutto della passione può proteggere la pelle dai danni arrecati dall’irradiazione solare.

Un altro studio del 2010 sostiene che l’estratto di semi ha un effetto protettivosulla pelle e promuove la sintesi del collagene.

Fa bene agli Occhi

La vitamina A ed il beta-carotene hanno anche proprietà utili alla buona salute degli occhi. Un buon apporto di queste 2 sostanze è in grado di prevenire ladegenerazione maculare, la cataratta e la cecità al crepuscolo.

Pressione Sanguigna

Ha un buon contenuto di potassio, un elettrolita che svolge funzioni fondamentali nel nostro organismo, Il suo giusto apporto ha proprietà vasodilatatrici, rilassa quindi le pareti dei vasi sanguigni permettendo un maggior afflusso di sangue. Questo riduce la pressione sanguigna ed aumenta la salute cardiovascolare.

Uno studio del 2014 condotto sui ratti ha rilevato che la polpa del frutto ha proprietà anti ipertensive nei ratti ipertesi. Il meccanismo cui cui questi effetti si manifestano non è ancora chiaro e sono in corso approfondimenti per chiarire questa proprietà.

Articolo originale

Fonte: Maracuja: Proprietà e Benefici

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