Categoria: Salute e Benessere

Le cellule somatiche sono costituite da un insieme di leucociti e cellule epiteliali. I leucociti vengono introdotti nel latte in risposta a un'infiammazione che può apparire a causa di malattia o, a volte, di lesioni. Le cellule epiteliali si staccano invece dal rivestimento del tessuto mammario.

Si chiamano cellule somatiche del latte quelle cellule che provengono dal sangue e dai tessuti della ghiandola mammaria, e ci consentono di conoscere i dati chiave sulla funzione e lo stato di salute della ghiandola mammaria. Ciò è  un criterio molto importante per determinare la qualità del latte  in allattamento, a causa della sua stretta relazione con la composizione del latte.

I batteri sono naturalmente presenti nell'ambiente in cui vive la mucca, nella sua pelle, nella mangiatoia, nelle pozzanghere d'acqua, etc., e riescono a penetrare nella mammella quando si verificano determinate condizioni per loro favorevoli. Una volta che i batteri attaccano le cellule all'interno della ghiandola mammaria, la risposta immunitaria del corpo è quella di inviare globuli bianchi per neutralizzare i batteri invasori. Questi globuli bianchi sono essenzialmente ciò che costituisce la conta delle cellule somatiche (CCS). Un elevato CCS nel latte delle singole mucche significa che i batteri hanno invaso la ghiandola della mucca. Questi batteri possono essere classificati come contagiosi (o ambientali), ovvero si diffondono tra i capezzoli di una mucca o tra mucche diverse in una stessa mandria a causa di pratiche di gestione inadeguate al momento della mungitura.

Le cellule somatiche sono semplicemente cellule dell'organismo (vari tipi di leucociti o globuli bianchi) che sono normalmente presenti nel latte, in basse quantità. Il verificarsi di un aumento del numero di queste cellule è un indicatore in risposta all'infezione in corso.

Pertanto, le cellule somatiche passano nel latte dal sangue e dal tessuto ghiandolare. Il contenuto di cellule somatiche nel latte ci consente di conoscere lo stato funzionale e di salute della ghiandola mammaria nel periodo dell'allattamento. A causa della sua stretta relazione con la composizione del latte, è un criterio di qualità molto importante.

Di tutte le cellule del latte in un ambiente infetto, circa il 99% sarà composto da leucociti, mentre il resto sarà costituito da cellule secretorie che provengono dai tessuti della ghiandola mammaria. Insieme, questi due tipi di cellule costituiscono il conteggio delle cellule del latte somatico che è comunemente espresso in millilitri.

Funzione delle cellule somatiche

Come sottolineato, il latte contiene cellule somatiche, che in una ghiandola sana sono presenti in quantità basse o moderate. L'importanza biologica delle cellule somatiche è che queste partecipano alla difesa immunitaria contro le infezioni della mammella. Quando ci sono stimoli o malattie della ghiandola mammaria, aumenta il numero di cellule somatiche.

Perché è importante il conteggio delle cellule somatiche?

Le perdite inerenti la produzione di latte non di qualità hanno ovviamente un grande impatto economico per chi lo produce. Da questo punto di vista, mantenere sotto controllo il numero di cellule somatiche nel latte significa per il produttore:

• Aumento della produzione di latte

• Meno latte di scarto

• Riduzione del costo relativi a farmaci e veterinario

• Meno lavoro

• Aumento della resa del prodotto finale

Per monitorare in tempo reale la quantità di cellule somatiche presenti nel latte in fase di produzione e lavorazione, gli strumenti commercializzati da Bentley Instruments rappresentano oggi la più importante risposta della tecnologia applicata al settore lattiero-caseario. Dispositivi quali BactoCount IBC & IBCm ad esempio, sono in grado di determinare la carica batterica latte crudo in maniera assolutamente precisa e affidabile, sfruttando la citometria a flusso.

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Una volta nella vita, purtroppo è capitato a tutti di subire un infortunio. Oltre alla frustrazione del dolore provocato, nasce anche la difficoltà nel svolgere un’azione che dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo, camminare. Tuttavia, la situazione può notevolmente migliorare grazie all’aiuto delle stampelle. Esistono molti tipi di stampelle, ed ognuno di noi può scegliere quello più adatto alle sue esigenze e preferenze.

Tipologia e caratteristiche delle stampelle

Nel corso degli anni la tecnologia ha fatto passi da gigante anche in campo ortopedico, e le stampelle, se pur possono sembrare la più banale delle creazioni in campo medico, non sono da meno. Esistono molti tipi di stampelle, citiamo le famose ‘’canadesi’’ e ‘’ascellari’’ e introduciamo le nuove e per questo meno conosciute ‘’stampelle pieghevoli’’.

Le stampelle canadesi, sono le più comuni in commercio, ovvero le classiche stampelle provviste di un’impugnatura che avvolge l’avanbraccio, e un’impugnatura sottostante per la mano sulla quale scaricare il peso e poter far presa. Nelle meno economiche, ogni impugnatura è provvista di relativi cuscinetti al fine di evitare abrasioni ed escoriazioni dovute allo sfregamento se se ne fa un uso prolungato.

Le stampelle ascellari sono meno utilizzate, l’impugnatura caratteristica consiste in un supporto da inserire sotto l’ascella, generalmente costituito in spugna, inoltre è presente un’impugnatura per la mano al fine di migliorare la presa e garantire la distribuzione del peso.

Le stampelle pieghevoli sono invece un’innovazione, si presentano come le canadesi ma hanno la possibilità di piegarsi in dei segmenti e diventare cosi compatte e comodamente riponibili in zaini o borse.

La stampella tripode, è provvista di tre piedi grazie ai quali ha un’ottima superficie d’appoggio. L’impugnatura è molto simile alla stampella canadese

Tutte le stampelle sopracitate sono regolabili in altezza, provviste di un piedino in gomma che distribuisce meglio il peso durante la deambulazione e realizzate con materiali resistenti che permettono di avere un solido sostegno al peso corporeo.

Come regolare la stampella

La stampella, qualunque essa sia, è consigliabile farla regolare dal fisioterapista, qualora questo non fosse possibile, ecco una breve guida che in termini semplice potrà aiutarvi.

Ogni stampella è provvista di fori, che corrispondono all’altezza alla quale regoleremo l’impugnatura più alta. A seconda del modello di stampella scelto, possiamo trovare diversi ‘’fermi’’ ovvero dei piccoli componenti metallici o in plastica che hanno l’utilità di bloccare la stampella all’altezza desiderata.

  • Trovare il fermo lungo i fori della stampella
  • Regolare l’altezza con la propria statura in modo tale che l’impugnatura sia più comoda possibile, se necessario farsi aiutare da qualcuno
  • Reinserire il fermo nel foro corrispondente all’altezza desiderata.

Quale scegliere?

La scelta della stampella giusta è molto importante per non creare ulteriori complicanze e disagi nella deambulazione, per fortuna la tipologia di stampelle in commercio, copre le più varie necessità.

La canadese rappresenta la scelta di chi vuole andare sul sicuro, una stampella solida, comoda e disponibile in vari colori.

La stampella ascellare rappresenta l’alternativa alla canadese, anch’essa solida.

La stampella pieghevole invece rappresenta la stampella adatta a chi non si ferma nemmeno davanti ad un infortunio o con difficoltà nella deambulazione. Grazie a questo tipo di stampella è possibile infatti andare in moto, o guidare la macchina senza alcun tipo di ingombro. Adatta anche per chi, durante una passeggiata, decide di utilizzare una sola stampella e riporre l’altra nello zaino.

La stampella tripode invece rappresenta una sicurezza per le patologie neurologiche, in quanto alla velocità, preferisce la sicurezza e la stabilità. Ha un peso considerevole rispetto agli altri tipi di stampella, proprio per garantire le due caratteristiche che la rendono unica. Indicata per gli anziani.

Per le persone anziane inoltre, sono state inventati dei bastoni pieghevoli provvisti di accessori unici per garantire sicurezza e stabilità, parliamo del ‘’magic cane’’, ovvero un piedino provvisto di tre cuscinetti in grado di aumentare la superficie d’appoggio, e un particolare manico ergonomico provvisto di una luce a led, particolarmente utile per le ore notturne.

· Prezzi

Il prezzo medio di una canadese si aggira intorno ai 15.00 euro.

Il prezzo medio di una stampella ascellare è intorno ai 20 euro

Il prezzo medio di una stampella pieghevole è a partire dai 13 euro

Il prezzo di un bastone da passeggio pieghevole si colloca tra i 20 ed i 30 euro
 

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Pensiamo di avere problemi di emorroidi interne o esterne? Come possiamo distinguerle e agire di conseguenza? Vediamo di fare chiarezza sul disturbo emorroidario e di ridurre il disagio.

Emorroidi e malattia emorroidaria: conosciamo da vicino un disturbo diffuso

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare, naturalmente localizzati nella parte finale del retto. I cuscinetti emorroidari svolgono un importante ruolo nel mantenimento della continenza di feci e gas intestinali. Non solo: le emorroidi proteggono lo sfintere anale al passaggio delle feci durante l’evacuazione.

In condizioni normali non ci accorgiamo della presenza di questi cuscinetti vascolari ma, in particolari circostanze, le emorroidi possono infiammarsi e gonfiarsi, dando luogo ai sintomi della malattia emorroidaria.

Emorroidi interne ed emorroidi esterne: quale differenza?

Abbiamo problemi di emorroidi interne o esterne? Vediamo come distinguere queste due situazioni, per rimediare in maniera mirata.

Le emorroidi possono essere situate all’interno del retto (emorroidi interne), o sotto la cute intorno all’ano (emorroidi esterne). Perciò avremo:

· Emorroidi interne. Sono localizzate all’interno del retto e in genere non causano particolare disagio. Tutta via un eventuale sforzo durante l’evacuazione può provocare sanguinamento e scivolamento delle emorroidi verso l’esterno (emorroidi sporgenti o prolasso del plesso emorroidario). La conseguenza è la possibile insorgenza di irritazione e dolore.

 

  • Emorroidi esterne. Si trovano sotto la pelle che circonda l’ano. Quando sono irritate possono causare prurito o sanguinamento. Non è esclusa la formazione di un coagulo di sangue (trombo) con conseguenti gonfiore, infiammazione e dolore.

Come possiamo agire in caso di malattia emorroidaria?

Ecco tre utili accorgimenti per ridurre dolore, gonfiore e prurito, evitandone la ricomparsa:

· Dieta equilibrata. Prediligiamo il consumo di ortaggi e frutta di stagione, che contribuiranno a mantenere regolare il transito intestinale, grazie al loro alto contenuto di fibre. Evitiamo, invece, il “cibo spazzatura” che può contribuire a peggiorare l’infiammazione locale.

 

  • Beviamo acqua. Sarà importante bere molta acqua, almeno 1, 5 litri al giorno. In questo modo agevoleremo il naturale transito intestinale, ammorbidendo le feci e facilitandone l’espulsione. Rinunciamo, invece, a bibite gassate e bevande alcoliche, dall’azione irritativa.

 

  • Stile di vita regolare. Ricordiamo che la malattia emorroidaria può essere legata a una alterazione della circolazione. Eccessiva permanenza sul WC, sedentarietà e fumo sono alcuni tra i fattori predisponenti. Stare troppo tempo seduti potrebbe rallentare il flusso sanguigno, aggravando il gonfiore. L’abuso di nicotina, inoltre, può causare problemi a livello cardiovascolare, peggiorando il quadro clinico.

Queste indicazioni non sostituiscono il rapporto medico paziente. Per informazioni mirate circa eventuali problemi di emorroidi, rivolgiamoci ad uno specialista.

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Sempre più uomini dopo i 40 anni hanno problemi di erezione.

Le cause sono molteplici; una su tutte una vita sempre più stressante e stili di vita sempre meno sani. Dove la vita sedentaria viene preferita all’attività sportiva e il cibo spazzatura viene preferito al cibo sano e di qualità.

Per anni gli scienziati hanno cercato di risolvere questo problema. Il Cialis è probabilmente insieme al Viagra il medicinale più famoso contro la disfunzione erettile maschile.

La pillola fa effetto già 20/30 minuti dopo l’assunzione ed ha una durata di circa 36 ore. Bisogna tuttavia fare una precisazione importante: il Cialis, così come altri farmaci come il Viagra, non provoca l’erezione del pene senza alcuno stimolo sessuale. Questo vuol dire che se viene a mancare la componente fondamentale dell’eccitazione, il risultato finale dell’erezione non si otterrà comunque.

Il prezzo va dagli 11/12 euro a pillola per le confezioni più piccole, fino ad arrivare anche a poco più di 7 euro se si decide d’acquistare la scatola più grande da 40 pillole.

Se invece volete risparmiare, puoi acquistare il Cialis generico in farmacia senza ricetta a un prezzo decisamente inferiore. In questo caso si parla di circa 3 euro per la confezione più piccola da 10 pillole, fino ad arrivare anche a meno di 1,5 euro per la confezione da 180 pillole.

Per quanto riguarda invece gli effetti collaterali, possiamo dire che non sono stati dimostrati nessun tipo di effetto collaterale grave nei pazienti delle sperimentazioni. Ne esistono tuttavia molti di lieve entità come:

  • Mal di testa
  • Dolore alla schiena
  • Dispepsia (dolore e/o fastidio persistente o ricorrente localizzato nell'epigastrio)
  • Vertigini
  • Iperemia (aumento del flusso sanguigno in una determinata parte del corpo)
  • Mialgia (Sindrome dolorosa a carico di uno o più muscoli o gruppi muscolari)
  • Naso chiuso

Queste considerazioni valgono ovviamente nel caso di soggetti in buona saluta senza nessun tipo di allergia.

Diverse persone infatti presentano particolari condizioni che li rendono impossibilitati ad assumere questo farmaco. Vediamoli insieme:

  • Persone con un’alta sensibilità al Tadalafil (nome scientifico del Cialis) o altri componenti del farmaco: ovviamente qualunque persona abbia un’allergia al medicinale non potrà usufruirne
  • Soggetti con malattie cardiovascolari. Se ad esempio si è sofferto di un infarto del miocardio negli ultimi 90 giorni non è possibile usufruire della pillola.
  • Soggetti colpiti da Cardiopatia di 2° grado negli ultimi 6 mesi
  • Soggetti che hanno disturbi incontrollati del ritmo cardiaco
  • Presenza di ipotensione arteriosa o ipertensione arteriosa
  • Soggetti colpiti da Ictus negli ultimi 6 mesi
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Per molti anziani, soprattutto se non autosufficienti, è difficile se non impossibile rimanere all’interno delle proprie abitazioni nelle quali in tanti casi non si è in grado di fornire la giusta assistenza sanitaria al paziente.

 

La scelta di una casa di riposo, laddove fosse necessaria, è quindi un momento importante e delicato per l’anziano che deve essere ospitato all’interno di una struttura che sappia accudirlo amorevolmente e soddisfare tutte le esigenze terapeutiche di ciascuno.

 

In Italia sono presenti decine e decine di case di riposo sparse in tutto il territorio, in alcuni casi più periferiche mentre in altri casi più vicine al centro città. Se siete alla ricerca di una casa per anziani non autosufficienti a Bologna, ad esempio, potrete contare su diverse strutture più o meno centrali ricche di servizi pensati per un soggiorno felice di chi abbiamo a cuore.

 

Sebbene si tratti di una scelta non sempre semplice, esistono tuttavia una serie di parametri da tenere in considerazione. Conoscendoli, trovare la struttura più adatta per il proprio caro sarà sicuramente più facile.

 

Il primo aspetto da tenere in considerazione nella scelta di una casa di riposo, soprattutto se ci riferiamo ad anziani non autosufficienti, riguarda la predisposizione di un apposito piano di assistenza redatto a seguito di scrupoloso controllo medico effettuato sul paziente. Solo in questo modo, infatti, medici ed operatori sanitari avranno la possibilità di coordinare nel migliore dei modi tempi e modi delle terapie da somministrare all’anziano senza perdere mai di vista il suo massimo comfort.

 

All’interno di una casa di riposo deve inoltre essere presente la cosiddetta Carta dei Servizi, un documento il cui scopo è quello di illustrare nel dettaglio tutte le informazioni sulla struttura, sulla sua ubicazioni, sulle prestazioni assistenziali messe in atto, sull’eventuale presenza di servizi extra con un costo aggiuntivo, sulle modalità per presentare un reclamo alla direzione e tutti gli standard di qualità che ci si prefigge di raggiungere e mantenere.

 

Prima di scegliere una casa di riposo per anziani non autosufficienti bisognerà inoltre informarsi per tempo sulla presenza di medici ed infermieri anche nelle ore notturne, non sempre garantita in tutte le strutture, e sulla possibilità di ricevere assistenza durante i pasti.

 

Quando ci si trova a dover riflettere sullo spostamento di un anziano in una casa di riposo è fondamentale tenere a mente il disagio psicologico che tale trasferimento potrebbe causare nel paziente. Si tratta di un aspetto non secondario poiché gli anziani, da sempre legati alle loro abitudini e al calore della propria dimora, potrebbero vedere come una “violenza” l’idea di dover lasciare l’ambiente domestico per spostarsi in una struttura totalmente sconosciuta. È per questo che i parenti che si occupano del ricovero dovrebbero scegliere case di riposo non eccessivamente lontane dalla casa dell’anziano, comode da raggiungere per fare spesso visita alla persona ricoverata e che diano l’autorizzazione a spostamenti temporanei del degente presso la sua residenza in alcuni periodi dell’anno.

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Molti di noi sono spesso infastiditi da frequenti gonfiori addominali. Di cosa si tratta e perché compaiono? Dietro questo disturbo possono esserci molteplici, differenti cause. Vediamo insieme quali fattori possono causare una sgradevole sensazione di gonfiore all’addome, e come ridurre questo disagio.

Gonfiori addominali, perché insorge questo disturbo?

Il gonfiore addominale può essere accompagnato da alcune condizioni:

  • Tensione addominale, localizzata nella parte superiore o inferire dell’ombelico,
  • Possibile dolore o crampi;
  • Eventuali disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Il gonfiore addominale è in genere il sintomo di un accumulo di gas nello stomaco o nell’intestino. Le cause possono essere svariate:

  • Aerofagia. Si tratta dell’ingestione di aria. Quando la sensazione di pienezza si manifesta dopo i pasti, è perché tendiamo a ingerire troppa aria (aerofagia) proprio mentre si consumiamo i cibi. Questa condizione si manifesta spesso quando mangiamo e mastichiamo velocemente.
  • Assunzione di alcuni alimenti e bevande. Bere bibite gassate può favorire la formazione di gas intestinali. Anche gli zuccheri presenti in dolci e alimenti particolarmente elaborati possono fermentare a livello intestinale, causando gonfiore.
  • Intolleranze alimentari specifiche. In caso di intolleranza al lattosio o al glutine, ad esempio, è spesso presente un notevole e frequente gonfiore addominale che può associarsi ad altri sintomi quali nausea, crampi, cefalea, stanchezza diffusa, stipsi o diarrea.

Alcune patologie possono favorire gonfiori a livello intestinale. Ad esempio:

  • Appendicite;
  • Problemi a carico della cistifellea e del fegato;
  • Gastroenterite,
  • Sindrome dell’intestino irritabile,
  • Occlusioni intestinali,
  • Ulcere gastriche o duodenali.

Fermenti lattici e alimentazione regolare per contrastare il gonfiore addominale

Per gestire il fastidioso gonfiore addominale sarà opportuno assumere fermenti lattici vivi. Si tratta di batteri buoni, amici del nostro intestino, in grado di rigenerare la fisiologica microflora alterata.

Infatti, con la loro azione probiotica, i fermenti lattici vivi contribuiranno a rafforzare la barriera intestinale e a stimolare il sistema immunitario, promuovendo un buon equilibrio intestinale.

Possiamo inoltre adottare alcune, sane abitudini a tavola:

  • Non saltiamo i pasti. Saltando i pasti si accumulerà facilmente aria nell’intestino vuoto.
  • Bilanciamo i pasti. Non rinunciamo alla colazione e non abbondiamo con la cena, per non rallentare la digestione e non alterare la fisiologica peristalsi intestinale (i normali movimenti del nostro intestino).
  • Mastichiamo lentamente per favorire il processo digestivo e prevenire l’ingestione di aria (aerofagia);

 

Beviamo acqua. Se non beviamo abbastanza il corpo faticherà a espellere le tossine e i liquidi in eccesso, pertanto, per garantire un’idratazione ottimale, è consigliabile assumere almeno 1, 5 litri di acqua al giorno.

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Tra i dispositivi medici portatili attualmente in commercio, il saturimetro da dito è quello che sta riscuotendo maggior successo in ambito sanitario e in ambito sportivo poiché consente di monitorare il livello di ossigenazione del sangue in maniera non invasiva e di prevenire ilmanifestarsi di alcune patologie cardio-respiratorie.

Tale strumento deve la sua attuale popolarità alla semplicità e praticità d'uso che lo contraddistinguono, alla sua velocità nella misurazione e nell'elaborazione dei dati, all'opportunità di utilizzo anche da parte di personale non medico.

Il saturimetro da dito

Il saturimetro da dito è costituto da una sonda a forma di pinza che si applica, appunto, su una delle dita delle mani o dei piedi e due sensori, tecnicamente chiamati diodi, che attraverso raggi e impulsi producono delle informazioni che si trasformeranno in dati sul display del dispositivo.

Tali dati possono riguardare, in primis, la percentuale di ossigeno presente nel sangue, ma anche i battiti cardiaci, con la conta delle pulsazioni al minuto, e la pressione sanguigna di un individuo, così da valutarne le condizioni fisiche.

Il saturimetro da dito puù essere utilizzato indistintamente sia se si ha a che fare con un soggetto già sottoposto a controlli e cure mediche sia se si ha a che fare con uno sportivo che svolge la sua attività a livello agonistico e necessita di avere i parametri vitali sotto controllo.

A questo punto la domanda sorge spontanea: il saturimetro da dito è un dispositivo medico davvero affidabile? 

Il saturimetro da dito è affidabile? 

Si, se utilizzato in maniera corretta, il saturimetro da dito è un dispositivo assolutamente affidabile, capace di prevenire casi di ipossia e l'insorgere di patologie legate all'apparato cardiaco e all'apparato respiratorio. 

Che si tratti di uno strumento affidabile e sicuro, lo dimostra il fatto che tale strumento è largamente utilizzato in ambito ospedaliero e di primo soccorso. Molti medici ne fanno uso e ne consigliano, inoltre, l'acquisto e l'utilizzo in ambito domestico ai loro pazienti. 

Il saturimetro da dito è, quindi, affidabile e il dato restituito al rilevatore è esatto nella maggior parte dei casi.

Vi sono, però, alcune situazioni in cui l'informazione può risultare errata, come ad esempio i casi in cui il saturimetro viene applicato su un dito freddo o su un dito tremante, oppure se sull'unghia del dito vi è dello smalto che impedisce il passaggio dell'onda infrarossi, ovvero dell'impulso per la misurazione.

Per questo motivo bisogna prestare sempre attenzione nella misurazione e ripetere il procedimento di rilevazione almeno due volte se il dato apparso sul display del dipsositivo risulta essere fuori dal normale range di valori in cui si dovrebbe attestare.

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Il dolore alla schiena può colpire in qualsiasi momento della vita e presentarsi in forma acuta con fastidi davvero difficili da sopportare. Spesso chi è preda di un forte mal di schiena ha bisogno di trovare una soluzione al dolore nel più breve tempo possibile, soprattutto perché i dolori più forti tendono a non attenuarsi in nessuna posizione e possono decisamente compromettere la qualità della vita.

 

Il primo step per andare a fondo e scoprire quale sia la causa di questo malessere è sicuramente la visita specialistica. Solo attraverso un’attenta analisi della situazione, infatti, sarà possibile stabilire l’entità del danno e capire come agire correttamente per far diminuire il dolore ed evitare che si ripresenti.

 

In moltissimi casi la soluzione ad un dolore di schiena che tende a cronicizzarsi o che colpisce soprattutto in età infantile o adolescenziale è il busto correttivo o, in altri casi, il corsetto. Quest’ultimo, a differenza dei busti veri e propri, ha più che altro una funzione di sostegno per evitare che una posizione curva della schiena possa causare dolori alla zona lombosacrale.

 

Nel caso dei busti ortopedici, invece, l’obiettivo è quello di correggere delle vere e proprie deformità della schiena – scoliosi e cifosi in primis – esercitando un’opportuna pressione su alcune zone del rachide e alleggerendone altre che vengono invece troppo sollecitate.

 

I busti ortopedici vengono realizzati su misura e ciò serve ad adattarne perfettamente la forma al corpo di ciascuno così da agevolare il lavoro del supporto e massimizzare i risultati. In ogni città sono disponibili diversi centri che si occupano di realizzare busti correttivi per ogni età. Se siete alla ricerca di busti su misura a Parma, ad esempio, potrete trovare anche strutture che si occupano di prendere le misure del paziente direttamente a domicilio, così da evitare spostamenti che, nei casi più gravi, potrebbero risultare complessi e dolorosi.

 

I busti ortopedici correttivi possono essere molto diversi tra loro. La diversità sta sostanzialmente nell’area di cui ciascuno di essi va ad occuparsi. È per questo che avremo, quindi, busti per scoliosi toracica, busti per scoliosi del torace e della zona lombare, busti cervico-dorsali, busti solamente dorsali e busti che si interessano invece della parte medio-bassa, ovverosia dosarli-lombari.

 

A questa differenziazione ne va aggiunta un’altra. I busti correttivi possono infatti essere prescritti rigidi o semirigidi a seconda della deformità che dovranno andare a contrastare. Fra questi, quelli più conosciuti sono sicuramente Milwaukee, Lionese, Boston e Cheneau. Tra questi si preferisce solitamente la tipologia Milwaukee per le deformità vertebrali di bambini e ragazzi colpiti da cifosi o scoliosi mentre si adotta più facilmente il tipo Cheneau per i problemi dorsali-lombari o unicamente lombari con una terapia che esercita pressione in più punti. Sarà ovviamente il professionista sanitario di riferimento ad indicare per ciascun caso il busto ortopedico più adatto dopo un’attenta valutazione della situazione del paziente ed opportuni esami diagnostici mirati.

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La caduta stagionale dei capelli, solitamente molto frequente nei periodi autunnali ed in quali primaverili, è un fenomeno che coinvolge indistintamente uomini e donne e che risponde ad un fisiologico processo messo in atto dal nostro organismo per adeguarsi alla variazione delle condizioni climatiche o, come affermano alcuni studiosi, per via dei cambiamenti ormonali causati dal cambiamento di ore nelle quali si alternano luce e buio. Nonostante la norma sia quindi quella di aspettarsi una caduta dei capelli tra marzo ed aprile e successivamente tra ottobre e novembre, capita spesso che molte persone si rivolgano ad un esperto tricologo durante il periodo estivo lamentando una massiccia caduta di capelli in un momento che appare inusuale. La verita è che sono moltissimi i soggetti che durante l estate assistono ad una cospicua perdita di capelli causata soprattutto da alcuni fattori come l esposizione prolungata al sole, la salsedine, i frequenti shampoo e l umidita. Quando la caduta dei capelli è in ogni caso un fenomeno temporaneo non legato a cause organiche di altra natura come ad esempio trattamenti farmacologici particolari, anemia o altre patologie sottostanti, la sua comparsa non deve preoccuparci. Un periodo di grande effluvium, però, non deve necessariamente essere sopportato in attesa che passi. È oggi possibile intervenire in maniera efficace e mirata con prodotti studiati appositamente per aiutare il cuoio capelluto nel processo di ricambio minimizzando l antiestetico effetto che una massiccia caduta dei capelli potrebbe avere su chi, soprattutto le donne, non ama vedere così poco folta la propria chioma. Eucare, da sempre attenta alle esigenze della nostra pelle, anche sotto stress, propone un ampia gamma di prodotti dermatologici appositamente pensati per contrastare questo fenomeno in tempi rapidi e con effetti duraturi. Grazie ai tanti studi condotti ed alla collaborazione con universita italiane che garantiscono l elevata tollerabilità dei prodotti realizzati, Eucare è in grado di garantire soluzioni adeguate ad ogni specifica esigenza della pelle, anche quando questa è sottoposta a particolari stress terapeutici che la rendono particolarmente debole e sensibile Tra i vari prodotti anticaduta realizzati qui in Italia da Eucare, uno dei più comodi ed apprezzati è sicuramente NEO CRILOIDIN, un trattamento sotto forma di lozione gel comodo da utilizzare ed ideale per aiutare il cuoio capelluto a ridurre questo turn over di capelli stabilizzandone il ritmo. La lozione, ricca di sostanze naturali scelte con cura per un efficace trattamento anticaduta, è semplicissima da utilizzare. Il consiglio è quello di applicare una piccola quantità di prodotto sulle zone dove il diradamento è più frequente e frizionarlo con delicati movimenti circolati per circa 2-3 minuti in modo che il gel penetri bene all’interno della cute. Per un’azione efficace è bene applicare il prodotto per 2-3 mesi in concomitanza dei periodi stagionali più delicati per i nostri capelli. .

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Gli Stabilimenti Termali

Le Terme, conosciute anche con il nome di Spa o Stabilimenti termali, sono delle strutture (pubbliche oppure private) che si trovano vicino alle sorgenti termali. Al loro intero sono presenti sia gli impianti termali per la somministrazione delle cure idroterapiche sia i centri benessere per rilassare l’organismo.

L'acqua termale è sempre calda e ricca di minerali, a causa della sua origine profonda, collegata a passati fenomeni vulcanici e al contatto con le rocce sotterranee durante il so percorso di risalita fino alla sorgente.

L’Italia è una terra ricca di sorgenti e Stabilimenti termali, benché alcune regioni ne siano più ricche rispetto alle altre. Molto numerose sono infatti le Terme nel Nord Italia, che sono soprattutto Terme in montagna, o le Terme in Centro Italia, come le Terme in Toscana o le Terme in Emilia Romagna

Il più delle volte una Struttura termale prenda il nome dalla cittadina in cui è situata; nel caso delle terme in Toscano abbiamo alcuni esempi come le Terme di Saturnia, le Terme di Gambassi

 

Le cure idroterapiche

Le acque termali sono utili per la cura delle patologie otorinolaringoiatriche, respiratorie croniche, muscoloscheletriche/reumatiche, le flebopatie, le malattie dermatologiche e del fegato.

Queste cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale ed il medico di famiglia o lo specialista possono effettuare la prescrizione.

 

Il Centro Benessere

Un soggiorno al Centro Benessere permette di far recuperare energie psico-fisiche all’organismo. Per aumentarne l’efficacia è opportuno che quando si ci in un Centro Benessere di una Struttura Termale, rallentare i propri ritmi, isolandosi dalla frenetica routine quotidiana, in modo tale da riuscire a rilassarsi.

Bisogna inoltre ascoltare, concentrandosi sui suoni che ci circondano come ad esempio la musica soft messa in sottofondo, lo scorrere dell'acqua delle cascatelle oppure semplicemente il silenzio circostante.

Così facendo, sarà possibile lasciarsi andare, facendo cadere tutte le resistenze, in modo tale da riuscire ad apprezzare totalmente i benefici dell'acqua termale.

All’interno del Centro Benessere è possibile abbandonarsi ai massaggi di massaggiatori qualificati, con olii profumati, o con i fanghi termali, ricchi di benefiche sostanze per la cura e bellezza della pelle.  Uno dei Centri Benessere più rinomati in Italia è costituito dalle Terme Sensoriali di Chianciano che si trova all’interno del parco secolare dell’Acqua Santa a Chianciano Terme. All’interno di esso, potrete trovare anche sauna e bagno turco.

 

Il bagno turco e la sauna

Quando parliamo del bagno turco intendiamo un ambiente la cui caratterista principale è quella di essere molto umido, ragion per cui è sempre consigliato di non fare delle sedute che superino i 10/15 minuti.

Di sauna invece ne esistono molteplici tipologie, come ad esempio quella a infrarossi che grazie alla sua temperatura non elevata è molto adatta a chi soffre di pressione bassa, oppure quella finlandese che però ha una temperatura molto più calda, fino a 90°C. Anche se generalmente la durata della seduta all'interno della sauna varia da persona a persona, anche qui è consigliabile non superare i 7/10 minuti di permanenza.

L'utilizzo del bagno turco o della sauna aiuta a stimolare la sudorazione, con la conseguenza che le tossine presenti all'interno dell'organismo vengono espulse, inoltre è anche bene ricordarsi che quando si esce è di fondamentale importanza farsi una doccia tiepida oppure fredda, dopodiché bisognerà attendere giusto qualche minuto in sala relax che il corpo ritorni alla sua normale temperatura.

Questi sbalzi termici portano moltissimi benefici, specialmente alla circolazione e aiutano anche ad alzare le difese immunitarie, garantendo così una minore probabilità di contrarre sia l’influenza sia il raffreddore, inoltre anche la pelle ne giova risultando immediatamente tanto più morbida quanto più tonica.

 

Il massaggio e i trattamenti

Quando si ci sottopone a un massaggio è molto importante ricordarsi che è un trattamento rilassante, quindi per questo motivo prima di iniziare la seduta bisogna sempre spiegare al massaggiatore sia quali sono le cose che danno fastidio, sia tutto quello che rende difficoltoso l’abbandonarsi al relax.

Una volta conclusa la seduta il terapeuta uscirà dalla stanza e si resterà da soli, questo ovviamente serve per stimolare ancora di più il rilassamento, consentendo alla persona di godersi un momento di quiete prima di alzarsi e rivestirsi.

Invece per quanto riguarda i trattamenti per la pulizia della pelle è consigliabile non effettuarli dopo aver fatto una sauna o un bagno turco, questo perché si rischierebbe di non assorbire nel modo corretto gli olii e le creme.

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