Categoria: Salute e Benessere

Per molti anziani, soprattutto se non autosufficienti, è difficile se non impossibile rimanere all’interno delle proprie abitazioni nelle quali in tanti casi non si è in grado di fornire la giusta assistenza sanitaria al paziente.

 

La scelta di una casa di riposo, laddove fosse necessaria, è quindi un momento importante e delicato per l’anziano che deve essere ospitato all’interno di una struttura che sappia accudirlo amorevolmente e soddisfare tutte le esigenze terapeutiche di ciascuno.

 

In Italia sono presenti decine e decine di case di riposo sparse in tutto il territorio, in alcuni casi più periferiche mentre in altri casi più vicine al centro città. Se siete alla ricerca di una casa per anziani non autosufficienti a Bologna, ad esempio, potrete contare su diverse strutture più o meno centrali ricche di servizi pensati per un soggiorno felice di chi abbiamo a cuore.

 

Sebbene si tratti di una scelta non sempre semplice, esistono tuttavia una serie di parametri da tenere in considerazione. Conoscendoli, trovare la struttura più adatta per il proprio caro sarà sicuramente più facile.

 

Il primo aspetto da tenere in considerazione nella scelta di una casa di riposo, soprattutto se ci riferiamo ad anziani non autosufficienti, riguarda la predisposizione di un apposito piano di assistenza redatto a seguito di scrupoloso controllo medico effettuato sul paziente. Solo in questo modo, infatti, medici ed operatori sanitari avranno la possibilità di coordinare nel migliore dei modi tempi e modi delle terapie da somministrare all’anziano senza perdere mai di vista il suo massimo comfort.

 

All’interno di una casa di riposo deve inoltre essere presente la cosiddetta Carta dei Servizi, un documento il cui scopo è quello di illustrare nel dettaglio tutte le informazioni sulla struttura, sulla sua ubicazioni, sulle prestazioni assistenziali messe in atto, sull’eventuale presenza di servizi extra con un costo aggiuntivo, sulle modalità per presentare un reclamo alla direzione e tutti gli standard di qualità che ci si prefigge di raggiungere e mantenere.

 

Prima di scegliere una casa di riposo per anziani non autosufficienti bisognerà inoltre informarsi per tempo sulla presenza di medici ed infermieri anche nelle ore notturne, non sempre garantita in tutte le strutture, e sulla possibilità di ricevere assistenza durante i pasti.

 

Quando ci si trova a dover riflettere sullo spostamento di un anziano in una casa di riposo è fondamentale tenere a mente il disagio psicologico che tale trasferimento potrebbe causare nel paziente. Si tratta di un aspetto non secondario poiché gli anziani, da sempre legati alle loro abitudini e al calore della propria dimora, potrebbero vedere come una “violenza” l’idea di dover lasciare l’ambiente domestico per spostarsi in una struttura totalmente sconosciuta. È per questo che i parenti che si occupano del ricovero dovrebbero scegliere case di riposo non eccessivamente lontane dalla casa dell’anziano, comode da raggiungere per fare spesso visita alla persona ricoverata e che diano l’autorizzazione a spostamenti temporanei del degente presso la sua residenza in alcuni periodi dell’anno.

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Molti di noi sono spesso infastiditi da frequenti gonfiori addominali. Di cosa si tratta e perché compaiono? Dietro questo disturbo possono esserci molteplici, differenti cause. Vediamo insieme quali fattori possono causare una sgradevole sensazione di gonfiore all’addome, e come ridurre questo disagio.

Gonfiori addominali, perché insorge questo disturbo?

Il gonfiore addominale può essere accompagnato da alcune condizioni:

  • Tensione addominale, localizzata nella parte superiore o inferire dell’ombelico,
  • Possibile dolore o crampi;
  • Eventuali disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Il gonfiore addominale è in genere il sintomo di un accumulo di gas nello stomaco o nell’intestino. Le cause possono essere svariate:

  • Aerofagia. Si tratta dell’ingestione di aria. Quando la sensazione di pienezza si manifesta dopo i pasti, è perché tendiamo a ingerire troppa aria (aerofagia) proprio mentre si consumiamo i cibi. Questa condizione si manifesta spesso quando mangiamo e mastichiamo velocemente.
  • Assunzione di alcuni alimenti e bevande. Bere bibite gassate può favorire la formazione di gas intestinali. Anche gli zuccheri presenti in dolci e alimenti particolarmente elaborati possono fermentare a livello intestinale, causando gonfiore.
  • Intolleranze alimentari specifiche. In caso di intolleranza al lattosio o al glutine, ad esempio, è spesso presente un notevole e frequente gonfiore addominale che può associarsi ad altri sintomi quali nausea, crampi, cefalea, stanchezza diffusa, stipsi o diarrea.

Alcune patologie possono favorire gonfiori a livello intestinale. Ad esempio:

  • Appendicite;
  • Problemi a carico della cistifellea e del fegato;
  • Gastroenterite,
  • Sindrome dell’intestino irritabile,
  • Occlusioni intestinali,
  • Ulcere gastriche o duodenali.

Fermenti lattici e alimentazione regolare per contrastare il gonfiore addominale

Per gestire il fastidioso gonfiore addominale sarà opportuno assumere fermenti lattici vivi. Si tratta di batteri buoni, amici del nostro intestino, in grado di rigenerare la fisiologica microflora alterata.

Infatti, con la loro azione probiotica, i fermenti lattici vivi contribuiranno a rafforzare la barriera intestinale e a stimolare il sistema immunitario, promuovendo un buon equilibrio intestinale.

Possiamo inoltre adottare alcune, sane abitudini a tavola:

  • Non saltiamo i pasti. Saltando i pasti si accumulerà facilmente aria nell’intestino vuoto.
  • Bilanciamo i pasti. Non rinunciamo alla colazione e non abbondiamo con la cena, per non rallentare la digestione e non alterare la fisiologica peristalsi intestinale (i normali movimenti del nostro intestino).
  • Mastichiamo lentamente per favorire il processo digestivo e prevenire l’ingestione di aria (aerofagia);

 

Beviamo acqua. Se non beviamo abbastanza il corpo faticherà a espellere le tossine e i liquidi in eccesso, pertanto, per garantire un’idratazione ottimale, è consigliabile assumere almeno 1, 5 litri di acqua al giorno.

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Tra i dispositivi medici portatili attualmente in commercio, il saturimetro da dito è quello che sta riscuotendo maggior successo in ambito sanitario e in ambito sportivo poiché consente di monitorare il livello di ossigenazione del sangue in maniera non invasiva e di prevenire ilmanifestarsi di alcune patologie cardio-respiratorie.

Tale strumento deve la sua attuale popolarità alla semplicità e praticità d'uso che lo contraddistinguono, alla sua velocità nella misurazione e nell'elaborazione dei dati, all'opportunità di utilizzo anche da parte di personale non medico.

Il saturimetro da dito

Il saturimetro da dito è costituto da una sonda a forma di pinza che si applica, appunto, su una delle dita delle mani o dei piedi e due sensori, tecnicamente chiamati diodi, che attraverso raggi e impulsi producono delle informazioni che si trasformeranno in dati sul display del dispositivo.

Tali dati possono riguardare, in primis, la percentuale di ossigeno presente nel sangue, ma anche i battiti cardiaci, con la conta delle pulsazioni al minuto, e la pressione sanguigna di un individuo, così da valutarne le condizioni fisiche.

Il saturimetro da dito puù essere utilizzato indistintamente sia se si ha a che fare con un soggetto già sottoposto a controlli e cure mediche sia se si ha a che fare con uno sportivo che svolge la sua attività a livello agonistico e necessita di avere i parametri vitali sotto controllo.

A questo punto la domanda sorge spontanea: il saturimetro da dito è un dispositivo medico davvero affidabile? 

Il saturimetro da dito è affidabile? 

Si, se utilizzato in maniera corretta, il saturimetro da dito è un dispositivo assolutamente affidabile, capace di prevenire casi di ipossia e l'insorgere di patologie legate all'apparato cardiaco e all'apparato respiratorio. 

Che si tratti di uno strumento affidabile e sicuro, lo dimostra il fatto che tale strumento è largamente utilizzato in ambito ospedaliero e di primo soccorso. Molti medici ne fanno uso e ne consigliano, inoltre, l'acquisto e l'utilizzo in ambito domestico ai loro pazienti. 

Il saturimetro da dito è, quindi, affidabile e il dato restituito al rilevatore è esatto nella maggior parte dei casi.

Vi sono, però, alcune situazioni in cui l'informazione può risultare errata, come ad esempio i casi in cui il saturimetro viene applicato su un dito freddo o su un dito tremante, oppure se sull'unghia del dito vi è dello smalto che impedisce il passaggio dell'onda infrarossi, ovvero dell'impulso per la misurazione.

Per questo motivo bisogna prestare sempre attenzione nella misurazione e ripetere il procedimento di rilevazione almeno due volte se il dato apparso sul display del dipsositivo risulta essere fuori dal normale range di valori in cui si dovrebbe attestare.

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Il dolore alla schiena può colpire in qualsiasi momento della vita e presentarsi in forma acuta con fastidi davvero difficili da sopportare. Spesso chi è preda di un forte mal di schiena ha bisogno di trovare una soluzione al dolore nel più breve tempo possibile, soprattutto perché i dolori più forti tendono a non attenuarsi in nessuna posizione e possono decisamente compromettere la qualità della vita.

 

Il primo step per andare a fondo e scoprire quale sia la causa di questo malessere è sicuramente la visita specialistica. Solo attraverso un’attenta analisi della situazione, infatti, sarà possibile stabilire l’entità del danno e capire come agire correttamente per far diminuire il dolore ed evitare che si ripresenti.

 

In moltissimi casi la soluzione ad un dolore di schiena che tende a cronicizzarsi o che colpisce soprattutto in età infantile o adolescenziale è il busto correttivo o, in altri casi, il corsetto. Quest’ultimo, a differenza dei busti veri e propri, ha più che altro una funzione di sostegno per evitare che una posizione curva della schiena possa causare dolori alla zona lombosacrale.

 

Nel caso dei busti ortopedici, invece, l’obiettivo è quello di correggere delle vere e proprie deformità della schiena – scoliosi e cifosi in primis – esercitando un’opportuna pressione su alcune zone del rachide e alleggerendone altre che vengono invece troppo sollecitate.

 

I busti ortopedici vengono realizzati su misura e ciò serve ad adattarne perfettamente la forma al corpo di ciascuno così da agevolare il lavoro del supporto e massimizzare i risultati. In ogni città sono disponibili diversi centri che si occupano di realizzare busti correttivi per ogni età. Se siete alla ricerca di busti su misura a Parma, ad esempio, potrete trovare anche strutture che si occupano di prendere le misure del paziente direttamente a domicilio, così da evitare spostamenti che, nei casi più gravi, potrebbero risultare complessi e dolorosi.

 

I busti ortopedici correttivi possono essere molto diversi tra loro. La diversità sta sostanzialmente nell’area di cui ciascuno di essi va ad occuparsi. È per questo che avremo, quindi, busti per scoliosi toracica, busti per scoliosi del torace e della zona lombare, busti cervico-dorsali, busti solamente dorsali e busti che si interessano invece della parte medio-bassa, ovverosia dosarli-lombari.

 

A questa differenziazione ne va aggiunta un’altra. I busti correttivi possono infatti essere prescritti rigidi o semirigidi a seconda della deformità che dovranno andare a contrastare. Fra questi, quelli più conosciuti sono sicuramente Milwaukee, Lionese, Boston e Cheneau. Tra questi si preferisce solitamente la tipologia Milwaukee per le deformità vertebrali di bambini e ragazzi colpiti da cifosi o scoliosi mentre si adotta più facilmente il tipo Cheneau per i problemi dorsali-lombari o unicamente lombari con una terapia che esercita pressione in più punti. Sarà ovviamente il professionista sanitario di riferimento ad indicare per ciascun caso il busto ortopedico più adatto dopo un’attenta valutazione della situazione del paziente ed opportuni esami diagnostici mirati.

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La caduta stagionale dei capelli, solitamente molto frequente nei periodi autunnali ed in quali primaverili, è un fenomeno che coinvolge indistintamente uomini e donne e che risponde ad un fisiologico processo messo in atto dal nostro organismo per adeguarsi alla variazione delle condizioni climatiche o, come affermano alcuni studiosi, per via dei cambiamenti ormonali causati dal cambiamento di ore nelle quali si alternano luce e buio. Nonostante la norma sia quindi quella di aspettarsi una caduta dei capelli tra marzo ed aprile e successivamente tra ottobre e novembre, capita spesso che molte persone si rivolgano ad un esperto tricologo durante il periodo estivo lamentando una massiccia caduta di capelli in un momento che appare inusuale. La verita è che sono moltissimi i soggetti che durante l estate assistono ad una cospicua perdita di capelli causata soprattutto da alcuni fattori come l esposizione prolungata al sole, la salsedine, i frequenti shampoo e l umidita. Quando la caduta dei capelli è in ogni caso un fenomeno temporaneo non legato a cause organiche di altra natura come ad esempio trattamenti farmacologici particolari, anemia o altre patologie sottostanti, la sua comparsa non deve preoccuparci. Un periodo di grande effluvium, però, non deve necessariamente essere sopportato in attesa che passi. È oggi possibile intervenire in maniera efficace e mirata con prodotti studiati appositamente per aiutare il cuoio capelluto nel processo di ricambio minimizzando l antiestetico effetto che una massiccia caduta dei capelli potrebbe avere su chi, soprattutto le donne, non ama vedere così poco folta la propria chioma. Eucare, da sempre attenta alle esigenze della nostra pelle, anche sotto stress, propone un ampia gamma di prodotti dermatologici appositamente pensati per contrastare questo fenomeno in tempi rapidi e con effetti duraturi. Grazie ai tanti studi condotti ed alla collaborazione con universita italiane che garantiscono l elevata tollerabilità dei prodotti realizzati, Eucare è in grado di garantire soluzioni adeguate ad ogni specifica esigenza della pelle, anche quando questa è sottoposta a particolari stress terapeutici che la rendono particolarmente debole e sensibile Tra i vari prodotti anticaduta realizzati qui in Italia da Eucare, uno dei più comodi ed apprezzati è sicuramente NEO CRILOIDIN, un trattamento sotto forma di lozione gel comodo da utilizzare ed ideale per aiutare il cuoio capelluto a ridurre questo turn over di capelli stabilizzandone il ritmo. La lozione, ricca di sostanze naturali scelte con cura per un efficace trattamento anticaduta, è semplicissima da utilizzare. Il consiglio è quello di applicare una piccola quantità di prodotto sulle zone dove il diradamento è più frequente e frizionarlo con delicati movimenti circolati per circa 2-3 minuti in modo che il gel penetri bene all’interno della cute. Per un’azione efficace è bene applicare il prodotto per 2-3 mesi in concomitanza dei periodi stagionali più delicati per i nostri capelli. .

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Gli Stabilimenti Termali

Le Terme, conosciute anche con il nome di Spa o Stabilimenti termali, sono delle strutture (pubbliche oppure private) che si trovano vicino alle sorgenti termali. Al loro intero sono presenti sia gli impianti termali per la somministrazione delle cure idroterapiche sia i centri benessere per rilassare l’organismo.

L'acqua termale è sempre calda e ricca di minerali, a causa della sua origine profonda, collegata a passati fenomeni vulcanici e al contatto con le rocce sotterranee durante il so percorso di risalita fino alla sorgente.

L’Italia è una terra ricca di sorgenti e Stabilimenti termali, benché alcune regioni ne siano più ricche rispetto alle altre. Molto numerose sono infatti le Terme nel Nord Italia, che sono soprattutto Terme in montagna, o le Terme in Centro Italia, come le Terme in Toscana o le Terme in Emilia Romagna

Il più delle volte una Struttura termale prenda il nome dalla cittadina in cui è situata; nel caso delle terme in Toscano abbiamo alcuni esempi come le Terme di Saturnia, le Terme di Gambassi

 

Le cure idroterapiche

Le acque termali sono utili per la cura delle patologie otorinolaringoiatriche, respiratorie croniche, muscoloscheletriche/reumatiche, le flebopatie, le malattie dermatologiche e del fegato.

Queste cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale ed il medico di famiglia o lo specialista possono effettuare la prescrizione.

 

Il Centro Benessere

Un soggiorno al Centro Benessere permette di far recuperare energie psico-fisiche all’organismo. Per aumentarne l’efficacia è opportuno che quando si ci in un Centro Benessere di una Struttura Termale, rallentare i propri ritmi, isolandosi dalla frenetica routine quotidiana, in modo tale da riuscire a rilassarsi.

Bisogna inoltre ascoltare, concentrandosi sui suoni che ci circondano come ad esempio la musica soft messa in sottofondo, lo scorrere dell'acqua delle cascatelle oppure semplicemente il silenzio circostante.

Così facendo, sarà possibile lasciarsi andare, facendo cadere tutte le resistenze, in modo tale da riuscire ad apprezzare totalmente i benefici dell'acqua termale.

All’interno del Centro Benessere è possibile abbandonarsi ai massaggi di massaggiatori qualificati, con olii profumati, o con i fanghi termali, ricchi di benefiche sostanze per la cura e bellezza della pelle.  Uno dei Centri Benessere più rinomati in Italia è costituito dalle Terme Sensoriali di Chianciano che si trova all’interno del parco secolare dell’Acqua Santa a Chianciano Terme. All’interno di esso, potrete trovare anche sauna e bagno turco.

 

Il bagno turco e la sauna

Quando parliamo del bagno turco intendiamo un ambiente la cui caratterista principale è quella di essere molto umido, ragion per cui è sempre consigliato di non fare delle sedute che superino i 10/15 minuti.

Di sauna invece ne esistono molteplici tipologie, come ad esempio quella a infrarossi che grazie alla sua temperatura non elevata è molto adatta a chi soffre di pressione bassa, oppure quella finlandese che però ha una temperatura molto più calda, fino a 90°C. Anche se generalmente la durata della seduta all'interno della sauna varia da persona a persona, anche qui è consigliabile non superare i 7/10 minuti di permanenza.

L'utilizzo del bagno turco o della sauna aiuta a stimolare la sudorazione, con la conseguenza che le tossine presenti all'interno dell'organismo vengono espulse, inoltre è anche bene ricordarsi che quando si esce è di fondamentale importanza farsi una doccia tiepida oppure fredda, dopodiché bisognerà attendere giusto qualche minuto in sala relax che il corpo ritorni alla sua normale temperatura.

Questi sbalzi termici portano moltissimi benefici, specialmente alla circolazione e aiutano anche ad alzare le difese immunitarie, garantendo così una minore probabilità di contrarre sia l’influenza sia il raffreddore, inoltre anche la pelle ne giova risultando immediatamente tanto più morbida quanto più tonica.

 

Il massaggio e i trattamenti

Quando si ci sottopone a un massaggio è molto importante ricordarsi che è un trattamento rilassante, quindi per questo motivo prima di iniziare la seduta bisogna sempre spiegare al massaggiatore sia quali sono le cose che danno fastidio, sia tutto quello che rende difficoltoso l’abbandonarsi al relax.

Una volta conclusa la seduta il terapeuta uscirà dalla stanza e si resterà da soli, questo ovviamente serve per stimolare ancora di più il rilassamento, consentendo alla persona di godersi un momento di quiete prima di alzarsi e rivestirsi.

Invece per quanto riguarda i trattamenti per la pulizia della pelle è consigliabile non effettuarli dopo aver fatto una sauna o un bagno turco, questo perché si rischierebbe di non assorbire nel modo corretto gli olii e le creme.

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Va scelto un determinato periodo?

In molti negli ultimi anni si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica vari. Si tratta di rimedi efficaci per risolvere un problema che in alcuni casi è prettamente estetico, in altri è anche funzionale. Il che vuol dire che potrebbero verificarsi situazioni in cui un determinato organo o un tessuto abbia delle alterazioni importanti. Si capisce evidentemente che va fatta molta attenzione e bisogna monitorare con attenzione il paziente che vuole sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. E soprattutto ci sono dei periodi dell'anno in cui sarebbe bene evitare un certo tipo di operazione così come altri dove la ripresa potrebbe essere senza dubbio più veloce. Non si tratta di un falso mito o di una credenza popolare, ma di un dato effettivo: va scelto con attenzione il periodo in cui ci si intende sottoporre ad un intervento. Chiaramente va precisato che in caso di condizioni di salute particolari non va assolutamente preso in considerazione il periodo dell'anno ma è bene muoversi d'urgenza.

Alcuni esempi pratici

Per andare nel concreto si potrebbe parlare di qualche esempio. Infatti la rinoplastica è un intervento assai diffuso e prevede una modifica della conformazione del naso. Questa però andrebbe evitata soprattutto nella stagione dei pollini e delle allergie primaverili in quanto la rinite, i pruriti e la sensazione di malessere potrebbero essere assai diffuse. Così come la liposuzione che preferibilmente andrebbe fatta in autunno o inverno in quanto subito dopo l'operazione bisogna indossare una guaina elastica. Fino ad arrivare alla mastoplastica additiva: in tal caso meglio evitare di fare l'intervento a ridosso della stagione estiva in quanto bisogna aspettare un bel po' per poter prendere il sole. Stesso dicasi per il lifting al collo o al viso in quanto non bisogna prendere il sole dopo l'intervento così da non peggiorare eventuali cicatrici. Va comunque sottolineato un aspetto cruciale, ovvero che solo affidandosi ad un medico esperto come il dottor Enrico Fruttero di Torino si può avere una consulenza dettagliata e scegliere sempre il periodo giusto.

Esiste un periodo ideale per un intervento?

Per coloro che vogliono capire quale sia, in sintesi, il periodo migliore per potersi sottoporre ad un intervento di chirurgia plastica è bene sapere che è quello non eccessivamente caldo. L'autunno e l'inverno infatti permettono di avere una ripresa in tempi più rapidi, evitando maggiormente la presenza di gonfiore ed edema che potrebbe dare origine ad una serie di fastidi non di poco conto. L'autunno può essere senza alcun dubbio la scelta migliore dato che non c'è caldo e soprattutto ancora non vi è un'aria troppo umida. Il clima fresco e gradevole non può che evitare il gonfiore fisiologico post-intervento chirurgico. Oltre a dover sottolineare che il sole per gran parte delle operazioni non è certo un buon alleato visto che determina secchezza della pelle e quindi potrebbe rallentare i tempi di rimarginazione di ferite e cicatrici.

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Come molti sapranno, la Toscana detiene un interessante primato per quanto riguarda gli stabilimenti termali presenti nel suo territorio. In queste bellissime terre baciate dal sole, infatti, sono presenti il maggior numero di sorgenti termali per singola regione. Ciò vuol dire che se siete alla ricerca di una vacanza di relax e benessere, ma anche semplicemente di un weekend diverso dal solito, qui troverete ad accogliervi tantissime strutture ideali per un soggiorno difficile da dimenticare. Con tutti questi stabilimenti potrebbe essere però difficile scegliere la giusta destinazione. Scopriamo allora insieme i bagni termali migliori in Toscana e le loro caratteristiche principali.

Se tra le vostre mete c’è Siena, qui in provincia è possibile trovare alcune delle migliori terme di tutta la regione. Tra queste, impossibile dimenticare i Bagni San Filippo. Ci troviamo nella frazione di San Quirico D’Orcia. Qui, immersi nella natura, i Bagni San Filippo offrono una zona termale completamente gratuita con delle incredibili vasche naturali all’interno delle quali la temperatura dell’acqua arriva fino a 50 gradi. Particolarità introvabile altrove è la bellissima “balena bianca” che solo ai Bagni San Filippo potrete ammirare. Si tratta di un grande masso bianco che si getta nel torrente ed ha la conformazione di questo grande cetaceo. Oltre ad essere estremamente calda, l’acqua di questi bagni è inoltre ricchissima di calcio, un minerale fondamentale per la salute del nostro organismo.

Estremamente curative per l’apparato respiratorio, i dolori reumatici ed i problemi della pelle sono poi le acque termali delle terme di Montepulciano, altra zona tra le migliori in Toscana per chi è alla ricerca di location di benessere al top. In questa zona gli stabilimenti termali hanno fatto proprio il concetto di benessere a 360 gradi offrendo ai propri ospiti, oltre alla possibilità di immergersi in queste acque curative, trattamenti rigeneranti per creare una nuova armonia tra corpo e spirito.

Se avete sempre sentito parlare di Chianciano Terme ma finora non avete ancora avuto modo di visitare questa zona, il consiglio è quello di scegliere questa meta per la vostra prossima vacanza all’insegna del benessere. Oltre alle tantissime strutture ricettive che offrono quotidianamente servizi SPA che vedono protagonista l’acqua termale che sgorga in queste zone, vi suggeriamo di perdervi nella bellezza del Parco Termale Acqua Santa e Fucoli con terme sensoriali totalmente immerse nel verde. Questa zona viene annoverata tra i bagni termali migliori in Toscana poiché le sue acque offrono incredibili benefici a tutti coloro che soffrono di patologie epatiche e problemi gastrointestinali. Un motivo in più per scegliere la Toscana e pensare al proprio benessere psicofisico.

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In un mondo in cui la tecnologia tende a limitare l’attività fisica svolta quotidianamente da ciascun individuo, è molto importante che coloro che desiderano essere in forma si sforzino di trovare momenti nei quali dedicarsi al movimento, poiché secondo almeno quanto riportato dalle numerose ricerche che sono state condotte nel campo, sport e allenamento costituiscono la fonte primaria di benessere per ogni individuo.

Giocare a pallone con gli amici, nuotare sotto il caldo sole estivo, inoltrarsi per sentieri boschivi, sono tutte attività che contribuiscono alla salute generale delle persone che vi si dedicano; ma se davvero ci si vuole prendere cura del proprio benessere quotidiano, allora risulta di fondamentale importanza anche un corretto regime alimentare.

Diffidate da chi promette diete facili e veloci

Il corpo umano è la più complessa macchina biologica che abbia mai preso vita sulla Terra; ogni minuziosa parte che lo compone svolge dei compiti specifici che, coadiuvandosi con le attività poste in essere da parte degli altri microorganismi, consente a tutto il corpo di espletare la propria esistenza. Di conseguenza, il corpo umano vive secondo dei particolari ritmi che in scienza prendono il nome di ritmo circadiano, uno schema operativo che tiene conto dell’alternarsi di giorno e notte per consentire al corpo umano di trarre maggior beneficio possibile dalla realtà circostante.

Appare chiaro quindi che, qualsiasi tipologia di dieta sia seguita con l’obbiettivo di trasformare il proprio aspetto nel più breve tempo possibile, rischia di minare profondamente l’equilibrio psico-fisico sul quale si regge il corpo stesso; la dieta è importante è benefica nel momento in cui questa viene adattata specificamente alle esigenze di un particolare individuo, affinché sia possibile tenere in considerazione tutte le particolarità del caso e propendere così verso regimi alimentari che, anziché mettere a repentaglio la salute della persone, possano risultare di massima efficacia nel promuoverne il benessere generale – vedi ad esempio Fitvia recensioni.

È una questione di coscienza

Corpo e mente sono intimamente legati in un crogiolo di sensi ed emozioni che non è possibile discernere, pena l’impossibilità di comprendere lo stesso essere umano. Chiunque sia interessato a prendersi cura della propria salute, dovrebbe pertanto anzitutto sforzarsi di lavorare sui propri stati d’animo, poiché a ben vedere sono proprio questi i principali responsabili del successo di qualsiasi tipologia di dieta.

È inutile ad esempio intraprendere una dieta se ancora non si è davvero pronti e non ha si ha intenzione di combattere le voglie di dolciumi che riempiono le giornate a causa del particolare periodo di vita, così come è senza senso rispettare un regime alimentare restrittivo se ogni volta che ci si attiene si ha il senso di sentirsi irrealizzati. È tutta una questione di coscienza, sicché soltanto allineando i bisogni fisici con quelli emotivi, è possibile davvero lavorare quotidianamente a supporto del proprio benessere: il consiglio pertanto è quello di dedicarsi a particolari generi di dieta, soltanto dopo averli messi in relazione con i rispettivi bisogni fisici ed avere la certezza che il proprio animo sia ben disposto a intraprendere un nuovo stile di vita.

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Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

Il pesce è un alimento che non deve mancare sulle nostre tavole: è infatti povero di grassi e ricco di proteine e  Omega 3 ma, nonostante sia uno dei cibi più amati, non sempre è facile acquistarlo e capire se quello che troviamo in pescheria sia un prodotto fresco e genuino oppure no. A norma di legge il pesce è fresco fino a massimo 3 giorni dal momento della pesca, se viene conservato in condizioni favorevoli: un pesce appena pescato e tenuto ad alte temperature, per esempio, deperirà entro poche ore. Scopriamo allora come capire se il pesce è fresco con delle semplici regole per un acquisto consapevole e senza rischi per la salute.

Come capire se il pesce è fresco: le regole generali da conoscere per un acquisto sicuro.

Per riconoscere la freschezza del pesce che stiamo per acquistare ci sono dei segnali importanto da valutare, sia di tipo olfattivo che visivo: fondamentale è l’odore ma è molto importante anche osservare gli occhi, le branchie, le consistenza, la pelle, tutti elementi che possono aiutarci a capire se quello che stiamo acquistando è pesce fresco o andato a male. Ecco nello specifico ciò che c’è da sapere.

L’odore è il primo elemento da valutare.

L’odore è la prima cosa che bisogna valutare per accertarsi della freschezza del pesce, deve infatti profumare di mare e di salsedine: se invece sentite odore di marcio evitate di acquistarlo. Nonostante sembri facile però, non tutti hanno un naso esperto per capire quando, ad esempio, il pesce viene coperto con l’ammoniaca, che viene utilizzata per disinfettare il pesce ritardandone la putrefazione. Per questo è fondamentale riconoscere anche altri segnali visivi per capire se il nostro acquisto è sicuro.

Il corpo deve essere lucido e il suo colore brillante.

Il pesce fresco deve essere lucido e brillante, ricoperto da un muco cutaneo che lo rende luminoso e scivoloso al tatto. Nel pesce non fresco o decongelato, invece, la pelle risulta opaca. Quando acquistate il pesce azzurro, come alici, acciughe, guardate anche la pancia: in queste specie, infatti, le interiora si decompongono più velocemente e ciò causa un rigonfiamento, segno che il pesce non è fresco.

Il colore del pesce deve essere brillante e ricco di sfumature, rese più evidenti dalla luce, che riprendono i colori dell’arcobaleno. Non fidatevi dunque se il colore del pesce è monocromatico e se la pelle è opaca.

L’occhio deve essere vivo.

Gli occhi del pesce fresco, pur non essendo il massimo dell’espressività, devono essere vividi e ancora gonfi, o comunque sporgenti, con la pupilla nera. Se l’occhio è spento, grigio e incavato, allora è meglio non acquistarlo: valutate questi elementi anche per capire se il pesce è decongelato, anche in questo caso, infatti, gi occhi saranno opachi e concavi. Si tratta di pochi elementi da valutare ma che vi permetteranno di fare l’acquisto giusto, senza rischi per la salute.

Il corpo deve essere rigido e le branchie di un rosso acceso.

Anche il tatto è importante: toccare il pesce è un altro elemento importante per valutarne la freschezza. Il corpo del pesce dovrà essere rigido: il rigor mortis nei pesci, infatti, si rilascia più velocemente che nei mammiferi, per questo un pesce, subito dopo pescato ha già il corpo rigido. E se invece il corpo è floscio? Vuol dire che il pesce è lì da un po’ di giorni e quindi è meglio non acquistarlo.

Le branchie devono essere di un rosso acceso e umide: per valutare la freschezza del pesce apritele e, se trovate delle gocce di sangue, ancora meglio, significa che non ha avuto il tempo di coagularsi e che quindi è fresco. Le squame, invece, devono essere aderenti al corpo. Se il colore è marroncino o rosso scuro, vuol dire che il pesce è stato pescato già da alcuni giorni.

Consigli e trucchi per riconoscere il pesce fresco non solo in pescheria.

Scopriamo ora alcuni trucchi e consigli utili per capire quando il pesce è fresco, non solo quando lo acquistiamo in pescheria o al mercato, ma anche quando lo cuciniamo o dobbiamo mangiarlo al ristorante.

  • Anche a casa possiamo capire se il pesce è fresco: ve ne accorgerete soprattutto nel momento dell’eviscerazione: se le interiora sono liquefatte e l’odore è sgradevole, vuol dire che il pesce non è fresco. Se non volete eviscerarlo voi, fatelo fare al momento dell’acquisto, ma chiedete di poter guardare mentre svolge l’operazione, ne avete tutto il diritto.
  • Come riconoscerlo nel banco dei surgelati?: anche in questo caso valgono le regole dei banchi della pescheria. Di solito però nei supermercati troviamo in vendita pesci d’allevamento e, in questo caso, fate attenzione alla provenienza: quelli italiani sono più magri perchè sottoposti a regole più rigide, vengono infatti nutriti con mangimi a basso contenuto di grassi e antibiotici. preferite poi quelli allevati in mare, in quanto hanno più spazio per nuotare e si alimentano in modo più naturale.
  • Al ristorante chiedete di vedere il pesce che cucineranno: oltre a valutare l’odore, gli occhi e le branchie, valutate se i peschi che vi presentano sono quasi uguali per dimensione e peso, ciò significa infatti che si tratta di pesci di allevamento. Valutate poi anche il sapore, il pesce non dovrà essere secco e stopposo ma nemmeno troppo ricco di condimento: in questo caso può essere utilizzato per camuffare un pesce surgelato presentanto come fresco.
  • Imparate la differenza tra quello fresco e decongelato: il pesce decongelato ha l’aspetto simile al pesce non fresco, quindi ha tutte le caratteristiche negative di cui abbiamo parlato, tra cui corpo non rigido, occhi opachi, ecc…Da non demonizzare invece il pesce surgelato in quanto tutto dipende dalla qualità: molti ristoranti famosi infatti utilizzano, soprattutto gamberi, poli e seppie e ciò ne assicura una maggiore freschezza, in quanto si tratta perlopiù di prodotti pescati in mari lontani che altrimenti non arriverebbero freschi a destinazione.

Fonte: Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

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