Categoria: Salute e Benessere

Va scelto un determinato periodo?

In molti negli ultimi anni si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica vari. Si tratta di rimedi efficaci per risolvere un problema che in alcuni casi è prettamente estetico, in altri è anche funzionale. Il che vuol dire che potrebbero verificarsi situazioni in cui un determinato organo o un tessuto abbia delle alterazioni importanti. Si capisce evidentemente che va fatta molta attenzione e bisogna monitorare con attenzione il paziente che vuole sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. E soprattutto ci sono dei periodi dell'anno in cui sarebbe bene evitare un certo tipo di operazione così come altri dove la ripresa potrebbe essere senza dubbio più veloce. Non si tratta di un falso mito o di una credenza popolare, ma di un dato effettivo: va scelto con attenzione il periodo in cui ci si intende sottoporre ad un intervento. Chiaramente va precisato che in caso di condizioni di salute particolari non va assolutamente preso in considerazione il periodo dell'anno ma è bene muoversi d'urgenza.

Alcuni esempi pratici

Per andare nel concreto si potrebbe parlare di qualche esempio. Infatti la rinoplastica è un intervento assai diffuso e prevede una modifica della conformazione del naso. Questa però andrebbe evitata soprattutto nella stagione dei pollini e delle allergie primaverili in quanto la rinite, i pruriti e la sensazione di malessere potrebbero essere assai diffuse. Così come la liposuzione che preferibilmente andrebbe fatta in autunno o inverno in quanto subito dopo l'operazione bisogna indossare una guaina elastica. Fino ad arrivare alla mastoplastica additiva: in tal caso meglio evitare di fare l'intervento a ridosso della stagione estiva in quanto bisogna aspettare un bel po' per poter prendere il sole. Stesso dicasi per il lifting al collo o al viso in quanto non bisogna prendere il sole dopo l'intervento così da non peggiorare eventuali cicatrici. Va comunque sottolineato un aspetto cruciale, ovvero che solo affidandosi ad un medico esperto come il dottor Enrico Fruttero di Torino si può avere una consulenza dettagliata e scegliere sempre il periodo giusto.

Esiste un periodo ideale per un intervento?

Per coloro che vogliono capire quale sia, in sintesi, il periodo migliore per potersi sottoporre ad un intervento di chirurgia plastica è bene sapere che è quello non eccessivamente caldo. L'autunno e l'inverno infatti permettono di avere una ripresa in tempi più rapidi, evitando maggiormente la presenza di gonfiore ed edema che potrebbe dare origine ad una serie di fastidi non di poco conto. L'autunno può essere senza alcun dubbio la scelta migliore dato che non c'è caldo e soprattutto ancora non vi è un'aria troppo umida. Il clima fresco e gradevole non può che evitare il gonfiore fisiologico post-intervento chirurgico. Oltre a dover sottolineare che il sole per gran parte delle operazioni non è certo un buon alleato visto che determina secchezza della pelle e quindi potrebbe rallentare i tempi di rimarginazione di ferite e cicatrici.

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Come molti sapranno, la Toscana detiene un interessante primato per quanto riguarda gli stabilimenti termali presenti nel suo territorio. In queste bellissime terre baciate dal sole, infatti, sono presenti il maggior numero di sorgenti termali per singola regione. Ciò vuol dire che se siete alla ricerca di una vacanza di relax e benessere, ma anche semplicemente di un weekend diverso dal solito, qui troverete ad accogliervi tantissime strutture ideali per un soggiorno difficile da dimenticare. Con tutti questi stabilimenti potrebbe essere però difficile scegliere la giusta destinazione. Scopriamo allora insieme i bagni termali migliori in Toscana e le loro caratteristiche principali.

Se tra le vostre mete c’è Siena, qui in provincia è possibile trovare alcune delle migliori terme di tutta la regione. Tra queste, impossibile dimenticare i Bagni San Filippo. Ci troviamo nella frazione di San Quirico D’Orcia. Qui, immersi nella natura, i Bagni San Filippo offrono una zona termale completamente gratuita con delle incredibili vasche naturali all’interno delle quali la temperatura dell’acqua arriva fino a 50 gradi. Particolarità introvabile altrove è la bellissima “balena bianca” che solo ai Bagni San Filippo potrete ammirare. Si tratta di un grande masso bianco che si getta nel torrente ed ha la conformazione di questo grande cetaceo. Oltre ad essere estremamente calda, l’acqua di questi bagni è inoltre ricchissima di calcio, un minerale fondamentale per la salute del nostro organismo.

Estremamente curative per l’apparato respiratorio, i dolori reumatici ed i problemi della pelle sono poi le acque termali delle terme di Montepulciano, altra zona tra le migliori in Toscana per chi è alla ricerca di location di benessere al top. In questa zona gli stabilimenti termali hanno fatto proprio il concetto di benessere a 360 gradi offrendo ai propri ospiti, oltre alla possibilità di immergersi in queste acque curative, trattamenti rigeneranti per creare una nuova armonia tra corpo e spirito.

Se avete sempre sentito parlare di Chianciano Terme ma finora non avete ancora avuto modo di visitare questa zona, il consiglio è quello di scegliere questa meta per la vostra prossima vacanza all’insegna del benessere. Oltre alle tantissime strutture ricettive che offrono quotidianamente servizi SPA che vedono protagonista l’acqua termale che sgorga in queste zone, vi suggeriamo di perdervi nella bellezza del Parco Termale Acqua Santa e Fucoli con terme sensoriali totalmente immerse nel verde. Questa zona viene annoverata tra i bagni termali migliori in Toscana poiché le sue acque offrono incredibili benefici a tutti coloro che soffrono di patologie epatiche e problemi gastrointestinali. Un motivo in più per scegliere la Toscana e pensare al proprio benessere psicofisico.

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In un mondo in cui la tecnologia tende a limitare l’attività fisica svolta quotidianamente da ciascun individuo, è molto importante che coloro che desiderano essere in forma si sforzino di trovare momenti nei quali dedicarsi al movimento, poiché secondo almeno quanto riportato dalle numerose ricerche che sono state condotte nel campo, sport e allenamento costituiscono la fonte primaria di benessere per ogni individuo.

Giocare a pallone con gli amici, nuotare sotto il caldo sole estivo, inoltrarsi per sentieri boschivi, sono tutte attività che contribuiscono alla salute generale delle persone che vi si dedicano; ma se davvero ci si vuole prendere cura del proprio benessere quotidiano, allora risulta di fondamentale importanza anche un corretto regime alimentare.

Diffidate da chi promette diete facili e veloci

Il corpo umano è la più complessa macchina biologica che abbia mai preso vita sulla Terra; ogni minuziosa parte che lo compone svolge dei compiti specifici che, coadiuvandosi con le attività poste in essere da parte degli altri microorganismi, consente a tutto il corpo di espletare la propria esistenza. Di conseguenza, il corpo umano vive secondo dei particolari ritmi che in scienza prendono il nome di ritmo circadiano, uno schema operativo che tiene conto dell’alternarsi di giorno e notte per consentire al corpo umano di trarre maggior beneficio possibile dalla realtà circostante.

Appare chiaro quindi che, qualsiasi tipologia di dieta sia seguita con l’obbiettivo di trasformare il proprio aspetto nel più breve tempo possibile, rischia di minare profondamente l’equilibrio psico-fisico sul quale si regge il corpo stesso; la dieta è importante è benefica nel momento in cui questa viene adattata specificamente alle esigenze di un particolare individuo, affinché sia possibile tenere in considerazione tutte le particolarità del caso e propendere così verso regimi alimentari che, anziché mettere a repentaglio la salute della persone, possano risultare di massima efficacia nel promuoverne il benessere generale – vedi ad esempio Fitvia recensioni.

È una questione di coscienza

Corpo e mente sono intimamente legati in un crogiolo di sensi ed emozioni che non è possibile discernere, pena l’impossibilità di comprendere lo stesso essere umano. Chiunque sia interessato a prendersi cura della propria salute, dovrebbe pertanto anzitutto sforzarsi di lavorare sui propri stati d’animo, poiché a ben vedere sono proprio questi i principali responsabili del successo di qualsiasi tipologia di dieta.

È inutile ad esempio intraprendere una dieta se ancora non si è davvero pronti e non ha si ha intenzione di combattere le voglie di dolciumi che riempiono le giornate a causa del particolare periodo di vita, così come è senza senso rispettare un regime alimentare restrittivo se ogni volta che ci si attiene si ha il senso di sentirsi irrealizzati. È tutta una questione di coscienza, sicché soltanto allineando i bisogni fisici con quelli emotivi, è possibile davvero lavorare quotidianamente a supporto del proprio benessere: il consiglio pertanto è quello di dedicarsi a particolari generi di dieta, soltanto dopo averli messi in relazione con i rispettivi bisogni fisici ed avere la certezza che il proprio animo sia ben disposto a intraprendere un nuovo stile di vita.

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Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

Il pesce è un alimento che non deve mancare sulle nostre tavole: è infatti povero di grassi e ricco di proteine e  Omega 3 ma, nonostante sia uno dei cibi più amati, non sempre è facile acquistarlo e capire se quello che troviamo in pescheria sia un prodotto fresco e genuino oppure no. A norma di legge il pesce è fresco fino a massimo 3 giorni dal momento della pesca, se viene conservato in condizioni favorevoli: un pesce appena pescato e tenuto ad alte temperature, per esempio, deperirà entro poche ore. Scopriamo allora come capire se il pesce è fresco con delle semplici regole per un acquisto consapevole e senza rischi per la salute.

Come capire se il pesce è fresco: le regole generali da conoscere per un acquisto sicuro.

Per riconoscere la freschezza del pesce che stiamo per acquistare ci sono dei segnali importanto da valutare, sia di tipo olfattivo che visivo: fondamentale è l’odore ma è molto importante anche osservare gli occhi, le branchie, le consistenza, la pelle, tutti elementi che possono aiutarci a capire se quello che stiamo acquistando è pesce fresco o andato a male. Ecco nello specifico ciò che c’è da sapere.

L’odore è il primo elemento da valutare.

L’odore è la prima cosa che bisogna valutare per accertarsi della freschezza del pesce, deve infatti profumare di mare e di salsedine: se invece sentite odore di marcio evitate di acquistarlo. Nonostante sembri facile però, non tutti hanno un naso esperto per capire quando, ad esempio, il pesce viene coperto con l’ammoniaca, che viene utilizzata per disinfettare il pesce ritardandone la putrefazione. Per questo è fondamentale riconoscere anche altri segnali visivi per capire se il nostro acquisto è sicuro.

Il corpo deve essere lucido e il suo colore brillante.

Il pesce fresco deve essere lucido e brillante, ricoperto da un muco cutaneo che lo rende luminoso e scivoloso al tatto. Nel pesce non fresco o decongelato, invece, la pelle risulta opaca. Quando acquistate il pesce azzurro, come alici, acciughe, guardate anche la pancia: in queste specie, infatti, le interiora si decompongono più velocemente e ciò causa un rigonfiamento, segno che il pesce non è fresco.

Il colore del pesce deve essere brillante e ricco di sfumature, rese più evidenti dalla luce, che riprendono i colori dell’arcobaleno. Non fidatevi dunque se il colore del pesce è monocromatico e se la pelle è opaca.

L’occhio deve essere vivo.

Gli occhi del pesce fresco, pur non essendo il massimo dell’espressività, devono essere vividi e ancora gonfi, o comunque sporgenti, con la pupilla nera. Se l’occhio è spento, grigio e incavato, allora è meglio non acquistarlo: valutate questi elementi anche per capire se il pesce è decongelato, anche in questo caso, infatti, gi occhi saranno opachi e concavi. Si tratta di pochi elementi da valutare ma che vi permetteranno di fare l’acquisto giusto, senza rischi per la salute.

Il corpo deve essere rigido e le branchie di un rosso acceso.

Anche il tatto è importante: toccare il pesce è un altro elemento importante per valutarne la freschezza. Il corpo del pesce dovrà essere rigido: il rigor mortis nei pesci, infatti, si rilascia più velocemente che nei mammiferi, per questo un pesce, subito dopo pescato ha già il corpo rigido. E se invece il corpo è floscio? Vuol dire che il pesce è lì da un po’ di giorni e quindi è meglio non acquistarlo.

Le branchie devono essere di un rosso acceso e umide: per valutare la freschezza del pesce apritele e, se trovate delle gocce di sangue, ancora meglio, significa che non ha avuto il tempo di coagularsi e che quindi è fresco. Le squame, invece, devono essere aderenti al corpo. Se il colore è marroncino o rosso scuro, vuol dire che il pesce è stato pescato già da alcuni giorni.

Consigli e trucchi per riconoscere il pesce fresco non solo in pescheria.

Scopriamo ora alcuni trucchi e consigli utili per capire quando il pesce è fresco, non solo quando lo acquistiamo in pescheria o al mercato, ma anche quando lo cuciniamo o dobbiamo mangiarlo al ristorante.

  • Anche a casa possiamo capire se il pesce è fresco: ve ne accorgerete soprattutto nel momento dell’eviscerazione: se le interiora sono liquefatte e l’odore è sgradevole, vuol dire che il pesce non è fresco. Se non volete eviscerarlo voi, fatelo fare al momento dell’acquisto, ma chiedete di poter guardare mentre svolge l’operazione, ne avete tutto il diritto.
  • Come riconoscerlo nel banco dei surgelati?: anche in questo caso valgono le regole dei banchi della pescheria. Di solito però nei supermercati troviamo in vendita pesci d’allevamento e, in questo caso, fate attenzione alla provenienza: quelli italiani sono più magri perchè sottoposti a regole più rigide, vengono infatti nutriti con mangimi a basso contenuto di grassi e antibiotici. preferite poi quelli allevati in mare, in quanto hanno più spazio per nuotare e si alimentano in modo più naturale.
  • Al ristorante chiedete di vedere il pesce che cucineranno: oltre a valutare l’odore, gli occhi e le branchie, valutate se i peschi che vi presentano sono quasi uguali per dimensione e peso, ciò significa infatti che si tratta di pesci di allevamento. Valutate poi anche il sapore, il pesce non dovrà essere secco e stopposo ma nemmeno troppo ricco di condimento: in questo caso può essere utilizzato per camuffare un pesce surgelato presentanto come fresco.
  • Imparate la differenza tra quello fresco e decongelato: il pesce decongelato ha l’aspetto simile al pesce non fresco, quindi ha tutte le caratteristiche negative di cui abbiamo parlato, tra cui corpo non rigido, occhi opachi, ecc…Da non demonizzare invece il pesce surgelato in quanto tutto dipende dalla qualità: molti ristoranti famosi infatti utilizzano, soprattutto gamberi, poli e seppie e ciò ne assicura una maggiore freschezza, in quanto si tratta perlopiù di prodotti pescati in mari lontani che altrimenti non arriverebbero freschi a destinazione.

Fonte: Tutte le regole (che forse non conosci) per acquistare pesce fresco

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Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

Durante le vacanze estive capita spesso di esagerare a tavola: aperitivi, grigliate, cene, spuntini calorici a base di gelati, dolci, pizzette, e si ritorna a casa con qualche chilo in più. Niente paura, vi basterà seguire una dieta del rientro per tornare in forma in poco tempo e perdere quel gonfiore che vi fa sentire come un palloncino: si tratta di semplici regole da seguire, per sentirvi di nuovo leggeri e in forma e disintossicare il corpo dalle tossine in eccesso.

Dieta del rientro: i consigli utili per recuperare la linea dopo le vacanze.

In vacanza si sa, tutto è concesso: pranzi, cene, sputini a base di cibi grassi o ricchi di zuccheri che mettono a dura prova la linea. Una volta tornati in città è importante riprendere i ritmi della vita di tutti i giorni e ritornare a darsi delle regole, anche a tavola, per eliminare i chili di troppo e depurare l’organismo. Non si tratta di fare grandi rinunce, ma basterà seguire dei consigli utili per ritrovare le buone abitudini con una dieta equilibrata e del sano movimento fisico.

1. Fissate obiettivi raggiungibili per perdere peso in modo graduale e duraturo.

Per perdere peso in modo graduale e duraturo fissatevi degli obiettivi raggiugibili: non più di 1 chilo a settimana, ad esempio. Evitate quindi le diete drastiche o quelle che promettono un dimagrimento veloce perché il risultato durerà poco e rimetterete in breve tempo tutti i chili persi. Seguire una dieta sana e disintossicante vi farà sgonfiare già dalla prima settimana in quanto comincerete a perdere i liquidi in eccesso.

2. Risvegliate il metabolismo fin dal mattino e concedetevi una ricca e sana colazione.

Già dal risveglio è importante mettere in moto il metabolismo: prendete un cucchiaino di olio extra vergine di oliva appena svegli e a digiuno, disintossicherete l’organismo favorendo anche le funzioni intestinali. In alternativa bevete un bicchiere di acqua tiepida con il succo di mezzo limone. Dopo concedetevi una sana e ricca colazione a base di cereali integrali, latte o yogurt, un frutto oppure 2 fette biscottate integrali con un po’ di marmellata e un succo di frutta senza zucchero, o una bicchiere di latte vegetale (di soia, riso o avena).

3. Spezzate la fame con dei sani sputini.

Tra i pasti principali concedetevi sempre sputino e merenda ma non scegliete pizzette o dolci, ma preferite cibi sani e con alto potere saziante come una manciata di mandorle, che aiutano anche la concentrazione, una banana o della frutta di stagione, yogurt, barrette di cereali integrali. Potete concedervi un gelato, a patto che sia alla frutta!

4. A pranzo e a cena moderate la quantità di carboidrati e riducete il condimento.

A pranzo e a cena limitate la quantità di carboidrati e moderate l’uso del condimento: usate al massimo due o tre cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno. Per condire le verdure e l’insalata preferite l’aceto e il succo di limone, limitate poi l’uso di sale, che favorisce la ritenzione idrica, e sostituitelo con le spezie e le erbe aromatiche. Per favorire la perdita di peso in modo sano e graduale, a pranzo consumate un piatto di pasta o di riso, meglio se integrali per aumentare il senso di sazietà, con verdure fresche. Per la cena preferite il consumo di carne bianca o pesce per assicurarvi il giusto apporto di proteine magre e grassi buoni, accompagnati da un contorno di insalata mista o verdure fresche, oppure formaggi magri da concedersi un paio di volte a settimana sempre abbinati a verdure crude o cotte, meglio se al vapore.

5. Tisane rilassanti per riposare bene e drenare i liquidi in eccesso.

Dopo cena concedetevi una tisana preferendo quelle a base di finocchio e liquirizia per favorire la digestione e drenare i liquidi in eccesso, oppure scegliete quella alla malva per favorire il giusto riposo. Cercate di dormire dalle 6 alle 8 ore a notte, andate a letto sempre alla stessa ora e svegliatevi presto al mattino, ciò sarà utile per recuperare i ritmi della vita di tutti i giorni e ritrovare la forma.

6. Concedetevi qualche strappo alla regola per favorire il buonumore.

Ogni tanto però è importante concedersi qualche strappo alla regola che fa anche bene all’umore, ad esempio due pasti liberi a settimana, magari nel week end, per sentirvi meno costretti e più sereni, senza però compromettere la dieta. Come comportarsi invece se ricevete un invito a cena durante la dieta? In questi casi scegliete cibi leggeri e mangiate un terzo in meno delle porzioni che consumate abitualmente.

7. Riducete il consumo di alcol e caffè e bevete tanta acqua per disintossicare l’organismo.

Almeno per un paio di settimane dopo le vacanze riducete il consumo di alcol e caffè, così da disintossicherete l’organismo dalle tossine in eccesso e sgonfiare la pancia. Cercate poi di eliminare del tutto le bevande gassate, ricche di zuccheri, in questo modo potrete raddoppiare la perdita di peso, seguendo un’alimentanzione sana e bilanciata. Idratate l’organismo bevendo almeno 1,5 litri di acqua al giorno, da integrare anche con tè verde o succo di pompelmo rosa senza zucchero.

8. Svolgete regolare attività fisica.

Fare movimento è un altro tassello fondamentale per ritornare in forma dopo le vacanze. Se non volete ancora ritornare in palestra, fate una passeggiata a passo svelto per almeno 40 minuti o, se siete allenati, una leggera corsetta, in questo modo vi sentirete da subito più leggeri e scattanti. Una volta riprese le abituali attività sportive, svolgetele con regolarità, almeno 3 volte a settimana così da fortificare i muscoli e ritrovare la forma in poco tempo.

Fonte: Chili di troppo dopo le vacanze? Ecco la dieta del rientro per perdere peso in poco tempo

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Tra le patologie più comuni del piede c’è l’alluce valgo: responsabile di semplici inestetismi ma anche disturbi estremamente invalidanti. Una possibile soluzione per alleviare i disagi è l’utilizzo di particolari tutori in silicone come, per esempio, FootFix.

Disturbi provocati dall’alluce valgo

L’alluce valgo è una patologia che si manifesta con maggior frequenza nella popolazione femminile ed è causa di forti disagi. Dal punto di vista medico si tratta di una deformazione ossea che provoca, come immediata ed evidente conseguenza, una pronunciata protuberanza nella parte esterna del piede.

Oltre al grave inestetismo, questo disturbo spinge l’alluce progressivamente verso le dita più piccole del piede causando lo spostamento del primo osso metatarsale e una perdita dell’allineamento articolare. Il soggetto, provando dolore durante la camminata, cerca sollievo trovando una posizione più confortevole ma modificando la corretta postura. Tutto questo porta alla comparsa di uno stato infiammatorio spesso cronico e l’insorgere di manifestazioni dolorose di intensità variabile a seconda dei casi.

Per chi soffre di alluce valgo il solo gesto di indossare delle scarpe può rappresentare un vero supplizio. Le donne il più delle volte devono dire addio a calzature strette e fascianti e preferire modelli aperti molto più confortevoli. Allo stesso modo i tacchi alti sono praticamente messi al bando e anche chi pratica attività motorie come la corsa, è spesso costretto a dedicarsi ad altri sport. Nei casi più gravi viene compromessa la deambulazione, con il soggetto che fatica ad effettuare anche brevi spostamenti.

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Alluce valgo: i possibili rimedi

L’alluce valgo viene trattato solo se causa effettivamente fastidio. Molte persone hanno la fortuna di poter convivere con la patologia senza manifestare alcun dolore. In caso contrario si può intervenire in maniera conservativa oppure per via chirurgica. Quest’ultima soluzione riguarda le situazioni più gravi in cui subentrano complicazioni come forme di artrite dell’articolazione.

Tra i metodi conservativi migliori ci sono gli analgesici, cerotti, speciali plantari ma soprattutto i tutori in silicone medicale come FootFix: indossandolo attorno all’alluce si proteggono le zone sensibili, ottenendo immediati benefici e potendo calzare un paio di scarpe con minime sensazioni dolorose o di bruciore. Un utilizzo protratto nel tempo può aiutare a riallineare l’articolazione e correggere problemi posturali.

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Come utilizzare correttamente un tutore per alluce valgo

Il tutore FootFix, come altri prodotti simili, si utilizza con estrema facilità. È sufficiente infilarlo attorno all’alluce come fosse un guanto, creando una protezione con i punti di contatto all’interno della scarpa. Può essere indossato da uomini e donne di qualsiasi età senza alcuna eccezione. Indipendentemente dalla grandezza del piede, il materiale gommoso aderisce perfettamente alla cute assicurando ottima stabilità durante prolungate camminate oppure svolgendo intensa attività fisica.

L’unica accortezza necessaria è provvedere ad un lavaggio periodico per igienizzare il tutore, soprattutto durante l’estate o in caso di attività che prevede una notevole sudorazione. Si consiglia di pulirlo semplicemente sotto acqua corrente e lasciato asciugare all’aria aperta evitando una diretta esposizione ai raggi del sole.

FootFix, come ogni rimedio conservativo, non è un prodotto miracoloso che cura un alluce valgo nel giro di pochi mesi. In casi molto gravi l’unico rimedio è sottoporsi ad un intervento chirurgico, tuttavia offre un immediato sollievo attenuando le sensazioni di bruciore e di dolore e riducendo lo stato infiammatorio. Nelle situazioni meno complicate un suo utilizzo costante e prolungato nel tempo può riallineare l’articolazione e restituire una buona mobilità.

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Ipnosi: partorirai senza dolore

di Manuela Pompas. Iniziamo questa nuova serie di inchieste sul parto dolce con  un’intervista al prof. Giampaolo Brunetti e a Giordana Nati di Roma

Giampaolo Brunetti e Giordana Nati.

Molti anni fa, quando lavoravo a Gioia, mi sono occupata a lungo di parto dolce, come il metodo Leboyer, il parto in acqua o in ipnosi. In molti ospedali queste pratiche sono quasi scomparse (scrivetemi che non è vero) e mi è venuta la voglia di indagare per sapere che cosa si fa ancora in Italia.
Qualche mese fa ho incontrato a un convegno sull’ipnosi il dottor Giampaolo Brunetti, che sta organizzando con l’ostetrica Giordana Nati il parto in ipnosi all’ospedale Villa san Pietro di Roma. Gli chiediamo come si è avvicinato a questa tecnica.

In ospedale si può piangere anche di gioia
«Mio padre era primario di chirurgia al san Pietro di Roma e io avevo scelto di fare il chirurgo plastico. Era già tutto deciso. Papà mi aveva preso la casa a san Paolo, in Brasile, per seguire un corso con Pitanguy. Ma poi è successo un imprevisto mentre ero in montagna con il suo miglior amico, che era primario di ginecologia; lui mi chiese se volevo andare a lavorare con lui e mi invitò ad assistere a un parto spontaneo di una gravidanza gemellare. Io ero abituato con mio padre – che aveva molti pazienti anziani, molti malati di tumore – a considerare ogni intervento come fonte di dolore.

Invece assistendo a questo parto vedo che quando i bambini sono nati padre e madre hanno incominciato a piangere di gioia, a baciarsi e abbracciarsi, scoprendo che in ospedale non si piange solo di dolore. Così ho accettato l’offerta di lavorare in ginecologia. Ho fatto anche un corso di PNL, che mi ha cambiato insegnandomi ad ascoltare le pazienti: prima non le facevo parlare… mi ritenevo bravo a dopo poche parole avevo la soluzione del problema. Ho imparato che ascoltando ed entrando nel suo linguaggio  riesci a potenziare dieci volte l’effetto delle tue parole, che poi permangono per più tempo. Mi è servito anche nella vita quotidiana, ho cambiato il modo di comunicare con le persone».

«Abbiamo scoperto l’ipnosi grazie a un film»

Emma Watson nel film “Regression”.

«La svolta è arrivata nel dicembre 2017, quando ho visto visto con Giordana il film Regression, la storia di un bambino che era stato abusato sessualmente, a cui hanno fatto rivivere il momento dell’abuso che lui ha visto in ogni più piccolo particolare.
Ero molto affascinato dalla possibilità di tornare indietro nel tempo, ma ero anche incredulo: però sono andato a cercare su Internet e mi è apparso il link “ipnosi in gravidanza”, di cui non conoscevo l’esistenza. Poco dopo siamo andati a fare un corso di tre week-end da una persona poco valida, in cui praticamente non ha insegnato molto, però  mi ha spinto a informarmi.
Ho approfondito tutta la letteratura che ho trovato e ho iniziato a sperimentare con alcune persone, quindi ho assemblato ciò che avevo studiato e anche sperimentato e ho creato un prodotto finito, che adesso applichiamo nei nostri corsi di preparazione al parto».

Con il parto in ipnosi ci sono meno complicanze
Come si svolge il corso di preparazione al parto?
«Finora abbiamo preparato almeno 200 donne. Mentre nel corso classico si inizia al settimo mese, mentre noi aiutiamo le donne ad affrontare fin dal primo trimestre  l’ansia e le paure legate alla gravidanza, il secondo è un periodo di quiete e il terzo l’ansia da parto, mentre come si partorisce si affronta verso la fine.
Col parto in ipnosi che faccio a pazienti selezionate ci sono meno complicanze: essendo tranquille, senza stress, c’è un sovraccarico di endorfine, un surplus di ossitocina naturale e, cosa più importante, non c’è produzione degli ormoni dello stress, come l’adrenalina (che viene usata per bloccare il travaglio nei parti prematuri). Inoltre non ci sono intoppi nella discesa nel canale di parto del bambino che, non trovando un ostacolo rigido determinato dalla contrazione del muscolo, scende e nasce più facilmente. Quindi, non essendoci tensioni mentali o muscolari, il tempo del parto si riduce della metà. Essendo più rilassata, la donna sa come gestire le contrazioni e soffre pochissimo».

Il dr. Brunetti mentre pratica l’ipnosi.

Le induzioni
Come avvengono le induzioni ipnotiche?
«Per evitare il panico che può prendere una gestante nel momento che le si rompono le acque, magari inaspettatamente mentre è fuori a cena con amici, le facciamo vedere cosa deve fare, ad esempio prendere la borsa, andare al pronto soccorso dell’ospedale, poi in sala parto, faccio rivivere il travaglio e poi il parto. Facciamo quindi visualizzare tutto ciò che può accadere, da un eventuale cesareo a quanto sarà felice quando le verrà messo sul ventre il bambino e lo sentirà piangere, a quando tornerà a casa col bambino».

Visualizzare il parto
E poi? «Per facilitare il parto, noi ricreiamo in sala parto sia durante una visualizzazione sia facendo portare gli oggetti più cari, tutto ciò che può ricordare alla partoriente la sua camera da letto, il cuscino preferito, la cuffietta per sentire la sua musica preferita e isolarsi dall’ambiente esterno. Inoltre istruiamo il personale per creare l’ambiente più idoneo, mantenendo le luci basse, poche persone, per non trattare la paziente come una malata, evitando certi termini – come epidurale – usare un linguaggio appropriato. Ricreiamo anche la famiglia, permettendo al marito – che ha già potuto partecipare al corso di preparazione imparando delle frasi di induzione per esercitarsi a casa – di entrare in sala parto e di sostenere la moglie».

Il marito entra in sala parto
Avete introdotto delle novità?
«Abbiamo delle sale parto di 45 mq, dove ci sono letti da parto regolabili simili a divani, permettendo al marito di abbracciare la moglie e di sostenerla durante travaglio e parto. Così la donna può partorire nella posizione più comoda», aggiunge Giordana Nati. «Sono molto contenta dei risultati, anche se ho molto da approfondire ancora.
Il marito partecipa in vari modi, già durante i corsi di preparazione al parto, che possono iniziare in qualsiasi epoca della gravidanza. Dopo ogni seduta la futura mamma dovrà  allenarsi a casa con dei compiti per riprodurre la condizione provata.

Ipnosi con il registratore
Poichè tutte le donne vorrebbero la nostra presenza e la nostra voce in ogni fase del parto, già alla 5a lezione insegniamo ai mariti a dare loro le induzioni durante il travaglio, o usando il registratore con le nostre voci preregistrate.
Inoltre se ci sono problemi durante la contrazione, nella fase espulsiva usiamo come aiuto il protossido di azoto, una tecnica usata soprattutto dai dentisti. Oppure diamo la possibilità di svolgere parte del travaglio in trance ipnotica, senza perdere coscienza, cosa che facilita e velocizza il parto».

Per saperne di più
Vedi anche il sito: www.ipnost.it

Fonte: Ipnosi: partorirai senza dolore

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Nella società moderna, probabilmente a causa della vita frenetica e sempre piena di aspettative che ci troviamo a vivere, sono sempre di più i soggetti che accusano un malessere interiore che impedisce loro di vivere e relazionarsi serenamente. Molti chiedono che quando questo accade, chiedere aiuto sia sintomo di debolezza o una perdita di tempo. Quando invece non riusciamo più a tenere insieme i pezzi della nostra esistenza, la scelta più giusta e anche più coraggiosa è proprio quella di affidarsi a qualcuno che ci affianchi nel processo della ricostruzione e che soprattutto ci aiuti a capire da dove iniziare a ricostruire. Potrebbe infatti accadere che vecchie e profonde ferite riemergano improvvisamente, oppure, che quello che fino al quel momento filava tutto liscio sia stato letteralmente stravolto da un’esperienza inaspettata e dolorosa come una morte, una malattia o un abbandono, lasciandoci da soli senza sapere cosa fare. Ecco è proprio in questa fase che è necessaria una scelta: restare immobili e passivi o reagire e cercare una via d’uscita.

E quando ci rendiamo conto che non abbiamo la forza di affrontare da soli un percorso tanto difficile, è il momento di cercare l’aiuto di un professionista, di un terzo neutrale con il quale sfogare il nostro dolore e le nostre frustrazioni fino a farli scomparire. In altre parole, quello che ci serve è la psicoterapia, ossia il sostegno psicologico che soltanto uno psicoterapeuta professionista è in grado di garantirci.

Trovare lo psicoterapeuta giusto

Lo psicoterapeuta ideale deve ispirarvi fiducia, prendere a cuore la vostra situazione, senza giudicarvi, e impegnarsi a capire insieme a voi il significato dei vostri sintomi. Ovviamente non si deve prescindere dalla preparazione, dalla competenza e dalla professionalità, tutte condizioni necessarie per considerare serio lo psicoterapeuta. Questo è quanto è in grado di garantirvi la dottoressa Maria Teresa Lenoci, laureata in Psicologia, presso la Facoltà degli Studi di Roma “La Sapienza, con indirizzo Psicologia Clinica e di Comunità e, successivamente, abilitatasi, con il massimo dei voti, alla professione di Psicoterapeuta. Dopo la specializzazione in Psicoterapia specialistica per lo Sviluppo e l’Adolescenza, con un approccio cognitivo-comportamentale, e anni di attività clinica presso le case famiglia, attualmente svolge la libera professione come psicologa-psicoterapeuta, ricevendo i propri pazienti a Roma in zona Eur, Laurentina e Montagnola. Il suo approccio è di tipo cognitivo-comportamentale (TCC), si tratta di una terapia pratica e tangibile che ha come fine ultimo quello di risolvere i disagi psicologici, riuscendo in tal modo ad eliminare diversi disturbi come la depressione e il disturbo bipolare, ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria, disturbi alimentari, disfunzioni sessuali, solo per citarne alcuni. La psicoterapeuta Lenoci riserva un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia nell’ambito del quale la psicoterapia si svolge in un contesto dinamico e creativo, attraverso il gioco, il disegno e la drammatizzazione e mira a risolvere numerosi disturbi tra i quali quelli da deficit di attenzione e iperattività, dell’apprendimento, autismo e mutismo selettivo. È stato scientificamente provato che questo tipo di approccio rappresenta una delle metodologie più utili per risolvere i problemi psicologici.

Sito web: https://www.psicoterapeutalenoci.it/

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La radice etimologica del termine “ortodonzia” deriva dal greco antico e sta letteralmente a significare “dentatura dritta”. Quando infatti parliamo di ortodonzia ci riferiamo a quella branca dell’odontoiatria nata per diagnosticare, prevenire e curare le malocclusioni che si verificano quando l’arcata dentaria superiore, quindi la mascella, e quella superiore, la mandibola, non combaciano come dovrebbero. I fattori che causano queste malocclusioni sono il disallineamento dentale, che si presenta quando il posizionamento e lo sviluppo dei denti è avvenuto in modo anomalo, oppure, in presenza di eventuali alterazioni costituzionali che coinvolgono le ossa mascellari e mandibolari.

Curare una maleocclusione dentale è necessario per avere un benessere fisico generale. Questo perché, alterando, spesso in maniera significativa, gli equilibri tra la struttura dentale e quella ossea e muscolare alla stessa collegata e i sistemi neuromuscolare e osteoarticolare, potrebbero comportare delle conseguenze negative sullo stato della colonna vertebrale e del cranio che spesso sono causa di squilibri posturali, cefalee, disturbi della vista e dell’udito e anche delle algie vertebrali e cervicali.

L'obiettivo dell'ortodonzia

L’obiettivo della più moderna ortodonzia non è soltanto quello di correggere l’allineamento dentale ma è quello più ampio di assicurare il benessere generale del paziente che riuscirà a raggiungere un equilibrio ideale tra la salute e l’estetica dentale e una buona ed efficiente masticazione.

A seconda della fase di sviluppo del paziente, l’ortodonzia interviene in maniera diversa per trattare i problemi specifici propri di ogni età. Quando per esempio il paziente presenta ancora i denti da latte e quindi l’intero complesso maxillo-facciale è in piena fase di sviluppo, la terapia ortodontica interviene sugli squilibri strutturali per consentire il corretto sviluppo delle arcate dentarie. Tipiche di questa fase sono le conseguenze legate all’utilizzo del ciuccio o al succhiamento del pollice, la deglutizione atipica, oppure, la presenza di morsi incrociati, profondi e così via.

Se invece, il paziente ha già sviluppato una dentizione definitiva ma la struttura scheletrica deve ancora completare lo sviluppo, quindi l’età coincide con la fase della pubertà, allora la terapia ortodontica deve riuscire a favorire un adeguato equilibrio tra funzionalità ed estetica, quindi tra una masticazione efficace e un sorriso sano.

Nei pazienti adulti l’approccio ortodontico non potrà che essere di tipo correttivo, quindi la terapia mirerà ad assicurargli un’occlusione bilanciata e un’opportuna estetica del sorriso. In fase adulta, infatti, potrebbe verificarsi la perdita di denti, a causa di estrazioni o di malattie come la piorrea, che darebbe luogo ad uno spostamento dei denti e al conseguente cambiamento dei rapporti occlusivi, generando una malocclusione trattabile, in tal caso, soltanto con un intervento correttivo.

In ogni caso, l’ortodonzia oggi è più che mai in grado di intervenire in maniera efficace e risolutiva, con l’ausilio di tecniche e apparecchi che oltre alla funzionalità, rivolgono un’attenzione sempre maggiore all’estetica, mettendo il paziente nelle condizioni di curarsi senza imbarazzo e senza disagi.

Articolo offerto da: centroodontoiatricoprati.com/ortodonzia/

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Quanto sono importanti le nostre gambe? Senza di esse avremmo senza dubbio dei problemi di livello logistico e saremo molto meno indipendenti di quanto lo siamo normalmente. Sfortunatamente magari a causa di patologie ereditarie o di traumi dovuti magari ad incidenti stradali o qualsiasi altro tipo di infortuni, le gambe spesso si trovano a soffrire le pene dell’inferno.

Perché dovete continuare a lottare con questi continui dolori? Prendetevi un’ora della vostra giornata ed iniziate a rimettervi in carreggiata come prima. L’ortopedia è una disciplina medica fondamentale per l’uomo perché si occupa dell’intero sistema locomotore e di tutte le patologie che lo riguardano. L’apparato locomotore è composto da articolazioni, legamenti, muscoli, nervi, ossa e tendini. Il medico-chirurgo specializzato in ortopedia ha maturato anche una vasta conoscenza a livello teorico e sia a livello pratico. Qualsiasi tipologia di disturbo, patologia o magari altra problematica improvvisa che possano essere ricollegate a questo tipo di apparato locomotore, saranno di competenza del medico ortopedico. La professione dell’ortopedico è una figura molto vicina soprattutto a coloro i quali si occupano di sport a livello dilettantistico o agonistico. Spesso accade che ci si debba rivolgere ad un ortopedico per cercare di correggere degli errori dovuti ad infortuni del passato, magari giocando a basket, pallavolo o calcio.

L’ortopedico si occupa non sono delle gambe, ma si occupa anche della postura suggerendovi la giusta postura perché come ben sapete è tutto collegato e di conseguenza si occupa anche di correggere il vostro modo di camminare. Quest’ultimo punto per molti di voi potrà sembrare una banalità ma vi basteranno poche ricerche per capire l’importanza di mettere un piede dietro l’altro in maniera adeguata per non creare scompensi alla schiena.

Se avete necessità di prenotare una visita da un ortopedico che eserciti a Roma e provincia, vi suggerisco un sito internet che in qualche modo riuscirà a rispondere a molte delle vostre domande. L’indirizzo che dovrete andare a scrivere all’interno del vostro motore di ricerca in questo caso è www.dottoriroma.it/ortopedici/ ed entrerete fin da subito in una dimensione fatta di tanti nomi di professionisti in questo campo. L’utilità di questo sito non riguarda solo il ramo scientifico dell’ortopedia ma anche quella di altri medici specialisti di ogni genere come odontotecnico, infermiere, ottico, podologo, assistente sanitario, dietista, educatore professionale, igienista dentale, infermiere pediatrico, logopedista, massaggiatore capo bagnino stabilimenti idroterapici, operatore socio – sanitario, ortottista – assistente di oftalmologia, ostetrica o ostetrico, puericultrice, tecnico audiometrista, tecnico audioproteista, tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e profusione cardiovascolare, tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, tecnico di neuro fisiopatologia, tecnico ortopedico, tecnico di riabilitazione psichiatrica, tecnico sanitario di laboratorio biomedico, tecnico sanitario di radiologia medica, terapista della neuro e psicomotricità della età evolutiva, terapista occupazionale, dentisti medici chirurghi ed odontoiatri, medici generici, allergologi, andrologi, anestesisti, angiologi, cardiologi, chirurghi generali, chirurghi maxillo-facciali, chirurghi plastici e tantissimi altri.

Per scoprire gli altri medici visitate il sito. Mentre invece per coloro i quali vogliono entrare nel database del sito internet DottoriRoma non devono far altro che contattare lo staff.

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