Categoria: Diete

Le merende salutari sono un ottimo modo per rimettersi in forma. Come scegliere cosa mangiare a merenda di sano? Prima di tutto, è importante fare merenda anche se si è a dieta. Infatti, i pasti secondari come lo spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio sono dei metodi infallibili per non arrivare affamati ai pasti principali. Non mangiare nulla dalle sei di mattina significa arrivare alle dodici senza pensare alle quantità presenti nel piatto. Quindi è la strategia migliore per prendere peso. Ecco quali sono le merende più sane per andare sul sicuro.

Quali sono le merende più sane?

Gli snack più sani sono quelli che sono più facili da digerire per l’organismo e che offrono il giusto compromesso tra gusto e calorie. Qui ci sono 5 soluzioni da provare subito!

1. Frutta fresca

Quando si parla di frutta, è importante preferire quella fresca e di stagione a quella disidratata ed essiccata. Anche l’ambiente ringrazia. Infatti, il cibo essiccato si trova in confezioni difficili da smaltire, perché si tratta di plastica colorata.

La frutta appena raccolta o comunque fresca ha i suoi vantaggi. L’organismo assume subito i nutrienti di cui ha bisogno e non ha troppi grassi complessi da smaltire. Con una mela, una banana o un’arancia si ottiene una carica di energia che nessuna barretta energetica può dare!

2. Crackers

Ce ne sono di ogni tipo e gusto. Con o senza glutine, al rosmarino, piccanti e classici (con o senza sale), i crackers trovano spazio in zaini e borse senza sporcare. Questo snack è ancora più sfizioso se si scelgono aziende produttrici italiane. Infatti, queste hanno maggior attenzione e cura sulla materia prima e sulle date di scadenza (sempre abbastanza lunghe).

È la soluzione perfetta per chi ha poco tempo e ha bisogno di staccare nel modo giusto!

3. Yogurt

Anche per quanto riguarda lo yogurt le soluzioni sono per tutti i gusti. I migliori sono quelli che hanno un basso contenuto di grassi e di lattosio. In più, ci sono confezioni che offrono anche un mix con un maggior apporto di fibre, come quelli al muesli. C’è anche chi inserisce della frutta, come le fragole e chi, invece, preferisce il cioccolato fondente.

Il segreto del successo dello yogurt è nei due vantaggi principali che offre. Sazia e i fermenti lattici garantiscono la buona salute della flora batterica. Il gusto è anche ottimo.

4. Frullati

Chi non adora il frullato, soprattutto in estate? Il segreto per trasformarlo in una delle merende salutari più amate è realizzarlo in casa e tenerlo in frigo per un paio d’ore. Infatti, il frullato realizzato anche in gelateria contiene una percentuale di zucchero alta. Questo non lo rende un alleato per la salute, ma farlo in casa elimina questo difetto.

Il frullato si ottiene mettendo nel frullatore o nel mixer frutta fresca di stagione. Si riesce così a consumare anche quella frutta che è maturata, ma che non è ancora da buttare.

5. Grissini e formaggio fresco

Per un pomeriggio molto caldo, serve qualcosa di fresco. I grissini con formaggi presi dal banco dei latticini sono perfetti e non hanno bisogno di preparazione. Trovarli è semplice e ci sono soluzioni anche light per chi sta cercando di tornare alla forma di un tempo.

Cosa mangiare a merenda se si è a dieta

Se si è a dieta, si deve fare attenzione a cosa si mangia. In questo caso, si può preparare un sorbetto o una granita se è estate. In inverno, invece, è importante preferire frutta e verdura, con particolare attenzione per quella verdura che ha un alto apporto di fibre, come finocchi e derivati dai cereali integrali.

Quando si sta cercando di perdere peso, non c’è niente di meglio di una fetta biscottata integrale con un po’ di marmellata biologica. Il miele, però, è meglio evitare. Tisane e latte caldo sono una garanzia quando il clima fuori è davvero rigido.

Anche il cioccolato fondente è un’ottima alternativa, ma è bene non esagerare. Un quadrato è una porzione più che sufficiente per riprendere le energie.

Merende salutari, dove trovare

Fare il pane a casa o provare delle alternative per le feste non è sempre possibile, soprattutto quando il tempo corre e si deve riuscire a fare tutto. Per fortuna, trovare delle merende salutari è facile se ci si rivolge al supermercato giusto. Sul sito ufficiale di Penny market ci saranno anche alcuni consigli sui cibi da preferire a merenda per evitare di ingrassare e avere la giusta carica di energia!

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La dieta chetogenica è un regime alimentare che si basa sulla forte riduzione dei carboidrati favorendo, piuttosto, l'assunzione di proteine e grassi. L'obiettivo principale della dieta keto è agevolare il dimagrimento, in modo che porti a una rapida perdita di peso. Per questo motivo è spesso utilizzata dalle persone che sono affette da obesità più o meno grave.

Pur essendo un stile di alimentazione che va incontro a chi ha difficoltà a gestire il consumo di carboidrati, è una dieta piuttosto complessa che si basa su specifici equilibri dell'organismo. Conoscere nel dettaglio la sua storia e il suo funzionamento sono i primi passi per capire se possa essere realmente un'opzione adatta alle proprie necessità e per poterla seguire al meglio.

Chi ha inventato la dieta chetogenica

Il ruolo dell'alimentazione nella cura di alcune malattie e la sua regolazione per avere specifici effetti benefici è conosciuto già dai tempi di Ippocrate se non ancor prima. In particolare, la funzione benefica che porta l'eliminazione o la forte riduzione di alcuni cibi in particolari situazioni.

La terapia chetogenica, che sin dall'inizio si basa sulla riduzione del cibo ingerito, nasce nei primi anni venti del '900 con l'obiettivo di aiutare le persone affette da epilessia che avessero dimostrato una resistenza ai farmaci e che avessero bisogno di un modo per ridurre i sintomi. Tutte le diete chetogeniche, come la Dieta Atkins modificata, Dieta chetogenica MCT oppure Dieta chetogenica MCT modificata e molte altre, sono tutte variazioni dalla dieta chetogenica classica del dottor Russell Wilder.

 

Come funziona la dieta chetogenica

La dieta chetogenica si basa su un fenomeno fisiologico che già normalmente avviene in ogni organismo sano, da cui prende il suo stesso nome: la chetosi.

La chetosi, da non confondere con la chetoacidosi, è un processo che non comporta rischi sul lungo termine e che, tra i diversi effetti, ha anche quello di favorire la perdita di peso.

Come ormai è noto a tutti, i carboidrati con i loro zuccheri sono alla base dei processi dell'organismo. In modo semplicistico si può dire che questi diano energia alle cellule per poter svolgere al meglio il loro lavoro. Quando questi vengono a mancare, come nel caso della dieta chetogenica, il corpo umano si adopera per trovare altre fonti di zuccheri da impiegare per attuare i propri processi.

Avviene, dunque, che i livelli di insulina ormonale diminuiscono e il corpo stesso vada a prendere gli acidi grassi che sono stati accumulati fino a quel momento, e li rilasci nuovamente e li rimetta in circolo per un nuovo utilizzo. Molti di questi acidi vengono ossidati dal fegato che li sottopone a ossidazione e li trasforma nei così detti corpi chetonici. I chetoni si comportano come fonti energetiche alternative.

Come riporta il sito https://dietachetogenicaitalia.it, la forte riduzione dei carboidrati alla base della dieta keto, che vanno da 20 grammi a un massimo di 50, a favore di proteine e di grassi consente di stimolare questo tipo di trasformazione.

Chi crede che la dieta chetogenica sia la semplice eliminazione dei carboidrati scoprirà che si sbaglia: la riduzione dei carboidrati va compensata con l'assunzione di cibi contenenti proteine e quelli contenenti grassi. Il rapporto esatto cambia da dieta a dieta e va incontro alle specifiche necessità di chi sceglie questo regime alimentare, ma in ogni caso l'equilibrio di nutrienti deve essere mantenuto per non correre rischi inutili e non raggiungere i propri obiettivi.

I vantaggi della dieta chetogeinca

Il primo grande vantaggio della dieta chetogenica è quello di portare a un rapido dimagrimento senza far "soffrire la fame" a chi lo pratica. Infatti, l'alto contenuto di grassi induce un maggiore senso di sazietà e la presenza dei corpi chetonici riduce il desiderio di cibo per il loro effetto anoressizzante. Questo elemento è uno dei motivi per cui è importante monitorare con attenzione il proprio stato chetoso.

Inoltre, a differenza di molte altre strategie nutrizionali, la dieta chetogenica ha una durata di circa tre settimane (21 giorni). In questo lasso di tempo, seguendo alla lettera le indicazioni, si può perdere in sicurezza una grande quantità di peso, migliorare le proprie abitudini alimentari che aiuteranno nel lungo tempo a evitare che quel peso possa essere ripreso. Per questa ragione è adatta a chi ha necessità di dimagrire rapidamente, soprattutto le persone affette da obesità.

L'ultimo grande vantaggio da non sottovalutare è la capacitò di migliorare il tono dell'umore dei soggetti che la praticano, grazie alla nuova fonte energetica, ai risultati positivi raggiungibili in poche settimane nonché per la strategia stessa su cui si basa: per molti è più semplice eliminare i carboidrati presenti a tavola che ridurne le quantità.

 

Gli svantaggi della dieta chetogenica

La dieta chetogenica potrebbe non essere indicata a tutti i soggetti. Caratteristiche fisiche o abitudini alimentari pregresse potrebbero non renderla applicabile a ogni condizione. Inoltre poiché si basa su specifici stimoli dati all'organismo per sfruttare in modo strategico le sue stesse risorse, un minimo sgarro comprometterebbe la sua efficacia.

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L’aperitivo è un rito italiano che affonda le sue origini nella Torino del ‘700, anche se si è diffuso principalmente in questi ultimi anni in tutta Italia da Nord a Sud. Durante l’aperitivo vengono serviti cocktail alcolici o analcolici, generalmente accompagnati da stuzzicherie varie.

È però lecito porsi una domanda: l’aperitivo incide sulla linea? La risposta è sì. Ma ce ne parla più nel dettaglio il Dott. Mauro Meloni Nutrizionista a Udine. Generalmente un aperitivo si fa dopo il lavoro e prima della cena ed in alcuni casi rappresenta un vero e proprio pasto. Nei seguenti paragrafi analizziamo quante calorie può contenere un aperitivo e quali sono le contromisure per non accumulare troppi chili.

Quante calorie ci sono in un aperitivo?

Le bevande alcoliche servite durante un aperitivo sono molto diverse, quindi varia anche la loro gradazione alcolica. Prendendo come riferimento un quantitativo di 100 ml possiamo dire che una birra chiara equivale a 45 kcal, un vino rosso o bianco a 90 kcal, un Campari o uno spritz Aperol a 60 kcal ed un cocktail ad oltre 120 kcal.

Oltre alla componente alcolica è necessario considerare anche gli stuzzichini come arachidi, pizzette, tramezzini, patatine e salatini accompagnati spesso da salsine che fanno lievitare l’apporto di calorie ad oltre 300 kcal. In caso di “secondo giro” l’apporto calorico lievita ulteriormente. Si verifica così un eccessivo apporto calorico con una componente nutrizionale molto squilibrata e poco salutare.

Che effetti ha l’abuso di alcol sull’organismo?

L’apporto quotidiano di alcol nel corpo, anche se moderato, a lungo andare può provocare seri problemi all’organismo. L’alcol è precursore degli acidi grassi che, unendosi col glicerolo, favoriscono la formazione dei trigliceridi. Dopo essere stato ingerito viene ossidato in acetaldeide e poi in acetato, portando alla formazione fuori dal fegato di acetil-coa, una molecola che rappresenta una fonte energetica fondamentale per l’organismo ma in eccesso determina l’accumulo di acidi grassi.

L’abuso di alcol causa quindi un aumento eccessivo di peso, inoltre a livello gastrointestinale rappresenta una sostanza pro-infiammatoria e a livello epatico e cerebrale è anche tossico. In pratica l’alcol assunto quotidianamente può provocare cirrosi ed epatocarcinoma a livello epatico, mentre a livello cerebrale causa dipendenza e problemi psichici.

Meglio l’alternativa analcolica?

È consigliabile puntare sui cocktail analcolici? Forse, ma anche in questi casi si nascondono delle insidie. I cocktail analcolici alla frutta spesso sono pieni di zuccheri, così come le bibite gassate. Lo zucchero non ha un impatto incisivo come l’alcol, ma a livello metabolico determina un notevole aumento di peso apportando molte calorie non salutari.

Come mantenere la linea senza rinunciare all’aperitivo?

L’aperitivo è anche un momento di aggregazione, quindi rinunciarvi significa limitare la propria vita sociale. Si possono quindi adottare dei piccoli trucchetti, come fare uno spuntino calorico e sano prima di recarsi all’appuntamento. In questo modo il senso di fame è placato e si evita di ingurgitare troppi stuzzichini.

Il cocktail va bevuto lentamente, così il tempo passa piacevolmente senza fare il secondo giro. L’aperitivo andrebbe limitato ad un paio di volte a settimana, preferibilmente nei weekend così da sentirsi più rilassanti e meno affamati. Infine è consigliabile porsi un limite di orario, affinché l’aperitivo non sia l’ultimo impegno del giorno.

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Migliore tritatutto elettrico: guida all’acquisto

Un tritatutto è un elettrodomestico piccolo, ma indispensabile in ogni cucina. Ci permette di tagliare e sminuzzare (quasi) tutti i tipi di cibo. Grazie a questa piccola macchina da cucina, tagliere e coltello saranno quasi del tutto abbandonati e il tempo impiegato per la preparazione delle pietanze sarà notevolmente ridotto. Impostando la potenza e la velocità delle lame e il tempo di lavorazione che ritenete opportuni, in base a ciò che volete ottenere, avrete frutta, verdura, ortaggi, carne, pesce e tanto altro sminuzzati e triturati.

Come avrete capito, se siete amanti della cucina e vi piace mettervi ai fornelli, ma non avete mai troppo tempo a disposizione, questo elettrodomestico potrebbe essere un acquisto importante.

Se cercate tritatutto elettrici su Amazon nella sezione dedicata, ne compaiono veramente tanti. Ne abbiamo selezionati per voi alcuni ritenuti i migliori da chi ha già cominciato a farne uso e ha potuto testarne la qualità e l’utilità.

I migliori tritatutto in vendita a confronto

Tritatutto Aicok

Questo primo modello di tritatutto che vi proponiamo, è una versione mini. Piccolo e pratico, può essere riposto ovunque senza occupare grandi spazi. Può essere il modello giusto per chi ha bisogno di sminuzzare alimenti morbidi e delicati, come verdure, ortaggi e alcuni tipi di carne: grazie alle 4 lame affilate di cui dispone, tutto sarà fatto a pezzi a dovere. Questo piccolo robot da cucina è disponibile su Amazon a 30 euro.

Tritatutto Black&Decker

Questo tritatutto è a prova di durezza: a detta degli utenti, infatti, trita e sminuzza anche gli alimenti più duri. Date le sue dimensioni, questo elettrodomestico è utile per delle monoporzioni: sarebbe un’ottima idea regalo, quindi, per un lavoratore o uno studente fuorisede, ad esempio. Il contenitore è in plastica e facilissimo da pulire. Potete acquistare il Black&Decker online a 17 euro.

-15%

Tritatutto Bosch MMR08A1

Piccolo, ma funzionale: questo elettrodomestico non ha lasciato insoddisfatto nessun cliente che lo abbia già utilizzato. La lama in acciaio inox non lascia scampo a nessun alimento, riesce a sminuzzare anche i pinoli, per aiutarvi a portare in tavola un gustoso pesto. La capienza della vasca è formato famiglia, le quantità di cibo che si possono preparare contemporaneamente vanno bene per 4 persone. Potete acquistarlo su Amazon a 33 euro con spedizione gratuita, oppure su Euronics da 29,00€.

-18%

Tritatutto Homeasy

La funzionalità di questo tritatutto elettrico che ha maggiormente convinto gli utenti del web è senza alcun dubbio quella che permette di regolare la potenza del macchinario in base all’alimento che si vuole tritare e alla grandezza dei pezzi che si vuole ottenere. Il risultato è garantito anche dalla presenza di 4 lame, che velocizzano il processo e permettono di ridurre il tempo di lavorazione. Potete acquistarlo online a 33 euro.

-35%

Tritatutto Imetec

Carne, formaggio, pane e frutta secca: questo tritatutto è a prova di qualsiasi alimento. Il doppio coperchio di cui è provvisto, inoltre, vi aiuterà a mantenere il più pulito possibile il piano di lavoro. A fine utilizzo, ogni sua componente potrà essere riposta in lavastovoglie senza alcuna preoccupazione o accortezza particolare. Potete ordinarne uno su Amazon a 49 euro.

-20%

Tritatutto Kenwood

Il tritatutto Kenwood ha conquistato gli utenti grazie a diversi fattori: oltre ad essere provvisto di una lama molto affilata, è dotato della funzione che permette di regolare la sua potenza in base all’alimento che si vuole tritare e di un accessorio in più, utilizzato per fare la maionese. Se vi interessa questo modello, lo trovate su Amazon a 30 euro e su Euronics a 38 euro.

-27%

Tritatutto Moulinex Moulinette compact

Questo secondo modello di tritatutto Moulinex che vi presentiamo è utile per tritare anche il formaggio grana più stagionato e resistente al taglio. Viene consigliato dagli utenti, inoltre, anche per preparare pappe e omogenizzati per i più piccoli. Per questo motivo, potrebbe essere un utile e apprezzato regalo per le neo mamme e i neo papà. Potete assicurarvene uno su Amazon a 21 euro.

-19%

Tritatutto Picadora

Piccolo e potente, questo elettrodomestico è particolarmente utile a chi ha bisogno di tritare piccole quantità di cibo senza perdere molto tempo. Ogni pezzo del macchinario si può rimuovere e lavare in lavastoviglie. Importantissimo, il triplo sistema di pressione, che permette di sminuzzare ogni cibo con la potenza più adatta. Potete trovare questo modello su Amazon a 36 euro.

-23%

Tritatutto Russell Hobbs

Il tritatutto Russell Hobbs è stato recensito in maniera positiva dagli utenti del web soprattutto per la capienza del contenitore. In effetti, il contenitore in plastica può contenere fino ad un litro di alimenti tritati. Dunque, si tratta di un elettrodomestico utile a coloro che hanno bisogno di preparare grandi quantità di cibo. Le lame sono removibili e lavabili in lavastoviglie. Lo trovate su Amazon a 41 euro con spedizione gratuita e su Euronics da 29,00€.

Tritatutto Sedhoom

Il tritatutto Sedhoom è provvisto un’unica, ma importantissima funzionalità: 5 lame veloci ed estremamente taglienti. In poco tempo, tutto quello di cui avete bisogno sarà sminuzzato e tagliuzzato, pronto per essere utilizzato e per garantirvi un pranzo prelibato. Le sue dimensioni compatte, inoltre, fanno sì che l’elettrodomestico sia riponibile senza che occupi troppo spazio. Potete acquistarlo online a 14 euro.

-53%

La differenza tra un frullatore e un tritatutto

Per prima cosa, è bene avere chiaro in mente che un tritatutto non è un frullatore. Sì, è vero, la loro funzione è praticamente la stessa. Entrambi, infatti, servono a triturare gli alimenti. Ma il risultato che si ottiene è diverso.

Il frullatore permette di creare impasti cremosi e delicati, ma è ostico con gli alimenti più duri, come la frutta secca. Un tritatutto, invece, permette di ridurre in piccoli pezzi anche gli alimenti più difficili da trattare. Questo è dovuto a due fattori. Un tritatutto ha una potenza maggiore del frullatore, ma anche anche lame più allineate e più lunghe, che arrivano più in profondità.

Quali tipi di tritatutto esistono?

Sul mercato, esistono diversi tipi di tritatutto, che seguono diversi livelli tecnologici. Esistono, ad esempio, i tritatutto a corda. Essi non hanno bisogno di corrente elettrica per funzionare. Basta inserire il cibo nel contenitore e poi tirare la corda per far partire le lame. Siamo noi a decidere con quale potenza e per quanto tempo triturare.
Più o meno la stessa logica segue il tritatutto a manovella. La differenza sta nel meccanismo di attivazione delle lame: non c’è una corda da tirare, ma una manovella da girare. Anche in questo caso, il risparmio energetico è considerevole.

Ma, come già detto, la tecnologia avanza e, con essa, i modelli di tritatutto presenti sul mercato. Il più diffuso, infatti, è ormai il tritatutto elettrico. Esso fa sì spendere più energia, ma riduce nettamente i tempi di lavorazione e la fatica da impiegare. Con quest’ultimo modello, infatti, il vostro compito sarà semplificato e potrete permettervi di gestire meglio il vostro tempo in cucina.

Tritatutto manuale e tritatutto elettrico: le differenze

Un tritatutto manuale è quanto di più semplice e longevo possa esistere sul mercato. La sua logica di utilizzo è molto semplice. Basta tirare la corda (nel caso di quello a corda) o girare la manovella (nel caso di quello a manovella), per azionare le lame. Certo, questo macchinario vi farà mantenere il contatto con le tradizioni e la cucina di qualche anno fa, ma vi porterà via molto più tempo.

Per questa ragione, il tritatutto elettrico è quello più acquistato ed apprezzato. Grazie ad esso, infatti, riuscirete ad ottenere lo stesso risultato, ma con un tempo e una fatica dimezzati.

Come scegliere il tritatutto elettrico migliore

Di tritatutto elettrici, in giro, ce ne sono tanti. Come si fa a scegliere quello più giusto per voi?

Innanzitutto, pensate all’utilizzo che dovete farne. Se pensate di utilizzarlo sporadicamente, infatti, un modello elettrico di base sarà più che sufficiente. Se invece pensate di farne un uso massiccio, forse allora è il caso di fare un investimento maggiore. Avere un tritatutto elettrico a cui poter regolare la potenza, significa infatti avere la possibilità di diversificare i tipi di pietanze, tritandoli di più o di meno in base alla ricetta e al gusto personale, ma non solo. Una potenza maggiore significa anche un tempo di lavoro minore. Se andate sempre di fretta, per esempio, non solo vi serve un tritatutto elettrico e non uno manuale, ma ve ne serve anche uno molto potente.

Prendendo in considerazione le lame, invece, queste devono necessariamente essere di qualità. Delle buone lame, infatti, riescono non solo a sminuzzare meglio, ma anche a lavorare cibi più duri, come per esempio i pinoli o i formaggi stagionati. Che siano due, quattro o cinque, è fondamentale che siano affilate a dovere.

Tutto chiaro? Se siete riusciti a farvi un’idea del modello di tritatutto che può fare per voi, ma non lo avete trovato tra quelli proposti, potete sempre dare un’occhiata alla sezione dedicata di Amazon.

Fonte: Migliore tritatutto elettrico: guida all’acquisto

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Più che una dieta la macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita, da makros e bios, letteralmente lunga, grande vita. Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall’oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni. Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del ‘900 quando George Ohsawa la portò alla ribalta del grande pubblico. Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l’olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.

Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall’altra Yin negativo (da 0 a -7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang. Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, tè, spezie.

Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale. Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come “medicina” quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta. Il concetto è un po’ difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo. Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale e le ricette di cucina a base di prodotti troppo lavorati, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici. E’ da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele (crostate, torte, ecc), sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere. E’ da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l’utilizzo di sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale.

Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta. Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l’acciaio inossidabile o la terracotta. Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi. Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne, quelle sconsigliate sono quelle maggiormente elaborate quali sformati, torte salate, sughi grassi ed intingoli vari.

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