Digiuno intermittente: punti a favore e controindicazioni

Ha iniziato a diffondersi soprattutto attraverso i social networks e ora è praticato da tantissime persone con effetti per lo più significativi e positivi. Stiamo parlando del digiuno intermittente, una delle tante forme di dieta basata sulla restrizione calorica e sulla produzione di corpi chetonici, un po’ come la dieta chetogenica.

Tra i vari punti a favore di questo regime è che non richiede il consumo di alimenti particolari o l’utilizzo di app per monitorare la propria pratica.

In questo articolo, oltre ad una rapida panoramica su che cos’è il digiuno intermittente, cercheremo di passare in rassegna anche gli eventuali effetti collaterali.

 

In cosa consiste il digiuno intermittente

Durante il digiuno intermittente si mette in pratica uno schema alimentare incentrato su periodi di restrizione calorica intervallati da periodi di assunzione di cibo normale, il tutto su base ricorrente. I benefici si apprezzano soprattutto sulla regolazione del glucosio nel sangue, da cui consegue un miglioramento dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. Effetti positivi si evidenziano anche su pressione del sangue e battito del cuore in condizione di riposo. Studi medici stanno analizzando gli effetti sulla produzione o meglio sulla riduzione di radicali liberi, e sulla possibilità di ritardare lo sviluppo di patologie neurodegenerative quali demenza, ictus e morbo di Parkinson.

Quanto alle modalità esistono svariate tipologie di digiuno intermittente. La più comune è lo schema 16/8. Prevede un periodo di digiuno di 16 ore e una finestra temporale di 8 ore durante la quale si può assumere cibo normalmente, ovviamente senza abbuffarsi per la fame accumulata. È in questa fascia di 16 ore che si verifica il processo di autofagia cellulare, durante il quale le cellule hanno modo di eliminare tutta la “spazzatura” cellulare accumulata.

 

Benefici del digiuno intermittente

Nel paragrafo precedente abbiamo già fatto una carrellata dei benefici collegati alla pratica del digiuno intermittente. Ma il principale beneficio è connesso alla perdita di peso. Durante il digiuno il nostro corpo va in “chetosi” ovvero produce i cosiddetti corpi chetonici che rappresentano un’alterazione rispetto al normale funzionamento del nostro metabolismo. In questa fase quindi il nostro organismo non va a utilizzare le normali riserve di glucosio, come spesso accade, ma attinge alle riserve di grasso, bruciandolo di fatto. L’effetto più evidente è la riduzione di grasso addominale.

 

Effetti collaterali e controindicazioni del digiuno intermittente

È bene tuttavia conoscere gli effetti collaterali che possono nascondersi dietro a questo modello alimentare, soprattutto se decidiamo di intraprenderlo senza supervisione medica. Se protraiamo a lungo il digiuno intermittente, non sono da escludere danni all’organismo: soprattutto se presente una malattia concomitante, quest’ultima può rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo.

ISS afferma che le pratiche di restrizione calorica come appunto il digiuno, possono avere effetti imprevedibili e a volte pericolosi. Per tale ragione è importante evitare modificazioni estreme del proprio stile alimentare senza prima consultare un medico o un nutrizionista.

Tra gli effetti collaterali più classici del digiuno intermittente “fai da te” oltre al senso di fame, vi sono irritabilità, difficoltà di concentrazione, emicrania, sonnolenza, affaticamento, insonnia e riduzione delle prestazioni sia fisiche che mentali.

Come accennato sopra, in presenza di malattie croniche o se si stanno assumendo medicine è preferibile evitare pratiche alimentari fai da te e improvvisate.