Gastrectasia: che cos’è, sintomi, prevenzione e cause

La gastrectasia, o stomaco dilatato e gonfio, è una vera e propria gastrodilatazione del volume dello stomaco. Un disturbo sempre più diffuso, che andrebbe opportunamente trattato per prevenire un peggioramento dello stato di salute. Ma in che cosa consiste, quali sono le cause e i sintomi più diffusi?

Gastrectasia: cos’è?

Percepire gonfiore all’altezza dello stomaco è un sintomo comunissimo, che può dipendere da innumerevoli fattori. Pertanto, è fondamentale rivolgersi al proprio medico, in quanto bisognerebbe trovare l’origine del problema. Generalmente, infatti, la distensione addominale può essere provocata da un eccesso di gas o di liquido.

Il gonfiore tende a manifestarsi sulla circonferenza addominale. Tra gli effetti collaterali di soffrire di stomaco gonfio, citiamo le eruttazioni, la stipsi o la diarrea, frequente flatulenza. Il malessere è generale e non è raro che possa giungere anche una sorta di astenia.

Gastrectasia: cause

Le cause dello stomaco gonfio devono essere ricercate nell’origine del sintomo. Lo stomaco gonfio non è una malattia, ma una conseguenza: che cosa sta dando fastidio, in modo tale da portarlo a dilatarsi?

Per esempio, seguire un’alimentazione scorretta influisce in modo negativo sullo stato di salute. Ci sono molti cibi che causano gonfiore e accumulo di gas istantaneo, ma solo in alcune persone soggette: i legumi in generale.

Le cause patologiche dell’addome dilatato o gonfio possono dipendere anche da un ostruzione. Nel momento in cui la dilatazione gastrica è ormai piuttosto avanzata e avviene anche una senso di oppressione o tensione, si parla più specificamente di gastrectasia, che dunque è una patologia avanzata dello stomaco. È associata a numerosi disturbi, come per esempio la pancreatite o l’appendicite.

Gastrectasia: sintomi

Quali sono i sintomi del disturbo allo stomaco dilatato? È determinante intervenire subito, in quanto il problema può causare altri disturbi ben poco sopportabili. Il dolore addominale può manifestarsi attraverso dei crampi, con un malessere che porta all’astenia, alla nausea e al vomito. Si potrebbe avere anche meno fame del solito.

La gastrectasia venne descritta nel 1833, da S.E. Dupley: con gli anni, si è deciso di approfondire la dilatazione dello stomaco, con diverse teorie: atonia, disturbo funzionale, compressione meccanica o aerofagia. Per secoli, infatti, è stata descritta come una alterazione della cavità addominale, con movimenti peristaltici.

Gastrectasia: prevenzione

Prevenire lo stomaco dilatato e gonfio è possibile? Si sa che la prevenzione è la migliore cura e, in effetti, dipende molto dalle nostre scelte di vita quotidiane, oltre che alimentari. Non sempre l’origine del disturbo è comunque patologico: può capitare, per esempio, a causa di un trauma dell’addome, per l’eccessiva introduzione di alimenti o di acqua, a seguito dell’assunzione di alcuni farmaci o in chi soffre di disturbi elettrolitici.

Favorire il processo digestivo diventa dunque fondamentale per prevenire possibili problemi. Con il proprio nutrizionista, è possibile seguire un percorso alimentare sano, evitando l’insorgere di disturbi all’addome e allo stomaco. Talvolta, tuttavia, non sempre è possibile trovare la causa della gastrectasia: forse, una moltitudine di fattori.

Come si cura la gastrectasia?

C’è un modo per trattare la gastrectasia? Abbiamo visto che la gastrectasia è favorita da numerose cause, ma c’è un modo per trattarla e guarire? In base allo stato più o meno avanzato del disturbo, si sceglie infatti di posizionare un sondino naso gastrico decompressivo. Qualora tuttavia la gastrectasia si aggravi con il tempo, si rende necessario un intervento chirurgico, per prevenire la perforazione dello stomaco. Tra le complicanze di una gastrectasia non curata, ci sono l’emorragia gastrica o la necrosi, la perforazione dello stomaco o ileo prolungato.

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