L’Hiv oggi, tra prevenzione e auto-test

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Da grande tema degli anni Novanta ad argomento quasi trascurato oggi, l’Hiv resta purtroppo di grande attualità. Complice l’importante novità dell’auto test disponibile nelle farmacie italiane a partire da dicembre 2016, la parola Hiv è tornata, per fortuna, sulla bocca di molti italiani. La possibilità di fare il test in modo autonomo dà infatti modo anche ai più giovani, da sempre i più colpiti dalla malattia, di procedere da soli senza nemmeno bisogno di una ricetta medica e di proteggere la propria salute.

Il test, molto attendibile e serio, ma di certo non paragonabile a quello che si effettua in ospedale, ha avuto il merito di tornare a concentrare l’attenzione pubblica su un tema molto importante quando si parla di salute pubblica. Nel 2015 sono state più di tremila i nuovi casi di Hiv in Italia e sebbene il numero sia diminuito rispetto all’anno precedente, rimane sempre un argomento di grande importanza.

Con questa malattia oggi si convive, fermo restando che l’infezione va comunque tenuta sotto controllo e considerata, a tutti gli effetti, una malattia. Solo con la piena consapevolezza di cosa sia l’Hiv si può riuscire a vivere a lungo nonostante la presenza dell’infezione. Chi è affetto da Hiv non va più pensato come a un tossicodipendente o un omosessuale, oggi, ben lontani – si spera – dai luoghi comuni di un tempo, diventare sieropositivi è un problema che può coinvolgere ognuno di noi, se non vengono prese le giuste precauzioni. La causa principale rimane il sesso non protetto e promiscuo, sia in età giovanile che in età avanzata. Molti nuovi casi, infatti, riguardano anche persone di mezza età.

I comportamenti sessuali a rischio rappresentano il fattore scatenante nella maggior parte delle diagnosi: fare sesso non protetto, magari dopo una notte brava per discoteche roma, può cambiare la qualità della propria vita e farlo decisamente in peggio. Quindi occorre fare molta attenzione e prevenire la trasmissione di malattie sessuali che, è bene ricordarlo, non si limitano alla sola Aids. La terapia farmacologia oggi consente di convivere con la malattia, per quanto si tratti di cure piuttosto costose e soprattutto costanti, ma è molto importante affrontare l’infezione nel modo giusto per la salute propria e di chi ci circonda.

Ancora lontana invece la possibilità di arrivare a confezionare un vaccino anti-Hiv a causa delle continue mutazioni genetiche del virus. L’unico “vaccino” contro l’Aids rimane, ancora, l’informazione e la prevenzione. Fondamentale da fare nelle scuole e tra i più giovani, così da educarli a una vita sessuale attiva ma consapevole e protetta. È importante però capire che oggi anche la fascia degli adulti – in particolare dei cinquantenni – è molto interessata da questa patologia. Sia tra i vecchi sieropositivi che tra i nuovi, l’età media comincia comunque ad alzarsi e nessuno va discriminato.

 

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