Mindfulness: essere immersi nell’esperienza.

Mindfulness: essere immersi nell

Quanto spesso usi il telefono mentre mangi? Quanto spesso interrompi una conversazione per controllare le ultime notifiche sullo smartphone?

Con molta probabilità la tua risposta sarà: “per la maggior parte del tempo”. Questo perché viviamo passivamente la nostra vita, distanti da noi stessi, attraversando gli attimi della nostra quotidianità senza farne veramente esperienza.

Si stima che ogni giorno oltre 60.000 pensieri scorrono attraverso la nostra mente, molti dei quali sono ripetitivi (in alcuni casi ossessivi) e distolgono la nostra attenzione dalle cose veramente importanti come relazionarsi in modo autentico con gli altri.

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di psicologi si è interessato ad un metodo di “meditazione scientifica” usato per allenare la mente a concentrarsi sulle l'esperienza presente: la Mindfulness ovvero “capacità di mantenere viva la consapevolezza verso la realtà presente”.

Le tecniche di  Mindfulness derivano dalla pratica della meditazione orientale e hanno riscosso un notevole successo sia in ambito clinico (associandosi alle psicoterapie basate sulla “mentalizzazione” e quindi strutturate da psicoterapeuti specializzati) sia come metodo per combattere lo stress in persone che non presentano sintomi psicopatologici.

La Mindfulness consente di auto-osservare la propria esperienza mentre vi si partecipa: quando siamo immersi nell'esperienza è come se “fossimo” l'esperienza stessa per tutto il tempo che dura e questo ha un duplice beneficio:

  • permette di regolare l'attenzione;

  • porta ad accettare in modo non giudicante l'esperienza.

Nel primo punto rientrano le abilità specifiche legate all'osservazione e alla descrizione dei propri contenuti mentali. Secondo gli psicologi che integrano la psicoterapia con le tecniche di Mindfulness, queste funzioni portano con il tempo a sviluppare la capacità di direzionare la propria attenzione sull’esperienza del “qui ed ora” così da attenuare l'impulsività.

Nel secondo punto rientra la capacità di integrare aspetti cognitivi e affetti legati ai propri stati mentali, favorendo il riconoscimento e la partecipazione all'esperienza interiore.

Un modo semplice per a capire cos'è la Mindfulness è prendersi un po' di tempo per se stessi e iniziare a svolgere quotidianamente alcuni esercizi di meditazione.

Il primo esercizio che generalmente viene consigliato riguarda la respirazione.

Si comincia spostando volontariamente l'attenzione sulla inspirazione e sulla espirazione.Tale osservazione può essere indirizzata verso i segnali che il nostro corpo ci manda: l'aria che entra dal naso ed esce dalla bocca, il diaframma che si alza e si abbassa, la pancia che si gonfia e poi si sgonfia ritmicamente. La nostra attenzione è quindi rivolta alle sensazioni provocate respirando.

Durante l'esercizio può succedere che alcuni pensieri cerchino di distrarci, portando la mente a divagare. Questa fase dell'esperienza è fondamentale per stabilire un vero contatto con la propria mente e apprendere a “meditare consapevolmente”: l'obiettivo è quello di avere consapevolezza di ciò che si prova nel “qui ed ora”.

Con un po' di esperienza si impara ad ascoltare i propri pensieri e prenderne semplicemente atto, senza giudizio e senza lamentarsi, ma piuttosto lasciandoli fluire per poter tornare con la nostra attenzione sulle sensazioni provenienti dal corpo.

Questo esercizio può essere fatto per quindici minuti al giorno, stando seduti, distesi e rilassando il proprio corpo. Ma può essere svolto anche camminando o persino correndo, coordinando i movimenti del corpo con il ritmo della respirazione, mantenendo la concentrazione “ancorata” al momento presente.

 

Dott. Cosimo Santi, Psicologo e Psicoterapeuta.

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