Qualche info in più sull´inseminazione artificiale

Qualche info in più sull´inseminazione artificiale

Questa procedura medica/biologica rientra nel campo della fecondazione assistita, nella quale vengono inseriti nell’utero il liquido seminale maschile come scorciatoia per farlo riuscire ad arrivare alle cellule ovulo.

Questa tecnica (l’inseminazione artificiale) inizialmente si usava quando c’erano problemi di una certa entità da parte dell’uomo, come ad esempio l’impotenza e conseguentemente il liquido seminale maschile non arrivava a destinazione, in seguito venne poi anche usata quando era l’uomo a non essere fertile.
Nei casi normali quando l’uomo espelle il liquido seminale, un numero notevole di spermatozoi arriva nell’utero femminile, questo produce una sorta di mucosità e con tutta una serie di processi biologici e fisici, questi arrivano nella destinazione giusta per permettere al corpo femminile di creare il processo di fecondazione.
Tutto questo discorso medico/fisiologico/biologico serve principalmente per far capire che ci deve essere un certo numero di spermatozoi che raggiungano la destinazione designata affinché ci possa essere il suddetto processo di fecondazione.

Se il numero di spermatozoi che arriva a destinazione è basso, questo processo non avrà luogo nella donna.

Perché è necessario sottoporsi al processo di inseminazione artificiale

Basandosi su queste premesse si potrà capire perché a volte sia necessario sottoporsi al processo di inseminazione artificiale, in questo caso la presunta “colpa” del fallimento ad avere un bambino non sarà imputabile alla donna, come spesso avviene. 
Non è poco comune inputare la condizione di infertilità alla donna.
Fortunatamente l’uguaglianza dei sessi e la scienza moderna possono attribuire la giusta responsabilità al partner corretto della coppia.

Tornando a noi e al nostro processo di inseminazione, questo è la soluzione alla infertilità maschile causata dagli aspetti che abbiamo visto poco fa.
In questo modo la quantità di spermatozoi che raggiunge l’utero femminile sarà sufficiente per produrre finalmente la tanto desiderata fecondazione.
Con l’inseminazione artificiale si eliminano anche altri fattori problematici riguardanti gli spermatozoi, tipo quello della qualità dello spermatozoo in questione, cioè che abbia tutte le caratteristiche necessarie e richieste affinché la fecondazione possa avvenire, per cui potremo dire che gli spermatozoi che vengono usati in questo processo di inseminazione sono spermatozoi d’élite, o se vogliamo usare un’altra iperbole, DOC.
Una particolarità che è però logica, sta nel fatto che non saranno obbligatoriamente gli spermatozoi dell’uomo, che è parte della coppia con problemi di infertilità, ad essere usati per la fecondazione.
Se dopo esami accurati viene rilevato che gli spermatozoi dell’uomo non hanno le giuste caratteristiche per causare una gravidanza nella donna e la donna in questione non presenta alcun problema di fertilità, allora si dovrà conseguentemente usare degli spermatozoi provenienti da una terza persona non conosciuta alla coppia.
Questo tipo di inseminazione artificiale viene detta eterologa e per quanto riguarda la donna gli spermatozoi possono essere inseriti in due parti relative al suo utero, di cui una è proprio all’interno di questo, tale tipo di inseminazione viene chiamata col nome di inseminazione artificiale intrauterina ed è considerata essere la più efficace.
Se ci si chiede perché si parla tanto di inseminazione artificiale si rende noto che poco meno di cinquanta milioni di coppie nel mondo presenta problemi di infertilità.
Se si considera la percentuale dei sette miliardi di persone che sono presenti su pianeta Terra, si vedrà che non è certo una percentuale da poco anche meno di cinquanta milioni (per cui quasi 100 milioni) di persone coi problemi relativi ad avere un bambino.
Ma siamo nel 2018 e le scienza, la biologia e le moderne innovazioni tecnologiche hanno portato ad uno sviluppo decisamente non indifferente nel campo della inseminazione artificiale(per usare un eufemismo).
Esiste una tecnica già provata in diversi paesi quali USA, Giappone ed altri, che dovrebbe essere innovativa rispetto alle tecniche quali la fecondazione in vetro e la stimolazione dell’ovulazione chiamata Augment, tale processo è stato ovviamente testato ed analizzato da specialisti scientifici in questo campo che ne assicurano l’efficacia.

Per dirla sinteticamente e semplicemente aggiungendo dei mitocondri (che sono elementi presenti nelle cellule che servono alla respirazione e all’energia) agli ovuli, questi ricevono più energia (a livello di cellule) e come conseguenza di ciò acquisiscono maggiori capacità di essere fecondati e di svilupparsi.
Oltre agli spermatozoi gli ovuli sono un altro componente fondamentale per il processo di fecondazione femminile.
Come tutte le nuove scoperte questa è ancora in fase di discussione c’è chi la approva totalmente mentre altri la guardano con sospetto.