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Più che una dieta la macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita, da makros e bios, letteralmente lunga, grande vita. Come la quasi totalità delle grandi filosofie proviene dall’oriente, dove è radicata da almeno 5000 anni. Niente di nuovo sotto il sole, ma per noi europei ed il resto del mondo questo tipo di alimentazione è nota dai primi del ‘900 quando George Ohsawa la portò alla ribalta del grande pubblico. Alimenti base nella cucina macrobiotica sono i cereali, che devono essere non raffinati ed integrali, i grassi, tra i quali sono consentiti il burro di sesamo e l’olio extravergine di oliva (no a burro e margarina), i legumi, la cui acqua di cottura è consigliata come bevanda e le alghe.

Gli alimenti sono classificati in base alla loro componente Yin e Yang. Immaginiamo una scala graduata da 0 a 7, da una parte Yang positivo (da 0 a +7) dall’altra Yin negativo (da 0 a -7), ogni alimento avrà una sua classificazione in base al contenuto Yin e Yang. Sono Yin i cibi a componente acida, ad esempio latte, yogurt, frutta, tè, spezie.

Sono invece Yang gli alimenti con componente alcalina, come la carne, il pesce, pollo, uova, sale. Tutto ciò che è agli estremi è dannoso ma può essere utilizzato come “medicina” quando è necessario curare uno squilibrio nella componente opposta. Il concetto è un po’ difficile e non facilmente illustrabile in poche righe, per cui si rimanda alle centinaia di pubblicazioni specifiche per un approfondimento più completo. Occorre evitare tutti i tipi di cibo pesantemente trattati e conservati a livello industriale e le ricette di cucina a base di prodotti troppo lavorati, è necessario utlizzare prodotti quanto più possibile non lavorati e naturali, soprattutto biologici. E’ da eliminare tutto quanto dolcificato con zucchero e miele (crostate, torte, ecc), sono da evitare patate, pomodori, melanzane, latte e latticini in genere. E’ da preferire il consumo di pesce alla carne ed è sconsigliato l’utilizzo di sale comune e/o spezie a favore del solo sale marino naturale.

Un pasto sarà armonico se conterra conterrà il 50% di cereali integrali, il 25% di proteine di cui il 10% di origine animale e il 15% di origine vegetale, il 25% tra verdure (cotte e crude) e frutta. Per gli utensili da cucina sono consigliati il legno per i mestoli ed il bambù per i cestelli per cottura a vapore. Per le pentole e tegami è da utilizzare l’acciaio inossidabile o la terracotta. Da evitare gli utensili in alluminio perché andrebbero a modificare le proprietà ed il gusto dei cibi. Le cotture più indicate sono quella a pressione per cereali e legumi, e quella al vapore per i vegetali, pesce e carne, quelle sconsigliate sono quelle maggiormente elaborate quali sformati, torte salate, sughi grassi ed intingoli vari.

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Quando si sente parlare di dieta vegetariana, la paura più diffusa è che, eliminando la carne, la dieta non sia equilibrata e non abbia il corretto apporto di proteine e di ferro. In realtà si tratta di una paura infondata, dal momento che una dieta vegetariana equilibrata apporta la giusta quantità di tutti i nutrienti.
La prima regola, come in qualsiasi altra dieta, è quella di variare i cibi il più possibile.
Se si è deciso di cambiare il proprio stile alimentare e di diventare vegetariani, per prima cosa è fondamentale evitare le tentazioni. Siccome non si tratta di una scelta semplice e immediata, bisogna evitare di andare dal macellaio, cercare il più possibile di non entrare in contatto con carne e alimenti simili, evitando anche di comprare carne e pesce per altre persone.
La motivazione per avere successo è importante: perché si vuole diventare vegetariani? Solo credendo in se stessi e avendo sempre ben presenti le proprie motivazioni è possibile riuscire a portare avanti questa scelta.
Non per tutti le soluzioni drastiche sono quelle vincenti. Per alcuni il corpo ha bisogno di abituarsi a un nuovo regime alimentare. In questi casi bisogna pianificare la propria dieta, cominciando con il diminuire le quantità di carne, per arrivare con il tempo a eliminarla completamente.
L’assistenza di un esperto nutrizionista come www.dietologafalcieri.it può aiutare a stabilire un piano d’azione che si adatti alle nostre esigenze senza il rischio di superare limiti o di mancare obiettivi.
Quali alimenti non devono mai mancare in una dieta vegetariana?
Innanzitutto frutta e verdura , quest’ultima è meglio consumarla cruda, perché conserva i minerali, che vanno invece persi nella cottura.
Inoltre devono esserci ogni giorno legumi e cereali integrali: pane e pasta integrali, fagioli e lenticchie, ma anche quinoa, orzo, cous cous, per avere varietà.
Le proteine che di solito vengono ingerite con la carne devono essere compensate con proteine di origine vegetale, per questo i legumi sono importanti. La soia è un alimento che non può mancare in una dieta vegetariana: da sola contiene lo stesso apporto proteico della carne.
La frutta da sola non contiene tutte le vitamine necessarie, in particolare la B12 non è presente nella frutta. Come fare? Semplice: i latticini e le uova assunti settimanalmente permettono di integrare la vitamina nella propria alimentazione.
Anche il ferro è un componente importante e in una dieta vegetariana si trova in lenticchie, fagioli secchi, cicoria, spinaci, e frutta secca come fichi, mandorle e arachidi. In pochi, inoltre, sanno che il cacao amaro è l’alimento vegetale che contiene la maggior quantità di ferro.
Bisogna ricordarsi anche che l’assorbimento di ferro è agevolato dalla vitamina c, ma è inibito dal calcio e dai tannini.
Infine ecco due alimenti che non possono mancare in una dieta vegetariana, perché contengono moltissimi nutrienti fondamentali: il tofu e le alghe.

 

 

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Se stai seguendo un programma per la perdita di peso, è importante conoscere l’utilità delle fibre nell’ambito del dimagrimento. Mangiando fibra alimentare infatti il percorso di riduzione del grasso risulta più rapido e meno stressante, grazie ad un maggiore senso di sazietà che agevola il raggiungimento o la conservazione del tuo peso ideale.

Chi consuma cibi crudi e integrali, poco lavorati e preferibilmente insieme alla buccia, ha la capacità di tornare in forma più rapidamente anche nel caso in cui dovesse prendere qualche chilo.

Le fibre quindi sono un ‘ingrediente’ assolutamente da non sottovalutare nell’ambito di una dieta dimagrante: ma dove si possono trovare? Ogni vegetale contiene una parte di fibre che sono composte da una frazione insolubile che ha il compito di ripulire l’intestino in profondità e una frazione solubile che assume la consistenza del gel in presenza di acqua e migliora il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, evitando accumuli.

Fibre e dieta dimagrante: meno appetito e perdi peso più facilmente

In natura qualsiasi fibra alimentare naturale presenta entrambe le parti descritte, anche se alcuni cibi hanno una preponderanza dell’una o dell’altra frazione. La crusca ad esempio contiene prevalentemente fibre insolubili mentre le mele contengono soprattutto fibre solubili.
Le fibre insolubili vanno consumate con moderazione in caso di problemi al colon o se il proprio intestino è già sufficientemente reattivo.

Una volta che vengono ingerite, le fibre si mescolano ai succhi gastrici e all’acqua: successivamente iniziano ad aumentare di volume formando un bolo che tende a favorire il senso di sazietà espandendosi all’interno dello stomaco. Da qui il bolo raggiunge l’intestino e grazie alla sua composizione il transito risulta veloce, consentendo un minore assorbimento dei carboidrati e dei grassi. Se il nostro organismo assorbe quindi meno zuccheri, si riduce la spinta insulinica diminuendo anche l’accumulo del grasso determinando dal surplus di glucosio e lipidi che il corpo non riesce a smaltire in una troppo breve unità di tempo.

Quando le fibre fermentano nel colon producendo gas, acqua e acidi organici, favoriscono la salute della mucosa intestinale evitando il ristagno di tossine che potrebbero causare gonfiori e stitichezza.

I nutrizionisti sono d’accordo nel sostenere che siano sufficienti ogni giorno 35 grammi di fibre per la salute del proprio intestino e il raggiungimento del peso forma. Tuttavia tali fibre vanno assunte insieme a molti liquidi, almeno 1 litro e mezzo al giorno di acqua: in questo modo le molecole fibrose possono aumentare di volume e contrastare la fame, la stipsi e il sovrappeso.

Salute intestinale, fibre e dieta dimagrante: anche se pratichi sport

Se vuoi assumere più fibre dalla tua dieta, prediligi alimenti biologici in maniera da poterli consumare con la buccia in totale sicurezza. La buccia infatti è la parte più ricca di fibre e se i prodotti hanno subito pochi trattamenti, risultano di più semplice assimilazione. I cibi integrali, soprattutto i cereali, si riconoscono facilmente dal colore più scuro legato all’assenza di processi di raffinazione.

In aggiunta puoi valutare anche l’assunzione di un integratore di fibre specifico: alcuni prodotti contengono oltre alle fibre anche enzimi digestivi per rinforzare la capacità del tratto digerente, grazie ad estratti vegetali attivi come la bromelina e la papaina. La sinergia tra enzimi digestivi vegetali e fibre alimentari consente di favorire la digestione evitando i fastidiosi sintomi di gonfiore e stitichezza, contenendo l’appetito e favorendo il dimagrimento e la definizione muscolare. Si tratta quindi di prodotti particolarmente adatti non solo a chi si è messo a dieta ma anche a chi pratica sport con regolarità.

 

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La prova costume rappresenta il cruccio di quasi tutte le donne e  l’arrivo dell’estate porta con sé anche il desiderio di apparire smaglianti in costume da bagno.

Ma come fare ad essere preparate?

Verso la fine di maggio le riviste si rimpieno di articoli che propongono diete “last minute” ed in tv siamo bombardati da pubblicità che presentano prodotti miracolosi.

Però il vero segreto per restare in forma sta nella tempistica: non ci si può ridurre all’ultimo momento ma bisogna lavorare con costanza tutto l’anno.

Bisogna seguire  una strategia che tocchi tre punti fondamentali

  • Dieta

  • Allenamento

  • Stile di vita

Inoltre bisogna sapere che raggiungere una forma fisica smagliante in poco tempo è dannoso e non realizzabile.

Dopo Pasqua bisogna seguire una strategia con costanza, in modo da arrivare in estate con una forma accettabile ed imparare un metodo applicabile per tutto il resto dell’anno.

Fondamentale è non fidarsi di prodotti quali biscotti e merendine “light”. Attualmente numerosi supermarket sono stracolmi di prodotti definiti “light” ma che hanno effetti molto dannosi sul corpo e che portano ad una dilagante obesità.

Di conseguenza diviene fondamentale leggere le etichette nutrizionali e porre attenzione alle proprie scelte, in alcuni casi sarebbe ideale rivolgersi direttamente ad un nutrizionista. In primo luogo, leggete con attenzione il contenuto; ad esempio fra un cornetto con farina integrale e fibre ed uno con farina doppio zero ma senza zuccheri è da preferire il primo, poiché ha un rilascio più lento degli zuccheri e ha un contenuto più alto di fibre che facilita il senso di sazietà.

Tenete d’occhio anche i macronutrienti e i carboidrati in primis e scegliete, quando possibile cibi biologici e a “km zero”.

Se l’obiettivo è quello di migliorare il proprio corpo non bisogna fidarsi delle cosiddette “creme miracolose”, in quanto faranno dimagrire solamente il vostro portafoglio senza ridurvi il girovita di un centimetro.

Queste creme possono avere dei vantaggi soltanto se combinate ad una corretta alimentazione, attività fisica ed un adeguato stile di vita, da sole sono totalmente inutili.

Inoltre non si può pretendere di ottenere un fisico statuario sin da subito e gli obiettivi di allenamento devono essere proporzionati alle proprie forze. Gli allenamenti devono essere graduali e bisogna rispettare il proprio corpo.

Se il vostro tempo è limitato si raccomanda di praticare attività ad alta intensità, che vi permettano di fare sia lavoro aerobico, sia anaerobico. Mi sento di consigliarvi fortemente il CrossFit e di chiedere informazioni in merito, credo che potreste essere stupiti da questa disciplina.

 

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