Tutto quello che devi sapere sulla ricostruzione delle unghie

Le mani sono le parti del corpo più in vista e che possono raccontare molto della personalità di chiunque. La cura delle mani ha sempre interessato sia gli uomini che le donne, ma non vi è dubbio che le donne – oltre alla cura delle mani in sé – si dedicano anche ad abbellire e decorare le unghie, in particolar modo, rendendole in alcuni casi delle vere e proprie opere d’arte. La nail care e la nail art hanno conosciuto negli ultimi anni un boom di popolarità in tutte le fasce di età; un posto rilevante è occupato dalla ricostruzione delle unghie che richiede, però, abilità e precisione al punto che esistono dei veri e propri corsi presso le scuole di estetica. La capitale è, insieme a Milano, una delle città in cui nascono persino le nuove tendenze, per cui non è affatto difficile trovare centri estetici per la ricostruzione delle unghie a Roma.

Breve storia sulla manicure

Fin dai tempi degli Egizi, si hanno testimonianze sull’abitudine di decorare le unghie. L’usanza di esibire unghie lunghe, colorate e mani ben curate era sinonimo di appartenenza alle classi sociali elevate, ma a partire dagli anni ’20 del secolo scorso – con l’avvento del cinema – si è diffusa la moda di avere unghie smaltate impeccabili, non particolarmente lunghe. È in quegli anni che si sviluppano le grandi industrie cosmetiche che lanciano linee dedicate alla cura delle mani, come Max Factor che già nel 1925 lanciò per primo sul mercato un esclusivo trattamento lucidante, mentre la Revlon, nel 1932, avviò la produzione in serie di smalti colorati abbinati ai rossetti. La vera e propria ricostruzione delle unghie comincia nel 1937 quando Harriet Fliegenbaum brevetta delle applicazioni – simili a quelle che sarebbero diventate le attuali tip – per allungare le unghie e molto utilizzate dalle dive del cinema hollywoodiano. L’introduzione della tecnica ad acrilico si deve, invece, al dentista Fred Slack Jr. che in seguito a un incidente che gli procurò la lesione di un’unghia provvide a “ripararla” con l’aiuto di un foglio di alluminio e un miscuglio di monomeri e polimeri per uso dentistico. Fino agli anni ’70, la tecnica di ricostruzione in acrilico era molto elitaria e diffusa tra le star. È solo a partire dagli anni ’80 e dalla produzione di nuovi prodotti in gel UV che il trattamento di ricostruzione delle unghie è diventato di uso comune e dai costi più contenuti, al punto da essere utilizzata sia come forma di bellezza estetica, sia come trattamento per la cura dell’onicofagia (chi si rosicchia le unghie).

Ricostruzione delle unghie: metodi, costi, pro e contro

Per ottenere un buon risultato e un’ottima resa nella ricostruzione delle unghie è bene affidarsi ad estetisti di professione come quelli della Scuola Estetica BSA. È bene, però, conoscere le varie tipologie e i metodi di ricostruzione prima di affidarsi a qualcuno. Le onicotecniche più diffuse sono:

  • Ricostruzione in acrilico: con resina acrilica attraverso la quale l’unghia viene rimodellata, ricostruita o allungata con l’applicazione di polveri acriliche e monomeri.
  • Ricostruzione in gel: l’unghia viene ricostruita con un gel speciale a UV che si catalizzano tramite luci a LED o ultravioletti;
  • Ricostruzione in acrigel: una soluzione di ultima generazione resistente come l’acrilico e facile da modellare come il gel, sempre con l’uso di apposite lampade a LED o UV.

Una ricostruzione completa presso un centro estetico affidabile ha costi variabili in base al trattamento e alla tipologia di unghia. I prezzi medi oscillano tra i 70 € e i 100 € la prima volta, mentre i “ritocchi” – con frequenze bi- o tri-settimanali, al massimo mensili – oscillano tra i 35 € e i 45€. Si consigliano ritocchi costanti nel tempo, perché la ricrescita – oltre a essere antiestetica – aumenta i rischi di spezzare anche l’unghia naturale.

Se da una parte la ricostruzione delle unghie ha aiutato uomini e donne a superare il problema dell’onicofagia e contribuire al benessere estetico e psicologico, dall’altra comporta dei pro e dei contro. La ricostruzione non permette di far respirare le unghie naturali che si indeboliscono nel tempo, per cui è bene lasciar trascorrere almeno un mese tra un trattamento e l’altro curando le unghie con prodotti idratanti e ri-mineralizzanti; mentre è assolutamente sconsigliata per chi soffre di unghie fragili, onicomicosi, pseudomonas e infezioni delle unghie (in questi casi occorre curare l’unghia piuttosto che nasconderla acuendone le problematiche).

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